Accusati di aver truccato le partite di Counter-Strike: rischiano fino a 10 anni di prigione

Accusati di aver truccato le partite di Counter-Strike: rischiano fino a 10 anni di prigione

Cinque uomini australiani saranno processati a settembre per aver truccato alcune partita di Counter-Strike: Global Offensive. La difesa ha chiesto fino a 10 anni di prigione, in un’indagine che è stata definita dai media locali come la “prima indagine criminale in Australia negli eSports”.

CRONACA – Sei persone erano state arrestate con l’accusa di aver truccato alcune gare dello sparatutto online del campionato ESEA – Mountain Dew League 2019. L’investigazione è partita da alcune manovre sospette che avevano fruttato agli indagati circa 30mila dollari. Le persone sono tutte maggiorenni e hanno dai 20 ai 27 anni. Dei sei arresti, cinque oggi rischiano fino a 10 anni di prigione. Gli arresti risalgono allo scorso anno e hanno coinvolto anche una squadra degli Overwatch Contenders, rimasta ignota.

GARE – Come venivano truccati i risultati? Prima le gare venivano “organizzate” e poi, dopo che l’esito era stato adeguatamente influenzato, gli indagati riscattavano la somma che avevano guadagnato. Le anomalie non sono però sfuggite all’occhio della polizia. Al tempo l’assistant commissioner della Victoria Police non mancò di lanciare una frecciatina agli organizzatori dei tornei e ai produttori di videogiochi, sottolineando che non avevano “contribuito con un solo centesimo” a fermare questo fenomeno.

SCOMMESSE – La pratica di “match fixing”, ossia di truccare le partite, non dovrebbe sorprendere: gli eSports fanno gola tanto alle piattaforme che le scommesse le organizzano quanto ai criminali, come purtroppo accade quando il giro d’affari si fa interessante. Se persino Las Vegas ha aperto alle scommesse sui videogiochi competitivi in un momento in cui la maggioranza degli sport sono fermi, è chiaro che le scommesse sugli sport elettronici hanno ormai raggiunto un livello di interesse notevole da parte di tutti gli attori coinvolti. Alcuni, purtroppo, potenzialmente criminali.

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