Overwatch League day 2: gli Shanghai Dragons campioni d’Asia

Overwatch League day 2: gli Shanghai Dragons campioni d’Asia

È un nuovo giorno di epiche battaglie nella Overwatch League, questa volta per decidere semifinalisti e finalisti del grande torneo di maggio: il May Melee. In palio non ci sono solo dei premi in denaro ma anche delle preziose vittorie che andranno a pesare sul bilancio di fine stagione e l’accesso ai playoff.

Il primo quarto di finale della divisione atlantica è stato lo scontro tra San Francisco Shock e Dallas Fuel con in texani che sono andati a prendersi di prepotenza la prima vittoria. Decay e la sua Ashe hanno dominato i punti rialzati della mappa con il fucile da cecchino e non c’è stato verso per i californiani. Su King’s Row gli Shock pareggiano grazie a una solida difesa e a un buon attacco ma soprattutto a un’ottima coordinazione: al tempo supplementare e costretti negli spazi stretti della mappa ambientata a Londra, gli Shock con la matrice di amplificazione di Viol2t sterminano gli avversari e si prendono il pareggio. Su Hanamura l’attacco di Dallas non va bene, si fermano al primo obiettivo mentre l’avanzata degli Shock è inarrestabile. L’obiettivo viene conquistato quasi subito mentre il secondo arriva dopo uno scontro davvero combattuto. Contro la Widowmaker di Ans c’è poco da fare, un colpo alla testa dopo l’altro e nemmeno Decay riesce a sconfiggerlo con Mei. Gli Shock si portano in vantaggio ma su Rialto vengono fermati davanti al primo obiettivo, un’ottima win condition per i Fuel. Purtroppo per loro, però, la difesa di San Francisco è perfetta qui su Rialto. Fermano il carico un metro prima del suo arrivo disperdendo l’unità della formazione dei texani e andandosi a prendere la terza e definitiva vittoria.

Lo scontro tra Florida Mayhem e Atlanta Reign è stato dominato dal caos. La bravura di alcuni giocatori e la confusione di alcune formazioni hanno prodotto situazioni surreali come quella in cui Yaki (Tracer dei Mayhem) è riuscito a eliminare indisturbato entrambi i tank degli avversari. Su Busan è una battaglia alla pari con un round a testa, nel terzo però i Mayhem sfruttano a pieno la loro maggiore mobilità (loro hanno tracer al posto di Echo) per fare molti più danni ai tank di quanto gli healer di Atlanta possano gestire. La prima vittoria va alla Florida che su Hollywood continua a dare spettacolo grazie al suo stile aggressivo e ravvicinato. In difesa riescono a fermare i Reign prima del terzo checkpoint e in attacco è di nuovo la tracer di Yaki a fare la differenza. Nemmeno il temuto McCree di Babybay riesce a fermarla con il suo revolver e anche la seconda vittoria va ai Mayhem. Tempio di Anubi è un’altra storia, gli Atlanta Reign dicono basta alle scaramucce e scendono in campo ricoperti di armatura grazie alla Brigitte di Kodak. La salute extra che l’eroina svedese riesce a fornire alla sua squadra gli permette di sopravvivere alle incursioni di Yaki e al raggio di BQB, la chiave della strategia offensiva dei Mayhem. Atlanta si prende la sua prima vittoria e le performance su Junkertown decreteranno il pareggio o un vincitore. L’attacco dei Reign è un disastro che si arena al primo checkpoint mentre la loro difesa è un colabrodo. In poco meno di due minuti i Mayhem si prendono la vittoria e quando la partita finisce hanno anche l’ardire di scrivere in chat GG LOSER – bella partita, perdenti.

