Valorant scuote il mondo degli eSports

Valorant scuote il mondo degli eSports

Immaginate cosa accadrebbe se un’impresa automobilistica del calibro di Ferrari, nota quindi per l’impegno nei motorsport e per la realizzazione di auto tecnicamente impeccabili, decidesse di punto in bianco di diversificare la produzione per coprire l’interezza del mercato dei motori. Ecco, qualcosa di molto simile è recentemente accaduto nell’industria dei videogiochi: Riot Games, casa madre del titanico League of Legends, ha improvvisamente rivelato di avere in cantiere un enorme parco di produzioni per rispondere a tutti le principali esigenze del pubblico.

ASSALTO A BLIZZARD – Insomma, dopo aver riversato per oltre otto anni l’intera forza lavoro all’interno del MOBA più giocato del pianeta, lo studio californiano ha inaugurato un ambizioso piano di espansione alzando il sipario su Valorant, un nuovo sparatutto in prima persona pensato per gli eSports che mira a sottrarre fette di mercato importanti a Counter Strike di Valve e Overwatch di Activision Blizzard. Mentre gli sviluppatori di Riot continuano a portare avanti i lavori anche su videogiochi picchiaduro, MMORPG e chi più ne ha più ne metta, è bastato il solo annuncio di Valorant per sconvolgere gli equilibri del mercato degli eSports.

VALORANT – La formula sembra quella giusta: le meccaniche di mira, precisione e movimento che hanno fatto la fortuna dei prodotti più blasonati si mescolano con lo stile artistico da cartoon moderno che ha portato in vetta non solo League of Legends, ma anche Overwatch e Fortnite. Come spesso accade quando viene annunciato un nuovo videogioco competitivo e orientato verso gli eSports, migliaia di giovani impegnati nella scalata al professionismo tendono ad abbandonare l’inseguimento delle scene più in vista per concentrarsi sull’ultimo arrivato; Valorant è diventato ciò che Overwatch fu prima di esso: una scorciatoia verso la realizzazione del sogno di tantissimi ragazzi.

VIA ALLE DANZE – Ovviamente le organizzazioni di eSsports non potevano permettersi di stare a guardare. Ad avviare il valzer del mercato ci hanno pensato i coreani di T1, team noto per annoverare fra i suoi esponenti la superstar “Faker”, probabilmente il videogiocatore professionista più celebre del pianeta. La società ha ingaggiato Braxton “Brax” Pierce, giovane promessa di Counter Strike che dovette dire addio ai sogni di gloria in seguito a uno scandalo legato al match-fixing che lo costrinse ad abbandonare per sempre i lidi competitivi di Valve. Lo scopo di Brax è quello di “diventare il giocatore numero uno al mondo nell’imminente universo di Valorant”, un traguardo che è ormai nel mirino di migliaia di ragazzi in tutto il mondo. Proprio per questo motivo anche G2 Esports e il Team SoloMid hanno annunciato di voler entrare nella scena del nuovo shooter tattico, mettendo diversi scout sulle tracce di potenziali candidati. La cosa impressionante è che tutto questo, badate bene, sta accadendo a pochissime settimane di distanza dall’esordio della semplice versione beta di Valorant, un progetto del quale fino a pochi mesi fa non si conosceva neppure l’esistenza.

SINATRAA – L’evento di cui si è reso protagonista Jay “Sinatraa” Won, giocatore più pagato della Overwatch League, il volto della competizione in franchise nonché l’MVP dell’ultima iterazione della lega, merita un analisi particolare. È dei giorni scorsi, infatti, la notizia che il giovane prodigio statunitense abbandonerà le sponde dello sparatutto di Blizzard, un mondo che ha dominato costruendosi una fanbase non indifferente, per esplorare la nuova offerta di Valorant. Lo farà entrando a far parte dei Sentinel, organizzazione celebre per aver portato il suo giocatore Kyle “Bugha” Giersdorf ad intascare il montepremi da capogiro riservato al primo classificato della Fortnite World Cup di Epic Games. L’abbandono di Sinatraa scrive probabilmente la pagina più buia nella storia della lega di Activision-Blizzard, già piagata dalla crisi del Coronavirus, segnando al tempo stesso un passo incoraggiante verso la nascita di un fiorente ecosistema esportivo attorno a Valorant.

RINCORSA – Insomma, è bastato l’annuncio di Valorant per scuotere il mercato degli eSports ed è evidente che il tanto atteso progetto di Riot Games spingerà la diretta concorrenza a correre ai ripari il prima possibile. Se Counter Strike si è ormai ritagliato un posto di diritto in vetta alla scena degli sparatutto competitivi, Overwatch, Rainbow Six e compagnia dovranno guardarsi le spalle da un titolo che è già riuscito ad attirare l’attenzione non solo dei giocatori, ma anche delle organizzazioni e dei massimi organizzatori di tornei fra i cinque continenti. Che sia proprio Valorant il prossimo a puntare verso il trono di CS:GO? Beh, i traguardi raggiunti da Riot Games attraverso League of Legends fanno pensare che la società sia ormai abituata ad ambire solamente alla prima posizione.

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