Project xCloud è meglio di Stadia? La nostra prova su Android del gaming in streaming di Microsoft

Project xCloud è meglio di Stadia? La nostra prova su Android del gaming in streaming di Microsoft

Project xCloud: un nome in codice, probabilmente quello non definitivo, ma già ampiamente conosciuto dall’utenza. Si tratta di uno dei grandi, nuovi progetti di casa Microsoft, un servizio che affiancherà Xbox Series X e che potrebbe rendere Xbox Game Pass ancora più appetibile. Ma procediamo per gradi. Si tratta di un servizio di gaming in streaming, sulla falsa riga quindi di Google Stadia, di GeForce Now di NVIDIA e di altri più o meno conosciuti dal pubblico pagante. L’obiettivo è quello di portare i giochi dell’ecosistema Xbox su altre piattaforme. E la prima piattaforma su cui gli utenti hanno o avranno modo di provarlo è Android.

Proprio in questi primi giorni di maggio, Microsoft ha infatti esteso la beta del servizio all’Italia, consentendo i primi accessi agli utenti che avevano fatto domanda tramite l’apposito portale. Cosa serve per provarlo? Uno smartphone con almeno Android 6.0, Bluetooth 4.0 e un controller Xbox Bluetooth da abbinare al dispositivo mobile. Anzi, da quanto riportato da alcuni nostri lettori, il servizio pare compatibile con vari controller Bluetooth (persino con il DualShock Sony). Niente di così stringente insomma, anche perché l’obiettivo, come nel caso degli altri servizi di gaming in streaming, è proprio quello di basarsi più sulla connessione che sull’hardware del dispositivo. E a tal proposito Microsoft specifica che è necessaria una connessione dati che supporti una larghezza di banda di 10 Mbps in download, nel caso di Wi-Fi preferibilmente a 5 GHz. Nulla vieta quindi di usare la rete cellulare, ma nell’arco di un’ora è possibile consumare anche 3/4 GB di dati. Ma all’atto pratico, come si comporta Project xCloud qui in Italia?

xCloud in Italia

Il servizio di fatto è disponibile solo per una prima ondata di utenti da una manciata di giorni. Insieme all’Italia ci sono tanti altri paesi d’Europa che li hanno già ricevuti o che li stanno ricevendo (Germania, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e altri) e come se non bastasse nel nostro paese non ci sono data center Microsoft. Tutto questo per anticiparvi che il servizio in Italia si comporta bene seppur con delle riserve.

Molti utenti, non solo italiani, stanno affollando i server di Microsoft, e con alcuni videogiochi, tra i più blasonati soprattutto, xCloud ha qualche problema di latenza. Se ci si collega però ad orari un po’ meno affollati (la mattina prevalentemente) e si testano giochi un po’ meno mainstream, xCloud mostra tutte le sue potenzialità. C’è un altro dettaglio non da poco che va in parte a spiegare gli eventuali problemi in cui alcuni utenti potrebbero incorrere. Si tratta, allo stato attuale, di un progetto in beta, non ancora pronto per il lancio globale. Stadia, a parità di rete, ha talvolta gli stessi problemi di latenza, anche se di fatto non si tratta di un servizio in beta.

In ogni caso, già al primo avvio Project xCloud sembra pronto per entrare a gamba tesa nel mercato del gaming in streaming. L’app è molto semplice ed immediata. Una volta effettuato il login ci si trova di fronte all’elenco completo dei titoli che è possibile avviare. Quelli che avviamo più di frequente vengono poi proposti in un carosello posto nella parte superiore dell’interfaccia. Premendo su un gioco si apre una scheda riepilogativa con indicazione PEGI e il pulsante Riproduci. Nelle impostazioni invece c’è lo stretto indispensabile, giusto una manciata di switch, come uno dedicato alla privacy dell’utente ed uno per permettere l’utilizzo del servizio sotto rete dati. Sì perché l’obiettivo di Microsoft era quello di permettere l’accesso al servizio anche con reti 4G e 5G, in modo da avere accesso ai titoli Xbox in qualsiasi momento. Valutare il suo comportamento su rete mobile non è banale però. Le performance dipendono dall’operatore, dalla cella in cui ci si trova, dal dispositivo, da un bel po’ di fattori che dipendono appunto dall’utente stesso. Preferiamo quindi non sbilanciarci a riguardo. Nel nostro caso possiamo dirvi che il servizio effettivamente funziona anche in 4G, ma le performance sono un po’ ballerine.