Continuano i quarti di finale con il match tra Philadelphia Fusion e Los Angeles Gladiators. La prima mappa, Torre di Lijiang, è stata dominata dai Fusion tranne che per il primo round che per un istante è stato a portata dei Gladiatori ma tutto è collassato dopo poco. Prima vittoria per loro che continuano a far paura su Hollywood con Carpe alle redini di Tracer che va a caccia degli healer avversari per negare le cure. L’attacco di Philadelphia arriva in fondo così come quello dei Gladiators, ai tempi supplementari: entrambe le squadre avranno 1 minuto per provare a prendere l’obiettivo. I Fusion non riescono a tirare fuori nemmeno il 33% dal loro tempo mentre i Gladiators ci riescono benissimo andando a prendersi la vittoria del pareggio. Su Hanamura i Fusion ritornano armati fino ai denti e completano i primi due obiettivi con quasi due minuti di avanzo. L’attacco dei Gladiatori non va altrettanto bene, la cattura del primo punto riesce senza investire troppe risorse ma sul secondo checkpoint troppe ultimate vengono sprecate in dei combattimenti già persi per i californiani. Carpe, poi, è solo felice di ripulire il campo di battaglia con la sua Tracer dopo che tutti gli eroi sono rimasti senza difese. La fiamma dei Gladiators si è spenta, gli altri attacchi si arenano uno dopo l’altro e la seconda vittoria va a Filadelfia. Su Junkertown Philadelphia è una valanga, travolge i californiani prendendosi i tre checkpoint senza fatica. La loro difesa, poi, tiene molto bene prendendosi la terza vittoria che li manda in semifinale.

Tocca ai Paris Eternal e ai Los Angeles Valiant chiudere la serata con una partita ben giocata e molto piacevole da guardare. Busan, la prima mappa, va ai californiani che riescono a superare in strategia i parigini soprattutto per quanto riguarda la battaglia delle Tracer. Su King’s Row però gli Eternal mettono in piedi un’ottima difesa che con la ultimate di Benbest (Reinhardt) ferma i Valiant subito dopo il secondo checkpoint. Il loro attacco va anche meglio perché con Soon nel mantello di Reaper i francesi penetrano le difese nemiche e vanno a prendersi il pareggio. Su Hanamura entrambe le squadre riescono a completare una volta la mappa per cui tutto è stato deciso ai tempi supplementari con i Valiant in leggero vantaggio perché con una riserva temporale di due minuti. In puro stile Hanamura, entrambi i team prendono il primo obiettivo ma non il secondo, è un pareggio. Osservatorio Gibilterra va ai Valiant perché i parigini non sono riusciti a difendere bene mentre Torre di Lijiang va ai Parigini che sfruttano la loro coesione per restare in partita e prendersi di nuovo il pareggio. Tutto è stato deciso da Oasis, ultima mappa di questo scontro epico. Senza troppe cerimonie i Los Angeles Valiant decidono che sarebbero stati loro ad andare avanti in questa battaglia e così è stato, due vittorie sulle prime due mappe e saranno loro ad andare in semifinale.

Dall’altro lato dell’Oceano le prime semifinali hanno iniziato ad animare il teatro asiatico della Overwatch League con i Seul Dynasty che si sono risvegliati completamente. Il loro scontro con i Gyangzhou Charge è iniziato con una vittoria netta. Su Torre di Lijiang è Fits (Reaper) a mettere insieme le kill per Seul che conquista per 2-1 la mappa ambientata in Cina. Su Hollywood però i Charge riescono ad arrivare in fondo alla mappa fermando i Dynasty prima del secondo checkpoint e prendendosi la vittoria del pareggio. Altre due partite passano in questa sedicesima giornata per i due team: Seul conquista Tempio di Anubi mentre Guangzhou si prende Junkertown. Su Busan i nodi vengono al pettine con i cinesi che si prendono il primo round mentre i coreani dominano sul secondo. L’ultimo round dell’ultima partita deciderà uno dei due posti in finale. Iniziano bene i Dynasty con la prima cattura dell’obiettivo grazie alla Tracer di Profit un idrante di danni in faccia ai nemici. “Una delle migliori Tracer della Legue”, come hanno detto i caster, ha portato la vittoria tra le braccia di Seul che andranno in finale contro il vincitore dello scontro tra New York Excelsior e Shanghai Dragons.

