La popolazione mondiale è composta al 35% da videogiocatori

La popolazione mondiale è composta al 35% da videogiocatori

Secondo i dati acquisiti da Finbold, un portale specializzato in economia e finanza, il 35% della popolazione mondiale può essere catalogata come “gamer”. Ad aprile 2020 la popolazione di videogiocatori contava la bellezza di 2,7 miliardi di membri. Di questi ben il 55% sono localizzati nel continente asiatico, per la precisione 1 miliardo e 506 milioni di giocatori!

A seguire Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA, Europe, Middle East, and Africa) con 758 milioni di giocatori e al terzo posto l’America Latina con 259 milioni (il 9%). All’ultimo posto il Nord America con 203 milioni di giocatori, circa il 7% del totale.

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Perché un argomento del genere dovrebbe interessare un sito di finanza? Semplice: si calcola che solo nel 2020 il settore genererà qualcosa come 159,3 miliardi di dollari di ricavi. In testa c’è il settore del mobile gaming, responsabile del 48% del totale, circa 77 miliardi di dollari. A loro volta questi 77 miliardi sono suddivisi in 13,7 miliardi per chi fa acquisti legati ai giochi su tablet e 63,6 miliardi per chi invece lo fa da smartphone.

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Al secondo posto per ricavi c’è il mercato dei giochi per console, con i loro 45,2 miliardi di dollari che costituiscono il 28% del totale previsto per questo 2020. A seguire i giochi per PC, con 36,9 miliardi di dollari pari al 23% del totale. Di questi 36,9 miliardi, 33,9 saranno composti da giochi PC confezionati e/o scaricati, e i restanti 3,08 da browser game.

Responsabile di questi risultati ancora più rosei del previsto è sicuramente la pandemia che ha colpito un po’ tutto il mondo. I videogiochi hanno infatti fornito una vera e propria valvola di sfogo per centinaia di milioni di persone.

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Anche le piattaforme di streaming di videogiochi live hanno visto un aumento di streamer (e di audience) legato proprio all’attuale situazione mondiale. Tra gennaio e maggio su Twitch sono sbarcati 3,46 milioni di nuovi streamer. Il futuro, a detta di Finbold, potrebbe essere ancora più roseo sia per via del 5G che del cloud gaming.



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