Facebook Gaming: streaming e tornei 2.0, il futuro è già tra noi?

Facebook Gaming: streaming e tornei 2.0, il futuro è già tra noi?

L’emergenza sanitaria globale legata al Covid-19 e le conseguenti restrizioni alla mobilità delle persone, hanno provocato non solo un boom del mercato digitale legato ai videogiochi ma anche un aumento esponenziale nella fruizione di contenuti in streaming. La guerra per il controllo di questo florido settore vede attualmente quattro principali competitor: Twitch, YouTube, Mixer e Facebook. Ogni piattaforma ha dato il via a una campagna di reclutamento imponente, per cercare di erodere quote di mercato dei rivali assicurandosi i servigi degli streamer più in vista al mondo. Mentre Twitch, Mixer e YouTube si muovono in una direzione tradizionale, Facebook ha messo in campo due iniziative con qualcosa in più. Queste potrebbero rivoluzionare non solo il concetto di streaming ma anche quello di gaming competitivo.

FACEBOOK GAMING TOURNAMENT – La piattaforma dedicata al gaming del popolare social network ha lanciato da poco una nuova feature in early access: Facebook Gaming Tournament. Questa consente a tutti gli utenti di organizzare e gestire tornei interamente supportati e implementati sulla piattaforma Facebook Gaming. Ovviamente attraverso tale feature chi organizzerà i tornei potrà gestire l’intero processo, dalle registrazioni dei partecipanti ai tabelloni, dai punteggi allo streaming, e così via. Facebook, dopo aver iniziato il reclutamento di streamer in esclusiva, sta quindi pensando di trasformarsi anche in un provider attivo per gli organizzatori di eventi, offrendo al tempo stesso un hub integrato semplice e di immediata comprensione per chi vuole partecipare o usufruire del servizio.

ANTICIPATO – Attualmente, come dicevamo, Facebook Gaming Tournament è stato implementato in accesso anticipato: le funzionalità sono ancora abbastanza limitate ma è già possibile scegliere il formato del torneo e risultano implementate alcune feature per i content creator. Facebook Gaming Tournament pare insomma porsi come un pericoloso attore tanto nell’ambito del casual gaming, quanto nell’organizzazione di eventi andando a competere con realtà come ad esempio Battlefy. Se le nuove funzionalità riusciranno a offrire qualcosa in più (e fresco) rispetto a quanto già esiste sul mercato, facebook potrebbe davvero sparigliare le carte.

FACEBOOK GAMING APP – Facebook si è poi spinto oltre, rendendo disponibile l’app mobile di Facebook Gaming. Una decisione presa a sorpresa, con una mossa fulminea. Facebook, nei piani iniziali, avrebbe dovuto fare uscire l’app a giugno ma ha accelerato le tempistiche per sfruttare il momento storico che ha costretto buona parte del mondo a rimanere confinato in casa… e connesso a internet. Secondo le stime, oltre 700 milioni dei suoi 2.5 miliardi di utenti sono già consumatori di contenuti di gioco sulla piattaforma. La nuova app fa un passo in più: non solo è progettata per la fruizione passiva di contenuti in streaming, come già fanno Twitch, YouTube e Mixer, ma permette anche di “streammare” le proprie sessioni di gioco su mobile. Basta accedere e, successivamente, avviare con il titolo che si vuole giocare. Un piccolo banner “Go Live” permette all’utente di decidere quando andare live. L’applicazione registrerà, a seconda delle impostazioni privacy che l’utente decide di fornire, video e audio (anche del microfono, in caso di auricolari). Gli stream possono quindi essere condivisi sulla pagina Facebook personale, rendendo potenzialmente molto più facile per chiunque diventare “streamer amatoriali”.

POLITICA E MONETIZZAZIONE – Il colosso statunitense ha testato l’app nel sud-est asiatico (primo mercato al mondo per quanto riguarda il mobile) e in America Latina negli ultimi diciotto mesi e ora l’ha ufficialmente lanciata sul Google Play Store per dispositivi Android. Le versioni per iOS verranno rilasciate dopo l’approvazione di Apple. L’app al momento non ha alcuna pubblicità. Facebook inizierà a monetizzare quando gli spettatori invieranno “stelle” agli streamer, l’equivalente delle donazioni. In questo modo la piattaforma ne tratterrà una parte come commissione. La società ha dichiarato di voler costruire una base di utenza solida, prima di monetizzare, e la guerra per il controllo dello streaming non è mai stata così accesa.

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