L’App Store ha mosso un giro d’affari da oltre 500 miliardi di dollari nel solo 2019

L’App Store ha mosso un giro d’affari da oltre 500 miliardi di dollari nel solo 2019

Il 2019 è stato un anno da incorniciare per l’App Store. Apple ha infatti comunicato ufficialmente i dati relativi al giro d’affari che l’ecosistema di app e servizi è stato in grado di muovere nello scorso anno solare: ben 519 miliardi di dollari.

Cifre da capogiro per quello che nel 2008 venne inaugurato come semplice contenitore di app per la nascente dinastia iPhone e che ora si è trasformato in un colosso capace di generare un indotto strabiliante. La grande torta è suddivisa in tre principali fette: beni fisici e servizi, beni digitali e servizi, pubblicità.

La prima è quella nettamente più remunerativa, con 419 miliardi di dollari, comprende gli e-commerce che consentono agli utenti di acquistare prodotti e servizi direttamente tramite i loro dispositivi mobili. Si tratta di negozi di elettronica di consumo, abbigliamento, cosmetica, viaggi, trasporti e altro ancora.

La seconda categoria comprende invece beni e servizi digitali, come lo streaming video e musicale, l’istruzione, la cultura, il fitness, le app di incontri e i giochi. Fra questi ultimi, i più scaricati sull’App Store nel 2019 troviamo Mario Kart Tour, ma una menzione speciale va anche a Sky: Children of the Light, vincitore del premio Apple’s 2019 iPhone Game of the Year.

L’ultima categoria riguarda le pubblicità che troviamo all’interno delle app. Il 44% dei 45 miliardi di dollari generati vanno attribuiti ai giochi che troviamo sull’App Store, mentre il resto va distribuito fra tutte le altre app, con i social a farla da padrone.

Apple tiene a sottolineare che, di questo mezzo miliardo di dollari, ben l’85% entra nelle casse di aziende e sviluppatori, dal momento che Cupertino trattiene soltanto una commissione per la pubblicazione delle app sul suo store. Infine, l’economia online è destinata ad assumere un ruolo sempre più preponderante nello scacchiere globale, anche sulla spinta della pandemia di Covid-19, che ha mostrato l’esigenza di un mondo sempre più digitale e connesso.



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