I 15 migliori prodotti del 2020 (fino ad ora)

I 15 migliori prodotti del 2020 (fino ad ora)

La prima metà del 2020 è ormai terminata e definirlo un anno anomalo è sicuramente riduttivo. Abbiamo comunque scelto di fare un riassunto di quanto successo fin’ora nel mondo della tecnologia da gennaio a oggi e di raccontarvi quelli che secondo noi sono i 15 migliori prodotti di tecnologia di consumo lanciati in questi mesi. Una nota dovuta: il fatto che secondo noi siano i migliori non significa che siano tutti dei prodotti best buy. Alcuni lo sono, altri sono delle belle novità che speriamo di vedere sviluppate in futuro.

Podcast

Abbiamo svelato in anteprima i 15 migliori prodotti di tecnologia del 2020 nel nostro podcast The SmartWorld Show. Trovate qui l’episodio intero e a fine pagina il video della live. Trovate la puntata su SpreakerGoogle PodcastApple Podcast e Spotify.

I migliori 3 di Emanuele Cisotti

Apple Magic Keyboard per iPad Pro

La mia tripla selezione inizia con un prodotto uscito da qualche mese ma che ho avuto il tempo di recensire solo pochi giorni fa. Sto parlando del discusso iPad Pro 2020 e per la precisione della sua tastiera Magic Keyboard. Il tablet di per sé infatti è un eccellente prodotto, ma in buona parte identico al modello precedente. La vera novità è nella tastiera “magica” di Apple, compatibile anche con il modello del 2018. Il design lascia sicuramente senza fiato e qualcosa di “magico” c’è davvero nel veder sollevato il display dalla parte inferiore della cover/tastiera. Ma non è solo una questione estetica: la nuova Magic Keyboard permette in uno spazio molto ridotto di includere una nuova tastiera completa con tasti di qualità (li preferisco a quelli del mio MacBook Pro 16 pensate) e anche un trackpad, piccolo ma molto funzionale e più preciso di quello di molti PC Windows.

È un prodotto “alla Apple” intendiamoci, ha dei limiti per qualcuno incomprensibili e uno fra tutti è il prezzo: 399€ nella versione per iPad Pro da 12.9 pollici. La verità però è che questo è un accessorio che si acquista sempre assieme al tablet e il prezzo va valutato nel pacchetto completo. Non è un punto di arrivo, ma è un punto di inizio per un nuovo mondo Apple convergente, fra iPadOS e MacOS che girerà su CPU Apple Silicon.

RECENSIONE: iPad Pro 2020 e Magic Keyboard

Xiaomi Mi Note 10 Lite

In un anno in cui lo Snapdragon 765G ha democratizzato il mondo degli smartphone di fascia media, portando in dote non solo la connettività 5G ma anche ottime performance, io ho comunque voluto scegliere un prodotto con una CPU diversa (in questo caso uno Snapdragon 730G). Sto parlando del Mi Note 10 Lite di Xiaomi per cui pende la mia preferenza battendo di poco Mi 10 Lite (lui con il processore più recente). Questo smartphone Xiaomi è la perfetta incarnazione dello smartphone che serviva per scuotere un mercato di fascia media un po’ caotico dove tutti cercando di spuntarla, dimenticandosi però spesso di dettagli fondamentali. Mi Note 10 Lite invece non si dimentica dei “fondamenti” e propone un hardware ottimo, con una fotocamera decisamente migliore rispetto a buona parte degli smartphone della sua fascia. Cosa non da poco quando è proprio in questo ambito che si combatte la battaglia più serrata anche nei top di gamma. E poi abbiamo anche un ottimo design, un bel display e un autonomia eccellente.

RECENSIONE: Xiaomi Mi Note 10 Lite
SCHEDA TECNICA: Xiaomi Mi Note 10 Lite

Samsung Galaxy Z Flip

Non ha cambiato le sorti del mercato degli smartphone pieghevoli, ma Galaxy Z Flip di Samsung è stato per me uno dei migliori smartphone che abbia provato negli scorsi mesi. Come detto, non è rimasto sicuramente impresso nell’immaginario collettivo e non ha sfondato nelle vendite, come prevedibile, ma ha comunque dimostrato che un futuro diverso per quanto riguarda gli smartphone pieghevoli è possibile. Parliamo di materiali di qualità, cerniere robuste e che danno una sensazione di qualità decisamente superiore rispetto ai modelli precedenti. In più il formato “compatto” farà la felicità di chi si auspicava un ritorno al passato. Non è perfetto e forse mancano varie iterazioni ancora per avvicinarsi ad una sorta di “perfezione”, ma in ogni caso è innegabile che Galaxy Z Flip mi abbia molto colpito.

