Black Lives Matter: i videogiochi si schierano contro razzismo e violenza

Black Lives Matter: i videogiochi si schierano contro razzismo e violenza

La morte di George Floyd, l’uomo ucciso per soffocamento da un poliziotto nei pressi di Minneapolis, ha risvegliato le coscienze di una nazione intera, stanca di assistere a episodi di razzismo e violenza. Personalità dello spettacolo, della musica e dello sport, in questi giorni si sono apertamente schierate con tutti quelli che protestano pacificamente per far sì che giustizia venga fatta e che vengano appianate queste diseguaglianze. Anche l’intera industria dei videogiochi si è schierata compatta, arrivando a compiere gesti dimostrativi piuttosto importanti.

PLAYSTATION 5 – Oggi, ad esempio, avrebbe dovuto essere il giorno di PlayStation 5. Sony aveva programmato un grande show nel quale presentare i giochi della sua console di nuova generazione. Preso atto della situazione, il colosso giapponese ha deciso di posticipare l’evento a data da destinarsi. I funerali di George Floyd, infatti, si terranno proprio in questa data e Sony non se l’è sentita di parlare di cose così frivole in un giorno così delicato. Il gesto ha fatto scalpore perché non sarebbe stata una semplice presentazione, quanto piuttosto il culmine di un percorso durato anni, un evento pianificato nei minimi dettagli, costato probabilmente milioni di dollari. Un evento in grado di tracciare il futuro di una multinazionale come quella giapponese. Una decisione di questo genere, dunque, non dev’essere stata semplice da prendere. E Microsoft, l’altra grande azienda che avrebbe dovuto presentare in questi giorni la sua nuova console, Xbox Series X, ha condiviso i piani dell’azienda rivale e ha fatto da cassa di risonanza alle iniziative del rivale ri-twittandone un post.

E3 2020 – In questi giorni a Los Angeles si sarebbe dovuto tenere l’E3 2020, la più importante fiera di videogiochi al mondo. Una fiera cancellata a causa del coronavirus, un evento che ha costretto molte aziende a collocare le presentazioni dei loro prodotti in una galassia di eventi digitali dall’impatto mediatico minore. Nonostante questo, mentre il Convention Center di LA è stato convertito in una base per ospitare la Guardia Nazionale e combattere i manifestanti, molte aziende hanno preferito defilarsi e rinviare ulteriormente i loro annunci. Electronic Arts, lo sviluppatore di FIFA, è stata una delle prime a schierarsi a favore dei manifestanti e ha persino donato un milione di dollari alle associazioni che combattono ogni forma di discriminazione nel mondo. La polacca CD Projekt RED ha rinviato di due settimane lo show di Cyberpunk 2077, il gioco che vede coinvolto Keanu Reeves. Allo stesso modo Riot Games (Valorant, League of Legends), Bethesda (Fallout, Doom) e Naughty Dog (Uncharted, The Last of Us) si sono spese a favore delle proteste.

BLITZCHUNG – Più spinosa la posizione di Activision Blizzard. Anche il publisher di Call of Duty, Overwatch e Hearthstone, infatti, si è schierato apertamente contro “ogni forma di razzismo e iniquità nella nostra società e in ogni società”. Il problema, però, è che la stessa società, nell’ottobre 2019, aveva punito il pro player Ng Wai Chung, per aver espresso pubblicamente il suo supporto a favore delle proteste che stavano avvenendo a Hong Kong.

ESPORT – Anche nel mondo degli eSports e delle personalità di Twitch, sono molte le voci che si sono schierate a favore della protesta. Benjamin “DrLupo” Lupo, la star di Fortnite Ali “ShypherPK” Hassan, Ali “Myth” Kabbani dei Team SoloMid, Gonzalo “ZeRo” Barrios ed Ezra “Samsora” Morris, sono solo alcune delle voci che si sono alzate per protestare, sensibilizzando le proprie comunità, spingendole ad informarsi e a donare alle associazioni che combattono ogni giorno contro il razzismo e ogni forma di violenza.

OVERWATCH – Anche Steven “Kodak” Rosenberger, l’unico giocatore nero dell’Overwatch League, si è unito al coro, anzi, ha denunciato un certo silenzio da parte di molti suoi colleghi, rei a suo avviso di non utilizzare la loro popolarità e la presenza sui social nel giusto modo, ovvero per “cambiare il mondo in meglio.” 

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