Gli eSports al tempo del Coronavirus: quando l’intrattenimento è digitale

Gli eSports al tempo del Coronavirus: quando l’intrattenimento è digitale

Lo sport, come qualunque altro settore, sta facendo i conti con l’emergenza sanitaria globale legata al Coronavirus. Le manifestazioni sportive sono state sospese o cancellate, squassando intere stagioni agonistiche giunte ormai al loro clou. I più grandi eventi del 2020, come gli Europei di calcio e le Olimpiadi, sono stati rinviati all’anno prossimo; i calendari sono stati rivoluzionati e gli atleti sono costretti ad allenarsi a casa, in attesa di ripartire.

DAL REALE AL DIGITALE – Per appassionati e tifosi, questo periodo coincide con una stasi dove non si può far altro che favoleggiare sul momento in cui tutto tornerà alla normalità. L’assenza dello sport si fa dunque sentire eppure, di contro, queste settimane hanno dato spazio ad un fenomeno forse impensabile ma che potrebbe, in qualche modo, ampliare gli orizzonti di un futuro prossimo. Per continuare a intrattenere, il mondo dello sport si è proteso infatti verso l’eSport e – più in generale – verso le opportunità offerte dal digitale.

VIRTUALE – Il vuoto di eventi “tradizionali” ha iniziato a esser colmato da diverse iniziative “virtuali” che federazioni, editori e organizzatori di eventi hanno deciso di mettere in piedi nel corso di queste settimane. Certo, queste non ripianeranno le enormi perdite economiche che l’intero universo sportivo si troverà ad affrontare e, probabilmente, saranno solo un palliativo per gli appassionati dello sport “reale”. Ciò nonostante è significativo che in un momento come questo sia stata messa da parte la ritrosia verso lo “sport digitale” che spesso ha impedito ai due mondi di comunicare.

GLI SPORTIVI SI METTONO IN GIOCO – Il successo di pubblico riscosso dalle recenti iniziative non lascia adito a dubbi: la formula degli appuntamenti “sostitutivi” funziona e intrattiene. Soprattutto se impegnati con il pad sono proprio gli sportivi che tutti conosciamo. Dal calcio alla Formula 1, dal basket alla Moto GP, i professionisti non si sono tirati indietro. I giocatori della Liga si sono sfidati su FIFA 20, mentre le star dell’NBA continuano “formalmente” la loro stagione con NBA 2K. Sempre l’NBA ha in programma di lanciare un torneo, trasmesso su ESPN, in cui parteciperà un giocatore di ciascuna delle trenta franchigie della lega. Persino il campionato NASCAR è passato al digitale guadagnando la diretta addirittura su Fox Sport. Dorna ha coinvolto alcune stelle del motomondiale come i due fratelli Marquez, Bagnaia, Vinales, Quartararo, che si sono sfidati sulle curve virtuali del Mugello. La Formula 1, inoltre, intende organizzare GP virtuali non solo per sostituire ogni tappa del campionato sospesa fino a maggio, ma per permettere anche ai fan di sfidare direttamente i piloti profesionisti attraverso iniziative aperte a tutti.

POTENZIALITÀ E RISCHI – L’iniziativa, portata avanti dalla Formula 1 ha del potenziale: rappresenta un nuovo modo per avvicinare i fan, intrattenerli e soprattutto interagire con loro, farli diventare parti attive dello spettacolo messo in scena. Una cosa che molto raramente si verifica negli eventi sportivi tradizionali e che solo in parte è stata resa possibile dalla Formula E con il voto social del “Fanboost”. L’improvviso interesse di grandi masse verso gli eventi digitali, però, può avere anche delle ripercussioni rischiose, soprattutto se si considera il ricco mercato delle scommesse. Con il mondo dello sport bloccato, diversi siti hanno velocemente sbattuto in prima pagina le competizioni online, aumentando le possibilità di piazzare scommesse.

PANDEMIA ED ESPORTS – L’emergenza sanitaria ha colpito ovviamente anche gli eSports. Molti eventi sono stati annullati, rimandati o giocati a porte chiuse. Solo in Europa, ad esempio, sono state rinviate a fine anno le PUBG Global Series previste a Berlino; The Pokémon Company ha deciso invece di cancellare gli eventi in programma. Gli Intel Extreme Masters di Katowice, uno degli spettacoli eSport più importanti e seguiti al mondo, si sono disputati a porte chiuse; i Gwent World Masters di Varsavia sono stati rimandati, così come l’inizio della stagione delle Apex Legends Global Series e alcune tappe del Capcom Pro Tour. Ubisoft ha deciso di annullare le finali di Pro League di maggio, previste in Brasile, mentre Activision Blizzard, con i suoi due campionati, si trova per le mani una bella gatta da pelare. La CoD League e la Overwatch League, infatti, prevedevano nel loro calendario una miriade di eventi live, tutti annullati con conseguenti, pesanti perdite per tutta la filiera coinvolta. Per fortuna, però, gli eSports hanno la fortuna in questo momento storico di poter continuare a “vivere” semplicemente spostando la competizione nei lidi digitali.

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