L’app per il contact tracing si chiamerà Immuni: ecco cosa sappiamo

L’app per il contact tracing si chiamerà Immuni: ecco cosa sappiamo

Nella giornata di ieri, 16 aprile, il commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, ha firmato l’ordinanza (riportata da Repubblica) da cui apprendiamo la scelta del governo in merito alla tanto discussa app di contact tracing: per il nostro paese, la scelta è ricaduta sull’app chiamata Immuni, sviluppata da Bending Spoons.

Partiamo con qualche notizia in merito alla società che si occuperà, a titolo gratuito, di realizzare il software e mantenerlo aggiornato nei prossimi mesi: Bending Spoons è un’azienda con sede a Milano specializzata nello sviluppo di app mobile (principalmente iOS, ma anche Android). Negli anni ha sviluppato diverse app di successo: in particolare, lo scorso anno si era fatta conoscere in tutta Italia per il successo di Live Quiz.

Bending Spoons è uno dei membri del Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing (PEPPT), un progetto europeo per lo sviluppo di strumenti di proximity tracing che preservino la privacy.

La homepage del progetto Pan-European Privacy-Preserving Proxymity Tracing

L’idea dietro l’infrastruttura proposta dal PEPPT e su cui si baserà Immuni è la stessa del framework proposto da Apple e Google la scorsa settimana: ogni smartphone genera un ID temporaneo, che viene trasmesso in broadcast e registrato da tutti gli smartphone vicini. Questo ID viene rinnovato periodicamente (ogni quarto d’ora circa) e si basa su un sistema di chiavi che identificano lo smartphone: quando qualcuno risulta infetto, i suoi codici identificativi vengono caricati su un server e le persone che gli sono state vicine (e hanno salvato i relativi ID) vengono avvisati con una notifica.

Dal punto di vista della privacy, si tratta di una delle migliori infrastrutture possibili, perché non registra la localizzazione geografica e, verosimilmente, esegue la maggior parte delle operazioni in locale, senza caricare alcun dato sui server: le uniche operazioni per cui lo smartphone comunica con il cloud sono per caricare e scaricare le chiavi delle persone infette.

L’app Immuni servirà per il contact tracing, ma avrà anche un’altra funzione importante: una sorta di diario clinico, in cui registrare tutte le informazioni relative alla salute dell’utente, come sesso, età, malattie pregresse, farmaci assunti e così via. L’idea è appunto quella di un diario, ossia di un registro da aggiornare quotidianamente.

L’app Immuni sarà disponibile per Android e iOS e verrà distribuita tramite i rispettivi store di applicazioni, Play Store e App Store.

A scanso di equivoci, l’installazione del software sarà su base volontaria. Tuttavia, secondo quanto ampiamente anticipato dagli studi effettuati su altri paesi, affinché il sistema di contact tracing risulti efficace, è necessario che l’app venga installata da almeno il 60% dei cittadini italiani.

Ci sono ancora diversi dubbi che riguardano l’app Immuni: ad esempio, quando sarà disponibile, implementerà il framework di Apple e Google per il contact tracing (vedi video qui sotto)? Chi gestirà i server su cui verranno caricati i dati degli infetti: sarà la stessa Bending Spoons o le istituzioni? Il codice sorgente sarà open source? Purtroppo non abbiamo ancora risposte in merito, ma seguiremo da vicino gli sviluppi del software.



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