La partita tra i due titani della regione asiatica è iniziata con una dominazione totale dei Dragons sugli Excelsior nonostante l’ottima giocata di Saebyeolbe che con McCree cattura quasi da solo uno degli obiettivi. Il secondo cade come un castello di carte e la prima vittoria va a Shanghai. Su King’s Row gli Excelsior in difesa riescono a fare davvero poco. Il positioning dei Dragons è perfetto e la Ashe di Lip è un demone della morte. Quando tocca ai Newyorkesi attaccare è un disastro, una vera tragedia perché i giocatori non riescono a sfondare le difese dei Dragons e restano arenati prima del secondo checkpoint. I dragoni ora sono 2-0 e sembrano pronti a prendersi il posto in finale contro Seul. Su tempio di Anubi i Newyorkesi riescono a risvegliarsi un minimo: dopo la perdita del primo obiettivo in un istante gli Excelsior riescono a montare una buona difesa costringendo i Dragoni a finire la mappa al tempo supplementare. L’attacco però è un disastro, i giocatori degli Excelsior si arenano su una composizione che non da frutti. Conquistano il primo obiettivo ma restano arenati al secondo facendosi massacrare senza pietà. Il May Melee finisce qui per loro e incorona i Dragons finalisti della conferenza asiatica.

È tempo della finale del May Melee: due titani come i Shanghai Dragons e i Seul Dynasty si sono scontrati per il titolo di signore dell’Asia. La prima mappa è Torre di Lijiang ed è il Sigma di Void a regalare il primo round a Shaghai, il suo posizionamento è perfetto e l’ingresso agli avversari viene completamente negato. Gesture e Profit – Winston e Tracer per i Dynasty – riprendono il secondo round e al terzo guidano la carica come Mei e Orisa. La loro strategia ripaga perché la prima vittoria è loro. Su Hollywood le urla dei commentatori devono aver svegliato i loro vicini perché accadono due azioni che nemmeno loro potevano credere. Prima con i Dynasty in attacco, quando mancava un metro all’obiettivo gli Shanghai Dragons si sono allontanati dal carico che è stato portato fino in fondo dai due giocatori rimasti. In difesa la stessa identica cosa, i dragoni erano in attacco ma poi è arrivata la Tracer di Profit nelle retrovie e i due healer hanno semplicemente abbandonato il carico. Il tempo supplementare stava scorrendo e abbandonare l’obiettivo così significa un’altra sconfitta. Su Hanamura sono stati più gli errori di Shanghai che le prodezze dei Dynasty a regalare la terza vittoria a Seul. Essendo una finale è una best of four ma non si vede all’orizzonte nemmeno la speranza che gli Shanghai Dragons possano recuperare. Su questa mappa hanno sbagliato a lanciare 4 delle loro sei ultimate e hanno avuto un posizionamento impresentabile. L’ultima mappa di questo scontro è stata Osservatorio Gibilterra dove in difesa i Dragoni hanno ritirato fuori gli artigli per fermare gli avversari al primo checkpoint. In attacco, poi, conquistano l’obiettivo in un attimo e la chat si riempie di fan speranzosi per un ritorno in grande stile della squadra cinese. Per Busan Profit è tornato alla sua Tracer ma non è servito a molto, certo portano la cattura al 99% ma i Dragoni riescono ad arrivare al 100. Un’altra vittoria al round successivo completamente dominata dai dragoni che con questa seconda vittoria si portano ad un solo punto dai Dynasty e la rimonta sembra davvero un’impresa possibile. I Dynasty mettono insieme tutta la loro energia ma i Player dei Dragon sembrano inarrestabili, prima arriva la vittoria su King’s Row e poi il trionfo definitivo su XXX. Il record è battuto, da 0-3 a 4-3. Un’impresa che sembrava impossibile eppure il talento, la sincronia e la sinergia dei 6 di Shanghai sono riusciti a concedergli il titolo di campioni d’Asia.

 

Ecco i risultati:

San Francisco Shock – Dallas Fuel: 3-1

Florida Mayhem – Atlanta Reign 3-1

Philadelphia Fusion – Los Angeles Gladiators: 3-0

Los Angeles Valiant – Paris Eternal: 3-2

Seul Dynasty – Guangzhou Charge: 3-2

Shanghai Dragons – New York Excelsior: 3-0

Shanghai Dragons – Seul Dynasty: 4-3

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