Ninja non basta: Mixer resta fanalino di coda, crescono Twitch, YouTube e Facebook

Ninja non basta: Mixer resta fanalino di coda, crescono Twitch, YouTube e Facebook

Durante la quarantena le persone, bloccate a casa, hanno giocato di più ma hanno anche guardato molti più contenuti in streaming su Twitch, YouTube e Facebook. Questo settore è cresciuto ad aprile 2020 del 99% su base annua e le ore viste sono dunque raddoppiate. Un unico neo: Mixer non ha registrato alcuna crescita. La piattaforma di Microsoft, nonostante abbia assoldato in esclusiva due importanti streamer come Tyler “Ninja” Blevins e Michael “Shroud” Grzesiek, è salita solo dello 0,2% nonostante la più grande occasione di visibilità per il mercato videoludico e gli eSports da anni a questa parte (pur con molte difficoltà).

NUMERI – L’indagine, basata sui dati raccolti da Stream Elements e Arsenal.gg, hanno registrato un totale di oltre 3,93 miliardi di ore mensili viste ad aprile 2020. L’anno precedente erano 1,97 miliardi. Non solo Twitch, di proprietà di Amazon, è rimasta la piattaforma più seguita con 1,491 miliardi di ore, ma è cresciuta tantissimo: +98% guardando solo ai contenuti videoludici. La crescita arriva al 101% se si considerano anche i video della categoria Just Chatting, più generica. Subito dietro c’è YouTube con 461 milioni di ore (+65%), seguita da Facebook Gaming con 291 milioni di ore (+238%). Come detto, Mixer sembra aver vissuto un’altra vita: +0,2% per un totale di 37 milioni di ore. Insomma, la piattaforma di streaming di Microsoft non è cresciuta.

MIXER – A questo punto viene da chiedersi quante possibilità effettivamente abbia Mixer. Microsoft ha investito sulla piattaforma pagando decine di milioni di dollari per rubare due pesi massimi alla concorrenza, ma resta comunque molto indietro rispetto a Twitch, YouTube e Facebook. C’è davvero spazio per un altro concorrente? Guardando questi numeri, pare chiaro che Twitch e YouTube siano i due colossi e che ci sia un po’ di spazio, molto più piccolo, per un terzo pretendente, che a oggi è Facebook. Mixer rischia di essere arrivato tardi o di non aver fatto abbastanza per conquistare il pubblico.

DIFFICOLTÀ – Nei mesi scorsi alcune indiscrezioni avevano riportato che i fondatori di Mixer avevano lasciato l’azienda ed erano stati fatti tagli al budget e al personale. Si tratta di una difficile situazione interna che ha abbassato il morale dei dipendenti e ha costretto la società a rinviare alcune delle novità previste. Se una quarantena forzata, che ha permesso ai videogiochi di registrare incrementi mai visti, non è bastata per potenziare l’immagine di Mixer, forse qualche campanello in casa Microsoft deve iniziare a suonare.

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