Gli eSports boicottano l’Arabia Saudita, ma si guardano bene dal toccare la Cina

Gli eSports boicottano l’Arabia Saudita, ma si guardano bene dal toccare la Cina

I progetti direttamente sponsorizzati dal regno saudita non vanno bene. La Cina, protagonista di tante situazioni controverse, è tutt’altra storia. Anche il mondo degli eSports sta conoscendo la sfaccettata situazione di dover considerare non solo l’aspetto economico di un accordo, ma anche il risvolto mediatico e culturale. La lega europea di League of Legends, la LEC, nei mesi scorsi ha prima annunciato e poi bloccato un accordo di sponsorizzazione con Neom, città stato al centro di numerose polemiche e direttamente supportata dal principe saudita nonché primo ministro Mohammad bin Salman. Per la Cina, invece, sembra che organizzazioni e società siano ben pronte a chiudere non solo un occhio ma anche due.

ACCORDI – Il diavolo, si sa, è nei dettagli. Neom è un progetto in cui il regno saudita, che non ha mai celato il proprio atteggiamento negativo verso la comunità LGBTQ+, ha investito direttamente decine di milioni di dollari. Più difficile, invece, dimostrare un legame diretto fra il governo cinese e colossi tecnologici come Tencent, che possiede Riot Games, il creatore di League of Legends. Quest’ultimo è probabilmente il più grande eSports al mondo nonché uno dei più popolari videogiochi di sempre. Insomma, è stato più semplice staccare la spina all’accordo con Neom, che era solo uno dei vari partner commerciali della LEC. Viceversa, si potrebbe mai fare lo stesso con la Cina, che al momento è la principale regione degli sport elettronici?

POLEMICHE – La questione non è certo la mancanza di materiale all’origine della discussione. Esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite hanno inviato settimane fa una lettera alla Cina per criticare la legge sulla sicurezza che è entrata in vigore a Hong Kong: tale legge può facilmente essere usata (e infatti viene usata) per sopprimere le voci contrarie al governo. Resta sempre aperta, poi, la questione dei musulmani uiguri, che insieme ad altre minoranze etniche e religiose sono stati rinchiusi in campi di concentramento per essere rieducati. Durante l’estate la Cina ha annunciato di aver smantellato tali centri, ma a livello internazionale c’è grande scetticismo sulla veridicità di tali affermazioni e si pensa, al contrario, che continuino a operare come hanno sempre fatto.

NBA – La Cina ha un peso specifico importante, oltre ad aver dimostrato una certa permalosità nei confronti di argomenti che la toccano da vicino. Lo ha scoperto l’NBA quando, l’anno scorso, il general manager dei Houston Rockets, Daryl Morey, ha scritto un tweet in supporto ai manifestanti di Hong Kong. La reazione cinese non si è fatta attendere: Tencent e la TV nazionale hanno sospeso la trasmissione delle gare pre-stagionali dell’NBA. Il commissario della lega, Adam Silver, ha stimato in 200 milioni di dollari il danno economico. Anche LeBron James, molto attivo sui temi sociali che coinvolgono la società americana, cerca sempre di sviare l’argomento Cina e ha criticato il modo in cui il general manager dei Rockets ha gestito la situazione, accusandolo di aver commentato senza essere “bene informato”. Nonostante i Rockets siano molto popolari in Cina fin dai tempi in cui vi giocava Yao Ming, ancora oggi, per colpa di quel tweet, le gare della compagine di Houston rimangono oscurate.

FUTURO – Gli eSports e in particolare League of Legends e Riot Games stanno insomma conoscendo due pesi e le due misure. Allontanare la Cina dagli sport elettronici sarebbe controproducente per il settore che, anzi, è fortemente basato sulle società cinesi non soltanto per l’organizzazione degli eventi ma, considerato che Tencent è anche proprietaria di Supercell e quindi di Clash Royale, per lo sviluppo dei giochi stessi. Alzare il livello di allerta è più semplice quando il danno economico non è poi così grande. In un momento in cui gli eSports cercano riconoscimenti a livello internazionali, inimicarsi la Cina sarebbe un autolesionista. E per capirlo basta leggere quali siano le aspettative attorno ai LoL Worlds 2020, il campionato mondiale di League of Legends.

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