Recensione Bullet Echo: un Battle Royale gratis diverso (foto e video)

Recensione Bullet Echo: un Battle Royale gratis diverso (foto e video)

Recensione Bullet Echo

Il fatto che mia madre sappia del Battle Royale, e che riesca a collegarlo direttamente a Fortnite, lei che i videogiochi a malapena li conosce, vi fa capire la dimensione gargantuesca di questo fenomeno. Il problema è l’appiattimento progressivo del genere, a cui alcuni esponenti hanno cercato di porre rimedio: guarda caso, Bullet Echo è uno di questi.

Editore ZeptoLab
Sviluppatore ZeptoLab
Piattaforme Android, iOS
Genere Azione
Modalità di gioco Multigiocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto Gratuito con gli acquisti in-app

Quell’appiattimento a cui accennavamo, tra l’altro, è ancora più sentito sulle piattaforme mobili, terreno fertile di copie delle copie delle copie […]. Bullet Echo però arriva dalle mani di Zeptolab, cavalieri di un modo unico di fare il videogioco per cellulare, che con Cut the Rope, C.A.T.S.: Crash Arena Turbo Stars e King of Thieves hanno sempre cercato di reinventarsi.

Proprio Bullet Echo va a toccare il tasto dei Battle Royale, semplificando il genere e aggiungendo delle prelibate sfumature tattiche. Le diversità convergono in un cambio di visuale netto, cioè a volo d’uccello, che poi si riflette sulle meccaniche: in pratica si configura come uno sparatutto a due analogici virtuali, uno per muoversi, l’altro per mirare, dove è possibile vedere solo ciò che illumina la propria torcia. Nel mentre, una serie di indicatori segnalano i passi e gli spari dei nemici, ai quali bisognerà prestare attenzione in quanto sono sufficienti pochi colpi per cadere al tappeto. Sebbene questi cambiamenti possano far supporre un’azione lenta e ragionata, le mappe di dimensioni relativamente piccole, più simili a quelle di uno sparatutto ad arena, fanno sì che sia serrata e consumabile in brevi parentesi, tanto è vero che una partita dura al massimo due minuti, poiché l’area di gioco tende a restringersi nel tempo proprio come nei classici Battle Royale.

Nello specifico, il tutto ruota attorno a due elementi: il cono d’azione dell’arma e il posizionamento del giocatore rispetto agli avversari. Il personaggio infatti spara in automatico non appena il nemico entra nel cono d’azione appena citato, che si modifica a seconda del movimento. Se ci si muove, la dispersione dei proiettili sarà estesa, mentre in posizione statica potrete contare su una maggiore precisione. Ci si può anche nascondere dietro le coperture, così da ostacolare il fuoco dei nemici.

Insomma, poche regole che determinano un Battle Royale a cinque squadre di tre elementi, per un totale di quindici giocatori. Ciò che colpisce sin da subito è il minimalismo e la chiarezza dell’interfaccia, lodevole per un titolo del genere, dove anche la comunicazione è ben gestita, grazie ai comandi rapidi che consentono di informare al volo il resto dei compagni del team.

Si scende poi in campo con un piccolo sistema di voto per la scelta dell’area sulla quale atterrare, e si raccolgono oggetti come proiettili, armature e kit medici semplicemente posizionandosi sopra di essi, attendendo un piccolo lasso di tempo. Non si recuperano nuove bocche da fuoco in giro per l’area, bensì potenziamenti per quelle impugnate, diverse a seconda dell’eroe scelto. Ce ne sono, di personaggi, almeno una ventina, tutti caratterizzati da armi e abilità differenti. Qui nasce il primo problema, che si va poi a propagare lungo una moltitudine di elementi, a causa dei quali l’esperienza tende a sporcarsi, specie agli occhi di chi esige un bilanciamento granitico.

Come tutti i videogiochi per piattaforme mobili, anche Bullet Echo è alimentato da un sistema di progressione che fa accrescere le statistiche degli eroi. Oltre al normale addestramento, la cui spesa in monete virtuali incrementa esponenzialmente i singoli parametri, vi è un classico sistema a doppioni, reperibili nei forzieri, grazie ai quali è possibile far salire di rango il personaggio. Questo consente di sbloccare abilità che altrimenti non avrebbero eroi di rango basso, capacità attive in grado di stravolgere l’esito di uno scontro. Stalker può diventare invisibile ad esempio, mentre Bastion evoca uno scudo mobile, utile per difendersi dagli attacchi frontali. Tuttavia, a differenza di altri illustri colleghi, dove il divario non è esagerato, in Bullet Echo la differenza si sente: l’eroe infatti non solo guadagna abilità utilissime di grado in grado, ma le stesse possono essere potenziate con una valuta, le batterie, acquisibili in gioco o spendendo denaro, aumentando di fatto le variabili del matchmaking, il quale si rivela però incapace di tenerne conto.

Non a caso, lo stesso matchmaking, che potrebbe in effetti addolcire la pillola, alle volte fatica ad accoppiare giocatori del medesimo livello di esperienza e di forza dei singoli eroi, e sembra calcolare solo il numero di trofei accumulati, ovvero i punti ottenuti con le vittorie. Abbiamo giocato almeno un centinaio di partite, un quarto delle quali ci siamo ritrovati dinanzi a personaggi ben più forti di quelli che avremmo dovuto affrontare. Il motivo è presto detto: quando si perdono troppe partite di fila, è il gioco stesso a proporre un pacchetto vantaggioso, a pagamento con valuta reale, per accelerare i progressi.

Si tratta insomma di un tipo di progressione che crea inevitabilmente dei problemi, anche perché, in una banale sparatoria a viso aperto, vincerà l’utente con l’eroe potenziato. Dispiace, poiché Bullet Echo non è avaro: non ci sono particolari limiti e si può giocare finché si vuole, e i giocatori più bravi vengono largamente ricompensati. Pensate che una serie di quattro vittorie vi consente di scavalcare le leghe per salire più in fretta, così da ottenere un gruzzolo di risorse davvero niente male. Tuttavia, il numero di reagenti necessari a potenziarsi si fa via via sempre più ingente e pressante, cosa che porta inevitabilmente a bussare al portafogli.

L’offerta di partenza, tra l’altro, presenta anche due modalità aggiuntive oltre al Battle Royale in squadra da tre, cioè lo scontro in solitaria e quello in team di cinque elementi, sparse su un discreto numero di mappe che mantengono fresca l’esperienza, anche grazie al buon numero di eroi, il cui sblocco richiederà molto, molto tempo.

6.5

Giudizio Finale

Bullet Echo è un Battle Royale pulito, pieno di spunti interessanti in grado di solleticare il palato anche dei restii. L’infrastruttura è solida, le meccaniche pure: peccato per un sistema di potenziamento degli eroi certamente ricco di sbloccabili, ma che va a gravare sul bilanciamento. In generale, per estrarre il meglio dall’ultima fatica di Zeptolab, conviene giocare a piccole dosi e con amici, in modo tale da gestire al meglio un piano tattico e sconfiggere anche chi ha i numeri dalla sua parte.

PRO CONTRO
  • Originale, tattico, immediato
  • Interfaccia pulita
  • Buon numero di contenuti
  • Bilanciamento inficiato dalla progressione
  • Matchmaking non sempre affidabile
  • Vantaggi evidenti per chi paga

Trailer

Screenshot



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: