Contro il COVID-19 l’OMS spinge i videogiochi: “Restare a casa a giocare”

Contro il COVID-19 l’OMS spinge i videogiochi: “Restare a casa a giocare”

Restare a casa e giocare online per divertirsi insieme ma rispettando le raccomandazioni sanitarie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato il suo supporto alla campagna lanciata da produttori e piattaforme videoludiche, che stanno promuovendo l’iniziativa #PlayApartTogether per spingere le persone a rimanere in casa e condividere un’esperienza di gioco online. Lo stesso direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha espresso il suo supporto, invitando le persone ad accogliere l’invito a giocare online insieme.

VIDEOGIOCHI – All’iniziativa partecipano aziende quali Activision Blizzard, Zynga, Unity e Riot Games, e piattaforme come YouTube, Twitch. L’obiettivo è semplice: convincere gli utenti a restare a casa e giocare online insieme, per assicurarsi che il messaggio dell’OMS (come il distanziamento sociale) arrivi dritto alla comunità videoludica. “I videogiochi sono la piattaforma perfetta perché connettono le persone tramite le lenti della gioia, dello scopo e del significato”, ha commentato l’amministratore delegato di Activision Blizzard, Bobby Kotick. Secondo Nicolo Laurent, amministratore delegato di Riot Games, “per miliardi di utenti nel mondo giocare ai videogiochi può aiutare a salvare delle vite”.

OMS – Ringraziando Ray Chambers, ambasciatore dell’OMS per la strategia globale, per aver mobilitato l’industria videoludica, Ghebreyesus ha invitato tutti a “giocare distanti ma insieme per battere il coronavirus”. Chambers ha sottolineato che i videogiochi possono “raggiungere milioni” di persone e, quindi, in questo particolare momento storico assumono un’importanza strategica per l’OMS e per convincere tutti a restare in casa per rallentare la diffusione del COVID-19.

ABITUDINI – Il consumo di videogiochi è decisamente aumentato in virtù del maggior tempo libero di cui dispongono in queste settimane le persone, anche coloro che continuano a lavorare. Secondo un’indagine di GfK, durante la quarantena il tempo che gli italiani stanno dedicando ai videogiochi è cresciuto del 35% rispetto alla situazione pre-crisi, più di quello per i libri (30%) e i giornali (+17%).

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