Apple e Google mostrano come potrebbe funzionare un’app con il loro contact tracing (foto)

Apple e Google mostrano come potrebbe funzionare un’app con il loro contact tracing (foto)

Qualche giorno fa Apple e Google hanno rilasciato le API relative al sistema di exposure notifications, ovvero al sistema che noi tutti conosciamo come contact tracing. Per rendere il tutto molto più concreto, le due aziende oggi hanno anche rilasciato alcune immagini che mostrano come potrebbero essere potenziali app. Oltre a questo, hanno comunicato altre informazioni e, soprattutto, restrizioni relative a queste API.

Le immagini, che trovate in galleria, sono molto eloquenti e mostrano l’interfaccia di un’app che utilizza le API di Apple e Google. Si tratta ovviamente di mock-up, possibili ispirazioni per gli sviluppatori dei governi. Per facilitare ulteriormente il lavoro a quest’ultimi, le due aziende hanno rilasciato una libraria di codice di riferimento che potrebbe servire da “rampa di lancio” per le applicazioni finali. Le aziende ci tengono a specificarlo: tale codice non è pensato per essere lanciato come applicazione singola, ma va rifinito.

Apple e Google sono stati contattati da molti governi per l’implementazione di queste app. Le aziende sono state chiare: i governi dovranno sostenere 6 principi durante lo sviluppo. Tra questi, il fatto che le API vadano usate solo per combattere il COVID-19, che le app non potranno usare i Location Services, che l’accesso alla piattaforma dev’essere opzionale per l’utente (e non obbligato) e che non si potranno implementare pubblicità mirate all’interno delle applicazioni.

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Infine, ma non meno importante, le due aziende permetteranno di pubblicare una singola app con queste API per Nazione: l’obiettivo è impedire una eccessiva frammentazione del servizio. La richiesta può essere “aggirata” da Stati quali gli USA, nei quali ogni Stato può gestire la situazione a suo piacimento.



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