RECENSIONE: Samsung Galaxy Z Flip
SCHEDA TECNICA: Samsung Galaxy Z Flip

I migliori 3 di Vezio Ceniccola

ASUS ROG Zephyrus G14

Il primo alfiere di quello che potrebbe essere un vero esercito di notebook con processore AMD Ryzen, in arrivo nel corso dell’anno. Questo ROG G14 è una macchina completa ed efficace in ogni contesto, sia per la produttività che per il gaming. ASUS ha il merito di aver creduto sin da subito nei nuovi Ryzen mobile di serie 4000, inserendo all’interno di questo modello il più potente della famiglia: il Ryzen 9 4900HS. Le prestazioni sono spettacolari e questo di certo non farà piacere ad Intel. Al di là della CPU troviamo comunque ottime notizie: un display 14″ IPS Full HD a 144 Hz, una GPU NVIDIA RTX 2060 Max-Q, 16 GB di RAM e 1 TB di SSD. Peccato che in Italia la disponibilità sia quasi inesistente, infatti a seguire trovate il pulsante per acquistare la versione con Ryzen 7.

RECENSIONE: ASUS ROG G14

Sony ZV-1

La Sony ZV-1 è probabilmente la miglior fotocamera da vlogging sul mercato, pensata per chi vuole un’esperienza semplice ma non intende rinunciare alla qualità d’immagine. Ha un hardware di buon livello, racchiuso in un corpo compatto e solido. Sono proprio le dimensioni estremamente ridotte a renderla così pratica e versatile, perfetta da tenere sempre pronta nello zaino quando si parte all’avventura. Eccezionale il microfono integrato, cosa non banale per una macchina del genere. Peccato per la scarsa autonomia, vero tallone d’Achille. L’ho usata sul campo ed ho capito che sarebbe stato subito odi et amo. Alla fine ha però prevalso quest’ultimo: me ne sono innamorato. Ci sono fotocamere che mi sono piaciute di più quest’anno, ma questa Sony è forse l’unica che mi mancherà davvero al prossimo viaggio.

RECENSIONE: Sony ZV-1

Neon Abyss

Non è un giocone tripla A, non è un blockbuster da milioni di copie e non è nemmeno un capolavoro della tecnica. Ma è estremamente divertente, tanto da provocare dipendenza. Neon Abyss è un piccolo gioco in stile roguelite con meccaniche action e platform, nato sulla scia di titoli come The Binding of Isaac o Enter the Gungeon. Il nostro personaggino cade giù nell’abisso e deve spappolare qualsiasi forma di vita si trovi sulla sua strada, sino ad arrivare a combattere contro i potentissimi boss finali. Per riuscirci sarà necessario recuperare armi, uova e risorse nelle varie stanze in cui passeremo, sperando di diventare sempre più potenti e arrivare fino in fondo. La cosa che me lo fa amare davvero è lo stile assolutamente psichedelico dell’ambientazione, una vera esplosione di suoni e colori ad ogni stanza. Forse è ancora un po’ acerbo per certi versi, ma ha tutte le potenzialità per farmi perdere ore ed ore del mio tempo libero.

RECENSIONE: in arrivo

I migliori 3 di Nicola Ligas

Google Pixel Buds

Il secondo tentativo di Google nel mondo degli auricolari true wireless è quello giusto. I Pixel Buds suonano bene, sono comodi, hanno diverse funzioni smart utili, ed una custodia ben fatta e tascabile. Costano un po’ troppo, ma danno assuefazione. Mi sono piaciuti particolarmente perché non hanno rincorso in alcun modo la concorrenza, non hanno proposto soluzioni già viste, ma hanno invece dimostrato carattere, con alcune scelte anche un po’ controtendenza. Ad esempio non solo non c’è la cancellazione attiva del rumore, ma anzi i Pixel Buds lasciano volutamente entrare un po’ di suoni ambientali, contribuendo non solo a rendervi maggiormente consapevoli del mondo che vi circonda, ma permettendo anche all’orecchio di respirare meglio, evitando quell’effetto un po’ fastidioso di certe soluzioni ANC. Molto azzeccata anche la regolazione automatica del volume e sempre preciso anche il rilevamento degli auricolari, che mette in pausa la musica qualora doveste toglierne anche solo uno.

