Esports: ecco cosa porterà l’accordo storico Wesco – Iesf

Esports: ecco cosa porterà l’accordo storico Wesco – Iesf

La notizia è trapelata qualche giorno fa, ed è di quelle che possono cambiare la scena competitiva a livello mondiale. Due tra le più importanti organizzazioni esportive del mondo, WESCO (World Esports Consortium) e IESF (International Esports Federation) hanno unito le forze stringendosi in uno storico accordo che ha l’obiettivo di standardizzare, regolare e riconoscere gli esports a livello globale.

Nei dettagli dell’accordo vi è una divisione compiti che vedrà WESCO fissare gli standard, i regolamenti, i programmi socio-educativi e i modelli di business, mentre a IESF spetterà l’onere di delineare il percorso per il riconoscimento delle organizzazioni nazionali di amministrazione degli esports e il rappresentante all’interno di CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e GAISF (Global Association of International Sports Federations).

“WESCO sin dalla sua fondazione ha mirato a promuovere standard, regolamenti e modelli aziendali e operativi per tutte le organizzazioni e a riunire il lato privato e quello no profit,
guidando coloro che desiderano avere una federazione, e i privati che vogliono unirsi a loro – ha aggiunto Daniel Cossi, Presidente della CBDEL, Confederação Brasileira de Esportes Eletrônicos e il presidente di Wesco, dopo la stipula dell’accordo -. Con i nostri programmi sociali ed educativi, ora insieme a IESF siamo fiduciosi che faremo un grande passo in avanti e riscriveremo la storia.”

Anche per Vlad Marinescu, da pochi giorni neopresidente di Iesf dopo l’abbandono di Colin Webster, si tratta di un protocollo d’intesa che segna un momento importante nell’unificazione degli esports. “Il nostro obiettivo all’Iesf è l’unificazione, la collaborazione e il riconoscimento, e accordo raggiunge contemporaneamente questi tre obiettivi. Non vediamo l’ora di collaborare con tutti gli altri soggetti per proteggere gli atleti esports, garantire la loro salute mentale e fisica, e promuovere il riconoscimento degli esports come sport a livello globale, sia con la Federazione internazionale che tramite gli organi di rappresentanza di ciascun paese”.

Si tratta, effettivamente, di un accordo storico, che porta gli esports ad avere un maggior peso a livello rappresentativo. L’unione di esperienze importanti come quelle del panorama sudamericano, europeo, ma anche asiatico (Iesf ha siglato un accordo con la Asian Electronic Sports Federation poco più di un mese fa) potrebbero con molta probabilità portare ad un’accelerazione di alcuni processi importanti, non tanto in seno al Cio (dove i cambiamenti, come abbiamo già avuto modo di vedere, sono lenti e macchinosi), quanto piuttosto a livello politico.

Una unificazione della scena esports mondiale, con la maggior facilità di spostamento per giocatori e staff che potrebbe dare solo un riconoscimento globale di queste competizioni, e una unificazione anche sotto l’aspetto regolamentare dei vari tornei (in tal caso anche con l’aiuto dei publisher) potrebbe veramente far sbocciare nuovamente gli esports. Tra le tantissime opportunità che si aprirebbero, anche a livello di business, basti solo pensare a tutto il mercato del betting, che già ha dimostrato grande interesse nei confronti degli sports elettronici, e potrebbe trovare nuovi motivi per tenere fresca la liaison se arrivassero maggiori certezze anche dal punto di vista normativo. Non resta che attendere dunque i primi passi del binomio Wesco-Iesf, per comprendere fino dove riusciranno a spingersi.

Nel frattempo un commento soddisfatto arriva anche da Federesports, attraverso il suo segretario nazionale, Maurizio Miazga: “Federesports è Wesco in Italia e proseguiremo il percorso, iniziato da tempo, di unione fra i vari stakeholders perché è necessario per tutto il mondo degli e-Sports”.

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