Sotto Wi-Fi, con una rete di casa quindi, il discorso è diverso. Come già accennato è sufficiente una rete a 10 Mbps, e il motivo è presto spiegato: i giochi vengono riprodotti in 720p. Stadia ad esempio promette giochi in full HD anche su smartphone (su TV e Chrome addirittura in 4K), ma dobbiamo ammettere che finché si tratta appunto di riprodurre il tutto sullo schermo di uno smartphone, ci si può ampiamente accontentare di tale risoluzione. D’altronde anche lo schermo di Nintendo Switch è “solo” HD, no? Inoltre, giusto per ricordarlo nuovamente, xCloud è in beta e da quanto affermato da Microsoft prossimamente si spingerà anche verso il full HD.

In ogni caso, i 720p in certi frangenti potrebbero farsi sentire, come ad esempio con titoli particolarmente “veloci” come Forza Horizon 4, e un po’ meno con titoli quali Ace Combat 7 (si va veloci ma comunque i dettagli che scorrono sono lontani) o con Ori and the Blind Forest. Se sulla risoluzione si fa qualche sacrificio, lo stesso non si può dire sul frame rate. In molti casi i giochi sono riprodotti a 60 fps. Lo stesso Ori a tratti sembra davvero impressionante, quasi come se lo stessimo giocando in locale sul nostro smartphone.

Tornando alla connessione, i nostri test sono stati effettuati su una fibra limitata a 30 Mbps. E come cercavamo di dirvi poco fa, i problemi di latenza non si verificano a causa della rete o della sua saturazione, quanto più nel caso si cerchi di riprodurre determinati giochi. Il già citato Forza Horizon 4, o ad esempio Halo 5 e Gears 5 risultano, in certi frangenti, praticamente ingiocabili. E non dipende dalla rete! C’è chi con reti ben più veloce della nostra ha riscontrato i medesimi problemi e c’è chi, come ad esempio la divisione londinese di TechRadar, è riuscita a giocare a xCloud senza grossi intoppi su una rete a 20 Mbps. Con altri titoli, quali Devil May Cry 5, Ace Combat 7, Tekken 7, Ori and the Blind Forest o Sea of Thieves, è tutto un altro discorso. I giochi appena elencati, nelle medesime condizioni di test degli altri, girano fluidamente e senza intoppi, come testimonia anche il video che trovate al termine di questa prima analisi del servizio. I tempi di caricamento, d’altro canto, sono un po’ più lunghi di quelli che riscontriamo ad esempio su Stadia. È la stessa Microsoft a confermare che i tempi di attesa sono pari o superiori a quelli di una Xbox One S e anzi, la società invita i primi tester a comunicare i propri feedback in merito tramite l’apposita sezione nell’app.

Anche per quanto riguarda l’input lag è presto per trarre conclusioni. In ogni caso, nei giochi in cui abbiamo detto di non aver avuto problemi non abbiamo riscontrato neanche un input lag così sostanzioso da farci sbagliare manovre, movimenti o quant’altro. Anzi, siamo riusciti a giocare anche a Tekken 7 con una certa soddisfazione! Per il momento poi, come già specificato, è obbligatorio l’utilizzo di un controller Xbox. In futuro potrebbero arrivare anche i controlli touch, ma la comodità di un controller è innegabile. A tal proposito, Microsoft sta collaborando con diversi produttori di accessori per lanciare sul mercato una serie di supporti per smartphone per permettere agli utenti di agganciarli con facilità al controller stesso. Per il momento ci si può accontentare di accessori non ufficiali già reperibili su Amazon. Per quanto riguarda l’esperienza su smartphone, xCloud condivide con Stadia lo stesso problema delle bande nere. Se avete smartphone con rapporti di forma più recenti (18:9, 19:9 e così via) vedrete le classiche bande nere di lato.

Giochi inclusi

Sono ben 97 i giochi inclusi nella fase beta di Project xCloud su Android, ben più di quelli messi a disposizione da Stadia. Un numero davvero impressionante destinato tra le altre cose ad aumentare. Anche il modello di commercializzazione di xCloud volge a favore di Microsoft. Il servizio di streaming sarà infatti parte integrante di Xbox Game Pass, il servizio in abbonamento che permette l’accesso ad una libreria in continuo aggiornamento di titoli. Gli abbonati potranno decidere se installare i giochi sulle loro Xbox (o su PC, a seconda del Game Pass attivato) o se giocarci in streaming su dispositivi mobili. Per 9,99€ al mese davvero niente male.