RECENSIONE: Pixel Buds

DJI Mavic Air 2

Con Mavic Air 2 DJI ha realizzato il drone (quasi) perfetto. Leggero, compatto, ma anche davvero completo. Il primo (e maggiore) progresso che noterete è OcuSync 2.0, il sistema ad onde radio che permette di controllare il drone anche a chilometri di distanza, e che soprattutto non è così prono alle interferenze come la connessione Wi-Fi del modello di prima generazione. E poi c’è un’app semplificata ma comunque completa, più adatta ai neofiti, ed un sistema di automatismi a tratti incredibile, come l’Active Track 2.0 che vi segue evitando gli ostacoli lungo il cammino. A questo proposito mancano alcuni sensori anti-collisione (ecco perché “quasi” perfetto), ma è difficile chiedere un pacchetto più completo di così nella sua fascia di prezzo. Peccato solo che tra qualche tempo ci vorrà per forza il patentino per pilotare droni del genere, ma in fondo è meglio così: sono mezzi talmente “potenti”, che la prudenza è d’obbligo.

RECENSIONE: Mavic Air 2

Lenovo ThinkPad X1 Carbon 8th gen

Il titolo di miglior portatile business è stato vinto dall’X1 Carbon già anni fa, ed il motivo per cui ciò è notevole è che nel 2020 è ancora difficile strapparglielo. Non è un portatile innovativo quindi, quanto il frutto di un continuo affinamento di un modello azzeccatissimo, che quest’anno continua nella sua opera di perfezionamento; un perfezionamento che va al di là della mera scheda tecnica. È leggero, solido, si apre con un dito, è subito pronto, e con lo sblocco del volto siete dentro in un attimo. Ha una tastiera che calamita le vostre dita, un touchpad dal clic “perfetto” e l’inimitato trackpoint. Ha uno schermo 4K Dolby Vision che preferirete (forse) alla vostra TV, ed un’audio (con Dolby Atmos) che vi farà sentire al centro del suono, sia che sfruttiate i 4 speaker in dotazione, che delle cuffie. Vi ho già detto anche troppo in questa breve sinossi, andate a leggere la recensione che ho pubblicato da poco sulle pagine di SmartWorld.it, e poi ditemi che non ne vorreste uno!

RECENSIONE: X1 Carbon 8th gen

I migliori 3 di Lorenzo Delli

Amazfit T-Rex

Se volete uno smartwatch al polso che sia sufficientemente affidabile e che non costi una fortuna, le proposte di casa Amazfit hanno quasi sicuramente qualcosa che fa per voi. Quest’anno mi sono letteralmente innamorato del T-Rex, non tanto per le sue funzionalità (che alla fine si ritrovano anche su un Amazfit Verge o su uno Stratos 3), quanto più per il suo look così aggressivo e per la sua spiccata resistenza agli urti. Non ho i polsi enormi, ma data la mia stazza un orologio piccolo non fa certo per me. E da bravo uomo di stazza larga grande so alle volte anche essere goffo. Beh, se sbatto il T-Rex in uno spigolo corro subito a controllare che non si sia rovinato, per poi ricordarmi che è stato testato secondo 12 certificazioni militari di resistenza a temperature, shock e urti. Se riesco a rovinarlo dovrei entrare di diritto in uno degli enti di certificazione militare come tester di prodotti! Aggiungeteci un’autonomia più che decente, tante funzionalità per l’attività fisica, watchfaces decenti e notifiche e capirete che il gioco vale la candela.

RECENSIONE: Amazfit T-Rex

ASUS ROG Phone 3

Si fa sempre l’errore di giudicare i gaming phone come smartphone utili ad una sola cosa: giocare. In realtà ASUS anche quest’anno ha concentrato quasi tutto il meglio della tecnologia attuale in uno solo smartphone, rendendo ROG Phone 3 una scelta sensata anche per chi cerca uno dispositivo affidabile in ambito lavorativo. Le fotocamere sono leggermente migliorate (e c’è l’aggiunta di un sensore macro), si possono registrare video in 4K a 60 fps o addirittura in 8K a 30 fps, ci sono ben 4 microfoni, audio potenziato, uno schermo a 144 Hz, tanta RAM e memoria interna e tutta la potenza di cui avete bisogno. E poi, ovviamente, eccelle in ambito gaming. Ci mancherebbe altro! A tal proposito ASUS sta puntando anche sul cloud gaming: con l’acquisto ci sono 3 mesi di Stadia Pro in regalo, e sono in arrivo anche appositi grip da sfruttare con i controller Xbox (per Project xCloud) e Stadia. Anche quest’anno insomma ha sfornato un top di gamma con tutti i crismi.

