Marvel’s Avengers vuole farsi piacere da tutti, ma chi lo amerà? (anteprima)

Marvel’s Avengers vuole farsi piacere da tutti, ma chi lo amerà? (anteprima)

Anteprima Marvel’s Avengers

L’idea di avere tra i polpastrelli un videogioco come Marvel’s Avengers ci elettrizza. È un progetto enorme, più grande di quello che pensate, spinto dal successo (e l’insuccesso) di certi titoli massivi alla stregua di Destiny 2, Anthem e compagnia bella, cucito però sulla potenza mediatica dei supereroi Marvel. Al timone ci sono i Crystal Dynamics, noti ai più per il nuovo ciclo di Tomb Raider, ma dietro alle loro spalle c’è un sapiente corollario di studi, pronti a fornire una delle escursioni supereroistiche più ricche di sempre. Ne abbiamo avuto un nuovo assaggio durante la beta, che per altro potrete (dovrete!) provare anche voi con mano: vi raccontiamo perché dovreste farlo nell’anteprima.

Editore Square Enix
Sviluppatore Crystal Dynamics
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows, Stadia
Genere Avventura, Azione, GdR
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (online)
Lingua Completamente in italiano

Marvel’s Avengers vive di due esperienze: da una parte la modalità storia, giocabile esclusivamente in solitaria, dall’altra tutta la fetta riguardante le attività online. Due facce d’una stessa medaglia che sembrano essere state curate alla medesima maniera, per buona pace di chi credeva non potessero coesistere amabilmente insieme.

Della storia, tuttavia, ne abbiamo spiluccato gli inizi, privati di una fetta delle cinematiche, impedendoci dunque di ipotizzare un’analisi della qualità della narrazione. Si parte dal Golden Gate Bridge di San Francisco, lo stesso che abbiamo già assaporato più volte, sia con mano, sia in video. Senza scendere nei dettagli, questa sequenza introduttiva funge da fase di pratica, vi fa vestire i panni di tutti i principali vendicatori, ne racconta brevemente la caratterizzazione e le abilità, per poi chiudere ferocemente la parentesi: infatti, una misteriosa esplosione trasforma una parte dei civili in Inumani, cioè esseri dotati di poteri soprannaturali, tra i quali spicca Kamala Khan, la protagonista della vicenda che farà le veci di Miss Marvel. È lei a fare da perno della trama, decisa a voler ricongiungere la squadra dei supereroi dopo l’evento catastrofico.

Il paio di missioni alle quali abbiamo preso parte, incentrate su Hulk e la già citata Kamala Khan, hanno messo in luce una struttura classica composta di livelli lineari, tratti dal canovaccio dei videogiochi d’avventura e d’azione di stampo cinematografico. Alterna combattimenti a brevi fasi esplorative, che celano forzieri da cui raccogliere reagenti per potenziare il proprio eroe. Le fasi di salto sono piuttosto guidate, come lo sono quelle degli esponenti a cui si ispira, da Uncharted ai recenti Tomb Raider. I puzzle ambientali scarseggiano, confidiamo che la versione completa ne abbia almeno un po’, qualcuno per spezzare l’eventuale monotonia delle lotte. Speriamo inoltre che gli enormi balzi di Hulk, e i poteri di allungamento degli arti di Miss Marvel, vengano adoperati per delle sequenze di salto dinamiche e ben confezionate, perché si scorgono buone potenzialità in tal senso. Stessa cosa vale per le doti degli altri personaggi, in particolar modo Iron Man, il cui volo potrebbe dare vita a fasi realizzate appositamente per lui.

Ciò detto, il cuore della formula dimora nel sistema combattimento, il quale risulta intuitivo e altamente scenografico. Predilige la spettacolarità alla tecnica, risulta abbastanza pesante nei colpi, con un’evidente contaminazione ruolistica scatenata dai numeri fluttuanti e dalle abilità a ricarica temporale. Ogni eroe dispone di una risorsa speciale che, se consumata, consente di attivare capacità innate: per dire, Iron Man può sparare a lunga gittata o parare i colpi in arrivo, mentre Vedova Nera è in grado di contrattaccare utilizzando il suo fido rampino o accedere al suo arsenale di armi da fuoco. Le combinazioni di colpi tra l’altro sposano la semplicità, paragonabile a quella di un picchiaduro a scorrimento in una salsa però tridimensionale, mentre le intenzioni degli avversari sono evidenziate e orchestrate da indicatori che anticipano l’arrivo degli attacchi. La schivata poi consente di rallentare il tempo se eseguita con tempismo, un aspetto che cerca di valorizzare l’abilità dei giocatori.

Malgrado gli intenti, gli scontri subiscono l’influenza degli abbondanti effetti particellari che alimentano la confusione a schermo. Ha il vizio di lanciare una considerevole quantità di nemici pressoché impossibili da gestire tatticamente, trasformando il tutto in una selvaggia bolgia dove i colpi ad area hanno la meglio. L’azione, di conseguenza, si avvicina più al dungeon crawler che ad un gioco d’azione pulito quale invece è quando, in occasione della storia, il numero degli avversari ci è sembrato più gestibile, soprattutto nel combattimento contro il boss, Abominio, durante il quale le meccaniche hanno saputo respirare decisamente meglio, mostrando un pizzico di graditissima versatilità.