  • A Plague Tale: Innocence
  • Absolver
  • ACE COMBAT 7: SKIES UNKNOWN
  • Age of Wonders: Planetfall
  • ARK: Survival Evolved
  • Batman: The Enemy Within – The Complete Season (Episodes 1-5)
  • Batman: The Telltale Series – The Complete Season (Episodes 1-5)
  • Battle Chasers: Nightwar
  • Black Desert – Standard Edition
  • Bleeding Edge
  • Bloodstained: Ritual of the Night
  • Bomber Crew
  • Borderlands 2
  • Borderlands: The Pre-Sequel
  • Brothers: a Tale of Two Sons
  • Children of Morta
  • Cities: Skylines – Xbox One Edition
  • Conan Exiles
  • Crackdown 3 (solo campagna)
  • Darksiders III
  • DayZ
  • Dead by Daylight
  • Dead Island Definitive Edition
  • Descenders
  • Destiny 2
  • Devil May Cry 5 (with Red Orbs)
  • DiRT Rally 2.0
  • Dragon Age: Inquisition
  • F1 2019
  • Farming Simulator 17
  • Felix The Reaper
  • Fishing Sim World: Pro Tour
  • For The King
  • Forza Horizon 4 Standard Edition
  • Forza Motorsport 7 Standard Edition
  • Frostpunk: Console Edition
  • Gears 5
  • Gears of War Ultimate Edition Deluxe Version
  • GoNNER – BLüEBERRY EDiTION
  • Halo 5: Guardians
  • Halo Wars 2: Standard Edition
  • Halo: The Master Chief Collection
  • Hellblade: Senua’s Sacrifice
  • Hello Neighbor
  • HITMAN – Game of the Year Edition
  • Just Cause 4: Reloaded
  • Journey to the Savage Planet
  • Killer Instinct
  • Kingdom Come: Deliverance
  • Kingdom Two Crowns
  • Madden NFL 20
  • Mark of the Ninja: Remastered
  • Moonlighter
  • MotoGP 19
  • MudRunner
  • Mutant Year Zero: Road to Eden
  • Ori and the Blind Forest: Definitive Edition
  • Overcooked
  • Portal Knights
  • Puyo Puyo Champions
  • RAD
  • ReCore
  • Sea of Thieves: Anniversary Edition
  • Shadow of the Tomb Raider Definitive Edition
  • Shadow Warrior 2
  • Sid Meier’s Civilization VI
  • Sniper Elite 4
  • SOULCALIBUR VI
  • Sparklite
  • State of Decay 2
  • Subnautica
  • SUPERHOT
  • Tales of Vesperia: Definitive Edition
  • Tekken 7
  • TERA
  • The Bard’s Tale IV: Director’s Cut
  • The Sims 4
  • The Surge
  • The Wolf Among Us
  • theHunter: Call of the Wild
  • Totally Accurate Battle Simulator
  • Tracks – The Train Set Game
  • Train Sim World 2020
  • Unravel 2
  • VAMPYR
  • War Thunder
  • Warhammer: Vermintide 2
  • Wasteland 2: Director’s Cut
  • WORLD OF FINAL FANTASY MAXIMA
  • World of Tanks: Valor
  • World of Warships: Legends
  • World War Z
  • WRC 7 FIA World Rally Championship
  • Wreckfest
  • WWE 2K20
  • Yakuza 0
  • Yoku’s Island Express

Conclusioni

Stabilire se effettivamente Project xCloud sia meglio di Google Stadia o degli altri competitor attualmente disponibili sul mercato è forse un po’ presto. C’è però da dire che il servizio di Microsoft ha vari punti di forza:

  • Una vasta libreria di giochi, più vasta di quella di Stadia e ben presto, anche con l’avvento di Xbox Series X e con l’espandersi di Xbox Game Pass, anche di GeForce Now.
  • Un modello di commercializzazione ad abbonamento che lo renderà davvero più simile ad un Netflix dei videogiochi di quanto non lo sia appunto Stadia.
  • Requisiti “umani” e compatibilità con le reti mobili

Proprio la vasta libreria di giochi e l’abbonamento che li include tutto rischiano seriamente di minare i vantaggi attualmente detenuti da Stadia. Trovandosi però ancora allo stato di beta, e visti anche i problemi che ci sono con la riproduzione di determinati giochi, dovremo rimandare il nostro giudizio. Project xCloud comunque, già con questa prima prova, dimostra grandi potenzialità. La speranza è che Microsoft tragga da questa beta le informazioni necessarie a migliorare ulteriormente il tutto e che ben presto il servizio sia pronto per il lancio sul mercato globale.



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