Un italiano su tre pensa che si dovrebbe accelerare lo sviluppo della copertura nazionale del 5G

Un italiano su tre pensa che si dovrebbe accelerare lo sviluppo della copertura nazionale del 5G

Più della metà degli Italiani ritiene che il 5G avrebbe potuto svolgere un ruolo chiave durante il periodo del lockdown. È quanto emerge da uno studio di Ericsson chiamato “Keeping consumer connected in a Covid-19 context“, che afferma tra le altre cose come l’Italia sia stato uno dei Paesi colpiti in cui il Covid ha impattato di più sul fronte tecnologia.

Questo dato potrebbe prendere alla sprovvista più di qualcuno, anche per via delle numerosissime bufale e informazioni false messe in circolo da fonti tutt’altro che autorevoli, che hanno portato in questi mesi a degli sviluppi assai tristi. Ciononostante per il 48% degli intervistati il 5G avrebbe potuto offrire maggiore capacità rispetto al 4G, per il 43% avrebbe potuto supportare meglio i meeting virtuali divenuti pratica comune e per il 40% il 5G sarebbe servito per abilitare il controllo da remoto dei dispositivi medici in tutto il paese. Infine il 39% ha dichiarato che tale rete sarebbe stata utile a ridurre l’esposizione al contagio di medici e infermieri tramite l’utilizzo di robot connessi in 5G.

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Diventa dunque innegabile come la spinta al progresso abbia colpito una buona fetta di popolazione ed è naturale pensare che molti di questi rientrino nell’85% degli intervistati che hanno dichiarato di aver subito un forte cambiamento dello stile di vita, cambiamento in cui la tecnologia ha giocato un ruolo chiave. I già menzionati meeting lavorativi, le videochiamate per mantenersi in contatto, l’educazione a distanza per i figli e lo smart working sono tutte pratiche che, sebbene esistessero già da molto tempo, sono state approfondite ed assimilate a pieno solamente negli ultimi mesi.



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