Trump bannato da Twitch per condotta discriminatoria

Trump bannato da Twitch per condotta discriminatoria

Cosa hanno in comune Trump e Guy Beahm, alias “Dr Disrespect”? Sono stati entrambi bannati da Twitch. La nota piattaforma di streaming ha messo in atto un vero e proprio giro di vite in questi tempi nei quali il nervo del politically correct è particolarmente scoperto, e giusto oppure no, i moderatori hanno dimostrato assoluta inflessibilità, non chiudendo un occhio di fronte a nessuno, che sia una star dello streaming o addirittura il Presidente degli Stati Uniti d’America.

Ma partiamo dall’inizio. Da ottobre 2019 il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha un proprio canale Twitch, curato dal suo staff della comunicazione, mirato a trasmettere in diretta e in replica gli eventi a cui partecipa e i suoi vari discorsi. Da ieri l’account è stato temporaneamente sospeso, come hanno scoperto diversi utenti di Twitter che monitorano l’attività di Twitch in merito ai ban mossi dalla piattaforma di Amazon, destando in particolare l’attenzione di Kotaku, uno dei siti più letti in ambito esports e gaming al mondo. Alla richiesta di spiegazioni, un portavoce di Twitch ha fornito a Kotaku una risposta chiara ed esemplare:
Le condotte discriminatorie, i discorsi di istigazione o incitamento all’odio non sono in alcun modo ammessi sulla nostra piattaforma. In linea con la nostra politica aziendale il canale del Presidente Trump è stato sanzionato con una sospensione temporanea per alcuni commenti rilasciati durante lo streaming. Contestualmente il contenuto incriminato è stato rimosso dalla piattaforma.

Kotaku, per mano dell’autore Nathan Grayson, ha individuato due specifiche circostanze riconducibili alla condotta di Trump che ha causato la sospensione. La prima è l’invettiva ingiustificata con cui il presidente definisce gli immigrati messicani “stupratori”, risalente alla campagna presidenziale del 2016 recentemente riproposta sul canale. E a un commento riconducibile al suo recente discorso elettorale tenuto a Tulsa in cui accusa un ipotetico “very tough hombre”, un uomo molto rude, che potrebbe “irrompere nella finestra di una giovane signora il cui marito è assente”, espressione usata per illustrare cosa potrebbe accadere se le persone non potessero chiamare il 911. 

Il portavoce di Twitch ha continuato la spiegazione della sospensione sottolineando che il Presidente Trump non è affatto al di sopra dei termini di utilizzo della piattaforma. Come d’altronde già accaduto appena pochi giorni fa a Dr Disrespect, uno degli streamer più seguiti su Twitch.

Come chiunque altro utente di Twitch, politci o meno che sisano, deve rispettare i termini di utilizzo del servizio e le guide linea della community. Non facciamo alcuna eccezione, né per i politici né per altre figure meritevoli di interesse. Prenderemo qualsiasi azione necessaria contro ogni contenuto odievole che sarà riportato alla nostra attenzione.

Per Trump si tratta di un altro colpo subito dal mondo dei social network e di internet in generale. Un mese fa era stata Twitter a bollare alcuni cinguettii del presidente come “potenziali fake news” da controllare attentamente in una guerra perenne tra l’ipotetico e sacrosanto diritto di parola e la proprietà privata delle piattaforme social. Persino Reddit ieri, una delle più importante piattaforme di discussione, è intervenuta bloccando la categoria “The Donald” per la presenza massicia dei suoi discorsi di incitamente all’odio e le sue politiche di offesa verbale.

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