Samsung ha fatto i compiti a casa | Recensione Galaxy Buds Plus

Samsung ha fatto i compiti a casa | Recensione Galaxy Buds Plus

I Samsung Galaxy Buds sono stati uno dei più riusciti modelli di auricolari true wireless del 2019: nella recensione scrivevo che sono i migliori auricolari true wireless per Android, nonostante tutto. Ma da allora la concorrenza si è fatta più agguerrita e Jabra Elite 75t avevano rubato il titolo alle Buds, almeno per quel che mi riguarda.

Ma Samsung ha fatto i compiti a casa e torna in questo 2020 con una versione riveduta e corretta, le Samsung Galaxy Buds Plus, che migliorano praticamente ogni aspetto del precedente modello.

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Confezione

All’interno della piccola confezione di vendita troviamo un cavo USB-USB-C di lunghezza più che dignitosa, ma anche due coppie di gommini aggiuntivi e due coppie di alette aggiuntive, per adattare gli auricolari ad ogni orecchio.

Considerando anche quelli applicati di default sugli auricolari, abbiamo tre coppie di gommini e tre alette di diverse dimensioni.

Costruzione e comodità

Le Galaxy Buds Plus somigliano moltissimo alla generazione precedente: si distinguono dal modello dello scorso anno solo per il secondo microfono esterno presente sugli auricolari e un piccolo dettaglio sull’indicazione L ed R del case di ricarica.

In ogni caso, la somiglianza è un punto a favore: tanto le vecchie Buds quanto queste nuove Galaxy Buds Plus sono costruite egregiamente, con una forma che si adatta been all’orecchio e un case di ricarica dalle dimensioni contenute..

La custodia di ricarica ha una finitura lucida, piacevole al tatto ma che temo potrebbe rigarsi facilmente col passare del tempo. È piccola e potete infilarla in qualsiasi tasca: non ha alcun tasto, ma solo un piccolo LED davanti che indica la ricarica residua e la porta USB-C sul retro.

Gli auricolari sono solidi e compatti, con il sensore touch bene videnziato da una finitura lucida. Esattamente come il modello precedente, i Galaxy Buds Plus sono tra le cuffiette true wireless più comode che mi sia mai capitato di provare. Potete tenerle addosso per ore senza alcun fastidio. Inoltre, grazie alle alette gommate, rimangono ben salde alle orecchie e potrebbero essere usate anche per lo sport.

A proposito di sport, peccato che la certificazione contro l’acqua sia solo IPX2 (tecnicamente non basta per proteggere dalla pioggia, ma solo da caduta di gocce d’acqua con inclinazione massima 15°).

Funzioni e qualità audio

Partiamo dalla qualità sonora: l’audio delle Galaxy Buds originali era abbastanza buono (considerando il prezzo gli standard dell’epoca), ma nell’ultimo anno sono cambiate parecchie cose e sul mercato sono arrivati tanti modelli che sono un piacere da ascoltare. Per fortuna, Samsung ha saputo stare al passo coi tempi e queste Galaxy Buds Plus suonano sensibilmente meglio del modello precedente.

Il merito è del nuovo doppio driver, con un woofer e un tweeter dedicato per ogni auricolare: il risultato di questa nuova implementazione è un suono davvero ricco, ottimizzato ancora una volta da AKG. Il profilo sonoro tende a valorizzare leggermente i bassi, profondi e ben definiti, ma fortunatamente le voci rimangono chiare e ben udibili. Inoltre, nei limiti del possibile (si tratta pur sempre di auricolari in-ear), le Galaxy Buds Plus hanno anche un soundstage discreto. Per dare un riferimento di quanto detto finora, prendiamo Tanca, di Iosonouncane.

Ascoltando questo (complesso) brano con le Galaxy Buds Plus, nell’apocalittica intro, i vocalizzi sono vicini, centrali e preponderanti, mentre le urla e i rumori metallici, inizialmente lontani e confusi, pian piano si avvicinano, fino a mescolarsi con i tamburi che dominano lo sfondo. Inoltre, nonostante il difficile panorama sonoro, cupo per i colpi dei tamburi e dominato dai sintetizzatori, la voce (che inizia a 2:45) è limpida e ben udibile.

Non c’è alcun tipo di cancellazione del rumore, ma il form factor garantisce un minimo di isolamento passivo. Inoltre, se non volete tagliar fuori i rumori del mondo esterno, è disponibile la funzione Suono ambientale, che riproduce in cuffia i suoni catturati dal microfono (sempre utile quando si va in bici, ad esempio).

