Intel, le due facce della pandemia: spinge il Q1 ma rende imprevedibile il futuro

Intel, le due facce della pandemia: spinge il Q1 ma rende imprevedibile il futuro

Mai come in questo periodo risulta difficile interpretare i risultati fiscali delle aziende. Gli effetti della pandemia si iniziano a vedere anche nei freddi numeri dei libri contabili, e i dati previsionali risultano pressoché impossibili da stilare. E’ questo anche il caso di Intel, che approfitta della pubblicazione dei risultati relativi al primo trimestre 2020 per cercare di fare il quadro su ciò che avverrà nel corso dell’anno.

Q1 2020 IN BREVE

  • entrate: 19,8 miliardi di dollari, +23% su base annua
    • PC: +14%
      • incremento dovuto alla maggior richiesta di PC per lavorare e studiare a casa

    • +53% per il cloud
    • +46% per le memorie

  • utili per azione: 1,31 dollari, +51%
  • mantenimento di gran parte delle attività durante la pandemia
  • creazione della Intel Pandemic Response Technology Initiative per sviluppare soluzioni tecnologiche per combattere il virus

COSA ASPETTARSI PER IL FUTURO

In sostanza, Intel ammette di non poter fare previsioni per il futuro: lo stravolgimento causato dal lockdown e dall’interruzione delle attività produttive non ha precedenti, e ciò sicuramente inciderà sulle “condizioni finanziarie e sui risultati delle operazioni” di Intel. Quanto, non si può sapere. Le difficoltà nascono dal fatto che ovviamente non è solo Intel ad essere stata colpita: i risultati futuri dipenderanno dall’intera filiera, dai fornitori sino al cliente finale. Senza dimenticare il mercato finanziario: le incertezze influiranno sulle risorse e sui capitali a disposizione dell’azienda.


Intel non esclude si possa entrare in una recessione globale, spinta dall’aleatorietà che la pandemia sta generando nell’economia e nella società intera. “E’ difficile prevedere la natura e l’entità degli impatti sulla domanda dei nostri prodotti“, si spiega in una nota, che prosegue: “Le nostre aspettative sono soggette a modifiche senza preavviso, e gli investitori sono invitati a non fare eccessivo affidamento sul nostro Business Outlook“.


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