Fortnite è ancora da record, ma i fan non sono convinti

Fortnite è ancora da record, ma i fan non sono convinti

Ormai è un rito: ogni volta che Fortnite di Epic Games inchioda milioni di persone di fronte allo schermo per assistere ai suoi folli eventi, si sa già che infrangerà un altro record. Questa volta è toccato al numero di utenti connessi su Twitch.tv di fronte a un singolo videogioco, che durante la proiezione di “Il Dispositivo” hanno toccato quota 2.300.000, superando l’audience delle finali del mondiale di League of Legends.

POLEMICHE – Nonostante il successo della manifestazione virtuale, non sono però mancate forti polemiche da parte dell’utenza. Anzitutto in molti sono rimasti esclusi dall’evento e se la sono presa con una Epic Games colpevole di aver riservato “solamente” 12 milioni di posti. Inoltre, in seguito all’esordio della stagione estiva, la comunità di giocatori ha accusato lo sviluppatore di essersi adagiato sugli allori.

EVENTI DA RECORD, MA… – Ricorderete senz’altro il celebre buco nero che sul finire del 2019 catalizzò l’attenzione mediatica, facendo svanire nel nulla la gallina dalle uova d’oro di Epic Games. Ecco, pur segnando il momento di massima popolarità del celebre Battle Royale, la singolarità divenne un inatteso spartiacque. Con l’avvento del Capitolo 2 di Fortnite, i numeri dei creatori di contenuti hanno iniziato a diminuire considerevolmente, portando a quello che è stato più volte definito da personalità del calibro di Tyler “Ninja” Blevins e Turner “Tfue” Tenney come il momento più buio nella storia del titolo. Non si tratta di voci fuori dal coro: numerosi giocatori hanno denunciato una certa mancanza di attenzione verso Fortnite, ormai quasi del tutto orfano di una scena competitiva e sempre meno presente sui palchi dell’intrattenimento digitale. Ma la storia è completamente diversa quando si tratta di eventi: il concerto del DJ Marshmello, quello del rapper Travis Scott e l’inattesa proiezione del trailer del film Tenet, hanno invece fatto registrare numeri da capogiro.

STAGIONE 3 – Fortnite adotta da sempre un sistema stagionale per l’introduzione dei nuovi contenuti, sfruttando eventi come il recente “Il Dispositivo” per apportare modifiche sostanziali alla mappa di gioco, introdurre novità e rimescolare le carte in tavola. La Stagione 2 del secondo capitolo di Fortnite è stata una fra le peggio recepite in assoluto: durata eccessivamente, anche a causa dell’epidemia di coronavirus, non è riuscita a migliorare un’ambientazione che numerosi appassionati consideravano perfetta, puntando forte su meccaniche divenute presto stantie. Per questo motivo la chiusura stagionale coincisa con “Il Dispositivo” si è trasformata da un banale passaggio di testimone a una fra le date più attese dell’estate videoludica. Come da tradizione, Epic Games ha lasciato tutti a bocca aperta facendo sprofondare sotto il livello del mare l’isola che ospita la battaglia reale, allagando gran parte dell’arena e lasciandola sotto la minaccia di un enorme tsunami. Ma una volta calato il sipario, i giocatori si sono trovati di fronte a modifiche poco impattanti e, soprattutto, distanti dalle esigenze della comunità.

IL METAVERSO – Nel giro di pochissimi giorni le pagine di riferimento sono state bombardate di pesanti critiche. È vero che Epic Games ha supportato il suo titolo in modo piuttosto blando negli ultimi mesi, ma qual è la ragione dietro la negligenza evidenziata dagli appassionati? La risposta potrebbe risiedere nella fondazione di un metaverso. La differenza fra Fortnite e la struttura di un social network si sta assottigliando sempre di più: fra concerti, trailer, operazioni promozionali e modalità destinate unicamente all’incontro virtuale, quello che era un semplice videogioco si sta trasformando in qualcosa di molto diverso. Sappiamo già che durante la Stagione 3 di Fortnite diversi modelli di auto appariranno sul palcoscenico virtuale: che sia il preambolo di un’ulteriore deviazione dal mondo degli sparatutto? Possibile che la società di Tim Sweeney stia cercando di trasformare il suo Battle Royale in un emulo di Ready Player One? L’impresa proprietaria dell’Unreal Engine 5 ci ha già stupito più di una volta, e ha tutte le carte in regola per compiere un altro dei suoi miracoli proprio all’alba della next-gen.

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