Una volta completata la parentesi in giocatore singolo, avrete modo di gustare le attività online, divise fondamentalmente in due modalità, Zone di Guerra e Zone di Atterraggio, entrambe giocabili fino ad un massimo di quattro giocatori. Le prime si consumano in territori più larghi rispetto a quanto visto nella storia, consentono appunto più mobilità e ci si può districare lungo vie secondarie per reperire risorse e oggetti. Vi è un obiettivo principale da completare, articolato alle volte anche su più compiti, per i quali nutriamo emozioni contrastanti.

Il timore vige dalla ripetitività percepita nella stesura delle attività. Benché vi siano diverse missioni disponibili nella beta, molte vertevano sulla conquista di punti e su rielaborazioni delle orde. Lo stesso disegno delle mappe ci è sembrato schematico e monotono, stanze create solo per ospitare secchiate di mostri da abbattere. Una missione in particolare invece ci ha sorpreso, aveva un piccolo accenno di storia e ricordava in effetti la struttura di una buona incursione con tanto di boss da abbattere, un robot gigante con punti deboli e attacchi da imparare: la componente online di Marvel’s Avengers ha bisogno di questa tipologia di missioni, che siano riconoscibili e che non diano la sensazione di già visto nel giro di un paio d’ore.

La beta poi ci ha permesso di assaporare le Zone di Atterraggio, cioè sfide fulminee, completabili in una decina di minuti al massimo, dove è necessario compiere un singolo obiettivo, spesso legato all’uccisione di uno o più bersagli. Per gli amanti delle orde c’è l’HARM, un teatro virtuale in cui non si fa altro che sconfiggere ondate nemiche, null’altro.

Abbiamo apprezzato la flessibilità del matchmaking per quanto riguarda queste modalità collaterali. Quick Match abbinerà solo a squadre che hanno bisogno dell’eroe di cui si stanno vestendo i panni, mentre Quick Play vi lancia nella prima partita disponibile, facendovi impersonare un personaggio diverso da quello che state controllando, in base appunto all’esigenza della partita, anche perché non possono esistere due Thor o due Iron Man in una stessa missione. Se preferite, potete affrontare le missioni online anche in solitaria e dare l’intelligenza artificiale in pasto agli alleati, oppure invitare degli amici con l’apposita opzione, così da moltiplicare il divertimento.

Peccato che il codice della beta sia talmente sporco da non consentire la corretta fruizione dell’esperienza. Il matchmaking purtroppo non funziona a dovere e persino una semplice operazione come l’invito di un amico dalla scheda social non sembra essere ben digerita dal codice di rete, che pare poggiarsi su regole strettissime, nonostante sulla carta voglia appunto essere adattabile. Si tratta di una versione preliminare, questo è chiaro, ma di problemi ne abbiamo beccati parecchi: rallentamenti nella raccolta di oggetti, sparizioni di forzieri, cadute nei poligoni, botte di latenza, insomma, diverse imperfezioni che andrebbero immediatamente levigate, di certo prima del lancio. Lo stesso comparto tecnico soffre il peso dei troppi particellari, tanto è vero che PS4 Pro non riesce a reggere la modalità 4K nelle sequenze più concitate: meglio impostare l’opzione Massime Prestazioni per non incappare in spiacevoli blocchi dell’immagine.

Il resto dei dubbi orbitano attorno alla quantità dei contenuti, allo sviluppo delle ore successive e, in questo caso, alla tenuta della ciclicità della formula, che dovrà anzitutto fornire una discreta varietà, e poi un flusso di ricompense adeguato. Per il momento la progressione del personaggio ci è parsa interessante, visto che le abilità sbloccabili aggiungono mosse tanto efficaci quanto divertenti da scatenare sul campo, ma bisognerà verificare la profondità di questo aspetto nell’edizione definitiva.

Si spera che la storia duri abbastanza, e che sappia regalare dei momenti intensi. Auspichiamo inoltre che il supporto post-lancio sia all’altezza delle promesse: fa storcere il naso l’esclusività Sony di Spider-Man, il quale sarà un personaggio disponibile solo su PlayStation. Si tratta però di un eroe che verrà aggiunto solo il prossimo anno, al fianco di un aggiornamento ben più corposo, che di certo sarà pubblicato anche sul resto delle piattaforme, su cui tuttavia l’Uomo Ragno non vedrà la luce. Malgrado i dubbi, Marvel’s Avengers sembra avere le carte in regola per accontentare un po’ tutti. Solo i posteri potranno dirci se sarà amato: provatelo, fatevi una vostra idea e poi rimanete sintonizzati qui, in attesa della recensione.

Vi ricordiamo che Marvel’s Avengers esce il 4 settembre su PS4Xbox One e PC Windows, in seguito anche su PS5Xbox Series X e Google Stadia. L’open beta sarà disponibile dal 14 al 16 agosto.

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