Il Bluetooth è ovviamente in versione 5.0 e non si avverto problemi di latenza, ma i Samsung Galaxy Buds Plus non supportano i codec aptX. Tuttavia, a fianco degli immancbaili AAC ed SBC troviamo il nuovo codec proprietario di Samsung, chiamato Scalable: si tratta di un codec che regola aautomaticamente la qualità audio (e quindi il bitrate) in base alla alla potenza del Bluetooth. Purtroppo, però, Scalable funziona solo con smartphone Samsung.

Ma, nonostante questa piccola predilizione per i dispositivi dell’azienda (che godono anche del pop up di abbinamento in stile AirPods), i Galaxy Buds Plus funzionano benissimo con qualsiasi smartphone e, soprattutto, vanno benone anche con iPhone. A differenza del modello precedente, infatti, quest’anno Samsung ha sviluppato l’app di gestione dei Buds anche per iOS.

Questo software è indispensabile per godere al meglio dell’esperienza degli auricolari di Samsung: consente di regolare il livello dei suoni esterni quando è attivo il Suono ambientale, include un equalizzatore con 6 preset (purtroppo non è possibile regolare singolarmente l’intensità delle diverse frequenze), serve per ritrovare eventuali auricolari smarriti (facendo emettere un forte suono acuto) e permette di personalizzare i controlli, impostando il comportamento del clic prolungato sugli auricolari.

A proposito di controlli, personalmente non sono un grande fan dei controlli touch (mi è capitato di mandare accidentalmente in pausa la musica sistemando gli auricolari), ma quelli dei Galaxy Buds Plus sono senza dubbio tra i migliori controlli touch. Di seguito un riassunto dei controlli:

  • Un tap (dx o sx): Play/Pausa
  • Doppio tap (dx o sx): Traccia successiva
  • Triplo tap (dx o sx): Traccia precedente
  • Tap prolungato (sx, impostabile dall’app): Comando vocale / Suono ambientale / Volume giù / Spotify*
  • Tap prolungato (dx, impostabile dall’app): Comando vocale / Suono ambientale / Volume su / Spotify*

La scorciatoia per avviare Spotify con un tap prolungato è disponibile solo su Android: tenendo premuto sull’auricolare, si inizia ad ascoltare musica dalla celebre app musicale, che riprenderà dall’ultimo brano in ascolto (se possibile) o avvierà una playlist basata sui gusti dell’utente.

La musica va automaticamente in pausa quando si rimuovono entrambi gli auricolari, ma non riprende quando si indossano nuovamente. In merito alla regolazione del volume, dall’app, nella sezione Labs è disponibile una funzione sperimentale molto interessante, che permette di controllare il volume con un doppio tap sul bordo degli auricolari (e non sul pannello touch): due colpetti sul corpo dell’auricolare sinistro per abbassare il volume, due colpetti sul corpo di quello destro per alzarlo.

Un altro aspetto sensibilmente migliorato rispetto al primo modello è certamente la qualità delle chiamate: grazie ad un microfono in più (tre per ogni auricolare, due esterni e uno interno), i Samsung Galaxy Buds Plus riescono a catturare abbastanza bene la voce, riuscendo ad isolarla decentemente da eventuali rumori di fondo. Questo consente di utilizzare i Buds per chiamare senza troppi problemi: ovviamente potreste avere qualche problema in ambienti eccessivamente rumorosi, ma nella maggior parte dei casi riuscirete a sostenere una conversazione. Inoltre, dall’app è possibile scegliere di attivare automaticamente la funzione Suono ambientale quando si è in chiamata: è un’idea intelligente, perché sentire la nostra voce ci evita di urlare inutilmente. Di seguito una registrazione in casa con i Samsung Galaxy Buds Plus.


La batteria è un altro punto forte di questi auricolari: ben 11 ore di autonomia con una sola ricarica, a cui si aggiungono altre 11 ore fornite dal case, per un totale di 22 ore di autonomia. Inoltre, il case supporta la ricarica wireless.

Un aspetto che purtroppo non mi è proprio piacuto è che proprio come il modello precedente, anche questi Galaxy Buds Plus non possono essere connessi contemporaneamente a due dispositivi. Utilizzando uno smartphone e un tabelt Samsung, questa mancanza viene aggirata grazie ad un’associazione degli auricolari all’account Samsung con cui si è eseguito il login (simile a quel che avviene con gli AirPods), ma ovviamente non si può parlare davvero di connessione multipoint.

Prezzo

Il costo di listino è di 169€,ma su Amazon si trovano già a circa 145€: un prezzo decisamente invitante, considerando che le Jabra Elite 75t, che personalmente considero gli unici veri concorrenti (per funzioni, qualità sonora, microfoni…) di questi Buds Plus costano 179,99€.

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