Netflix ridurrà la qualità dello streaming per un mese in Europa (aggiornato: non calerà la risoluzione)

Netflix ridurrà la qualità dello streaming per un mese in Europa (aggiornato: non calerà la risoluzione)

In questo periodo molta più gente sta lavorando da casa o, giustamente, sta passando delle intere giornate in “ferie forzate”. Questo ha un risvolto importante sul nostro modo di utilizzare la rete internet: a quanto pare stiamo puntando alla saturazione del sistema. E, per evitare questo possibile problema, l’Unione Europea sta correndo ai ripari.

Pare infatti che la Commissione abbia fatto pressione a Netflix e ad altre piattaforme di streaming perché riducano la qualità di trasmissione (scendendo dalla HD alla SD) nei momenti di più alto carico di lavoro, ovvero nelle ore più intense della giornata.

La motivazione è semplice: se il traffico streaming diventa troppo elevato, si rischia di saturare la rete internet e quindi impedire il corretto svolgimento del telelavoro. La scelta di ridurre la banda occupata dallo streaming video sarebbe una “opzione responsabile” per “fornire il miglior servizio agli utenti mantenendo la sicurezza delle infrastrutture”.

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Il problema è tremendamente reale: Vodafone la settimana scorsa ha registrato un aumento del 50% del traffico, e da allora il numero di nazioni ad aver imposto delle restrizioni alla mobilità delle persone è aumentato. Al momento non abbiamo informazioni riguardo l’effettiva applicazione di queste misure, ma potrebbero prendere piede a breve.

AggiornamentoOre 20:00

Proprio qualche minuto dopo la pubblicazione di questo articolo, Netflix ha confermato di aver accettato le richieste dell’Unione Europea. Per questo motivo, dunque, la visione in streaming dei contenuti del suo catalogo vedrà una riduzione di qualità per l’intero territorio europeo.

Questa restrizione verrà portata avanti per 30 giorni a partire da oggi. Si stima che questo cambiamento possa portare ad una riduzione del 25% del traffico dovuto, appunto, allo streaming su Netflix. È possibile che lo stesso accadrà per gli altri colossi, quali Amazon Prime Video e YouTube.

Aggiornamento20/03/2020

Riceviamo e volentieri riportiamo la dichiarazione ufficiale di Netflix in merito, che chiarisce anche meglio cosa succederà alla qualità dello streaming.

A seguito delle conversazioni tra il commissario Thierry Breton e Reed Hastings – e date le criticità straordinarie generate dal coronavirus – Netflix ha deciso di ridurre il bitrate sui flussi di streaming in Europa per 30 giorni. Stimiamo che questo ridurrà il traffico legato a Netflix sui network europei di circa il 25% continuando al contempo ad assicurare un servizio di qualità ai nostri clienti”

In pratica la risoluzione non calerà. Chi ha pagato per avere il 4K continuerà ad avere il 4K. La differenza è che il bitrate sarà ridotto, e questo significa comunque un impoverimento della qualità del video, che probabilmente sarà più evidente nelle scene scure (ma non solo).

Attenzione poi al proseguo della dichiarazione, che alcune testate hanno frainteso. Netflix stima che riducendo il bitrate il traffico legato allo streaming in Europa sarà ridotto di circa il 25%. Questo non significa che il bitrate calerà del 25%. Quanto di preciso sarà ridotto non lo sappiamo, e probabilmente si tratterà di un valore variabile anche in funzione della risoluzione. Quel che conta comunque è il risparmio di banda che genererà, preservando comunque in qualche modo l’alta risoluzione.

La notizia è stata poi accolta con entusiasmo da parte del Commissario UE Breton: “Le misure di distanziamento sociale per combattere il Coronavirus determinano un aumento della richiesta di capacità della banda per scopi di lavoro, studio o di intrattenimento. Accolgo con entusiasmo la rapida azione che Netflix ha intrapreso allo scopo di preservare il buon funzionamento della rete Internet durante la crisi generata dal COVID19 garantendo allo stesso tempo un’esperienza di qualità per i consumatori. Il Sig. Hastings ha dimostrato un grande senso di responsabilità e di solidarieta’. Rimarremo in stretto contatto per seguire l’evoluzione della situazione insieme.”

Nel frattempo segnaliamo che anche YouTube ha acconsentito alle richieste della UE, probabilmente con le stesse modalità di Netflix.

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