RECENSIONE: ASUS ROG Phone 3

The Last of Us Parte 2

La next-gen è alle porte e da qui alla fine di novembre potrebbero essere svelati dei titoli in grado di stravolgere la nostra concezione classica di videogioco. Da quanto visto finora però sembrerebbe proprio di no. Sono però sufficienti una PS4 e una copia di The Last of Us Parte 2 per immergersi in quello che davvero sembra il futuro del mondo videoludico. Un’opera estremamente matura che ci dilania dentro, che propone il tutto da più punti di vista anche per farci capire come si possa sbagliare a giudicare contesti e persone. E lo fa proponendo un dettaglio grafico sconvolgente, un’attenzione maniacale al dettaglio (se non sapete di cosa stiamo parlando guardatevi questo video) ed un mondo di gioco vivo seppur non aperto. Mi sono personalmente occupato della recensione dandogli un bel perfect score (10 su 10), un voto di cui non mi pento assolutamente nonostante tutte le polemiche che sono venute fuori dopo il lancio. Ma d’altronde, quando i dati di vendita riportano praticamente già 7 milioni di copie vendute nell’arco di un mese, le polemiche stanno a zero.

RECENSIONE: The Last of Us Parte 2

I migliori 3 di Giuseppe Tripodi

Samsung Galaxy Buds+

Da quando sono stati lanciati sul mercato, i Samsung Galaxy Buds+ sono diventati gli auricolari true wireless che consiglio più spesso agli utenti Android (e non solo). Perché sono un prodotto equilibrato ed affidabile, che soddisfa le esigenze della maggior parte delle persone: comode da indossare (anche a lungo), buona qualità sonora, buoni microfoni, autonomia incredibile (fino a 11 ore con una ricarica!), controlli affidabili e un po’ di funzioni smart (come il Suono Ambientale) che non guastano mai.

Sono particolarmente consigliati a chi ha uno smartphone Samsung di ultima generazione (per via del codec proprietario Scalable), ma vanno benone anche con qualsiasi altro dispositivo, persino con iPhone: l’applicazione (con cui personalizzare comandi ed equalizzatore) è infatti disponibile su Play Store e App Store.

Per portarvi a casa questo piccolo concentratro di tecnologia, che è anche relativamente eco friendly (a differenza di qualsiasi altro modello di auricolare TWS, con un po’ di pazienza potete anche sostituire la batteria!) bastano 112€: davvero difficile chiedere di meglio.

RECENSIONE: Samsung Galaxy Buds+

iPhone SE 2020

Haters gonna hate, dice un adagio divenuto famoso nei flame online. E quindi lasciate che sia schietto, anche a costo di attirarmi le ire degli hater: che iPhone SE abbia la stessa scocca di modelli lanciati cinque anni fa, una sola fotocamera, cornici giganti e tasto Home non frega niente a nessuno. O meglio, di sicuro a qualcuno importa, ma non agli utenti a cui questo smarpthone è destinato.

Grazie al chip Apple 13 Bionic, iOS 13 e tutti gli accorgimenti software per la fotografia, iPhone SE è uno smartphone concreto, che va dritto al sodo e che assisterà felicemente qualsiasi utente che cerca semplicemente un dispositivo medio gamma che funzioni e duri a lungo nel tempo. E no, spendere la metà per avere un dispositivo Android che verrà abbandonato dalla casa madre dopo un solo aggiornamento software (se va bene), non è un’alternativa.

Quindi se volete uno smartphone compatto, che funziona bene e che vi resti accanto per i prossimi 5 anni o giù di lì, spendete ‘sti 496€ e siate felici.

RECENSIONE: Apple iPhone SE 2020

Final Fantasy VII Remake

Non credo di esagerare nel dire che la saga di Final Fantasy ha contribuito a rendermi la persona che sono. Ricordo che, quando a circa dieci anni, ho scoperto i JRPG di Squaresoft, per un periodo sono letteralmente impazzito: non parlavo d’altro, con chiunque. E tra i miei giochi preferiti in assoluto ovviamente c’è Final Fantasy VII (che ad oggi rimane una delle principali ragioni per cui conosco l’inglese, ma questa è un’altra storia).

Per questo motivo, quando è stato annunciato Final Fantasy VII Remake, ero terrorizzato: un action-RPG? Ma siamo sicuri? E se poi rovinano tutto? Ecco, fortunatamente non è andata così. Nonostante non abbia ancora finito Final Fantasy VII Remake (ho avuto la fortuna di giocarci all’anteprima stampa, e poi con un amico), è stato sicuramente uno dei prodotti che mi ha emozionato di più quest’anno. Perché ti fa rivivere la storia di Cloud e soci, ma sotto un’altra prospettiva, con meccaniche nuove e intelligenti, ma senza snaturare il gioco originale.

Non era un’impresa facile toccare un mostro sacro come Final Fantasy VII e non deludere i fan, ma per fortuna l’operazione è andata bene. E 64€ per tornare a divertirsi come bambini sono soldi ben spesi.

RECENSIONE: Final Fantasy VII Remake

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