Recensione DOOM Eternal: il nuovo re incontrastato degli FPS (foto e video)

Recensione DOOM Eternal: il nuovo re incontrastato degli FPS (foto e video)

Recensione DOOM Eternal – È stato rimandato di qualche mese per permettere al team di sviluppo di apporre le ultime modifiche, ma finalmente è qui. DOOM Eternal, il nuovo capitolo della storica saga di sparatutto in prima persona, si propone come sequel diretto dello splendido DOOM del 2016. E proprio vista la qualità del suo predecessore era davvero difficile fare di meglio. Le meccaniche di gioco alla fine sono quelle, e proporre qualcosa di nuovo sia a livello di gameplay appunto che di storia non è affatto banale. Ci saranno riusciti? Scopriamolo insieme!

Editore Bethesda Softworks
Sviluppatore id Software
Piattaforme PS4, Xbox One, PC, Nintendo Switch, Stadia
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Italiano

Video Recensione DOOM Eternal

La nostra video review di DOOM Eternal è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PlayStation 4 Pro e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

I’m Too Young To Die

L’inizio di DOOM Eternal tende ad essere un po’ confusionario. Una particolarità che avevamo già notato a gennaio in occasione di una prova estesa organizzata da Bethesda in quel di Milano. Non certo a livello gameplay: le novità, e ce ne sono molte, sono ben integrate all’interno del sistema di gioco, ma su questo punto ci torneremo a breve. Stiamo parlando della trama. Il finale di DOOM del 2016 non può a questo punto essere considerato uno spoiler, quindi perdonateci se ne parliamo. Dopo aver sconfitto Olivia Pierce, Hayden aveva teletrasportato il DOOM Slayer su Marte per confiscargli il Crogiolo, una spada demoniaca che in realtà non vediamo in azione nel primo capitolo. Non contento Hayden, dopo avergli sottratto il manufatto, lo spedisce lontano da Marte e dalla Terra per impedirgli di interferire con i suoi piani.

Qualcosa però è andato terribilmente storto. Ci troviamo all’inizio di DOOM Eternal su una cittadella che fluttua in orbita intorno alla Terra. La patria degli esseri umani è devastata dalle forze infernali: miliardi di morti, escrescenze demoniache ovunque e tre sacerdoti del male che mantengono aperti portali che continuano a rigurgitare eresie di ogni tipo. Lo scenario giusto per il nostro DOOM Slayer insomma. Ma come ha fatto il protagonista a finire su quella cittadella? Dove è finito nei mesi che hanno preceduto l’invasione della Terra? Che fine ha fatto Hayden e soprattutto come ha fatto il DOOM Slayer a rubare la cittadella degli Argent D’nur e ad installarci l’intelligenza artificiale VEGA che lo aiuterà nuovamente lungo questa avventura? Tutte domande che trovano forse risposta lungo le varie ore di gioco che compongono DOOM Eternal, a testimonianza che id Software ci ha dato veramente dentro in quanto a trama, lore e a tutti gli intrecci del caso. Uno sparatutto in prima persona quindi con un anima, che non si limita a schiaffare il giocatore in un’arena fantascientifica a caccia di demoni ma che offre anche un contesto e tante curiosità da soddisfare.

In ogni caso, almeno all’inizio il gioco verte nel sradicare i sacerdoti infernali responsabile dell’inferno in Terra. Il problema è che così facendo non stiamo mettendo i bastoni tra le ruote solo ai demoni. Purtroppo abbiamo anche a che fare con la Khan Maykr, comandante suprema di una razza di esseri angelici che si contrappongono al DOOM Slayer e alla sua razza. Sì perché il DOOM Slayer apparentemente non viene proprio dalla Terra. Le cose si fanno ingarbugliate e non abbiamo intenzione di spoilerare oltre. Quello che possiamo dirvi però è che c’è un colpo di scena tale da cambiare radicalmente le carte in gioco, aprendo anche infinite opportunità di prequel e DLC particolarmente gustosi. Se non siete abbastanza elettrizzati dal gameplay (e sbagliate), date retta a noi: giocatelo! E non sottovalutate le voci del codex: giocando trovate pagine di storia da spulciare nell’apposito menu, tutte tradotte in italiano e ricche di dettagli della lore di DOOM.

Passiamo al gameplay. Le basi, come già detto, sono le stesse. Il protagonista si muove a ritmi particolarmente elevati e i combattimenti sono incredibilmente frenetici, tanto da indurre davvero dei picchi di adrenalina nei giocatori che riescono a immedesimarsi al meglio nell’esperienza. Ci sono però varie novità che aggiungono ulteriore spessore al combattimento e un minimo di personalizzazione del DOOM Slayer, senza però scadere in meccaniche RPG trite e ritrite. Durante la campagna le novità vengono introdotte gradualmente, fino a riempire il controller o la tastiera di pulsanti da premere. Oltre al fuoco classico e al fuoco alternativo, possiamo usare a nostro vantaggio 3 accessori aggiuntivi: la fida motosega, un comodo lanciafiamme da spalle e un estremamente fashion lanciagranate, sempre da spalla. I primi due giocano un ruolo fondamentale per la sopravvivenza. Con la motosega si ricavano munizioni dai nemici, utile quando ci si trova a secco (spesso, per la verità); con il lanciafiamme invece si ricava armatura. E la vita? Oltre ai classici medkit, DOOM Eternal eredita dal predecessore il sistema di uccisioni epiche. Quando gli avversari sono agli sgoccioli vengono evidenziati: a quel punto si può scatenare un attacco in corpo a corpo che li finisce regalandoci vita. Gli sviluppatori hanno arricchito anche questa dinamica. Con più uccisioni epiche si ricarica il Pugno di Sangue, un attacco ancora più devastante che fa danno ad area. Il lanciagranate invece serve per aggiungere un po’ di danno esplosivo, che non guasta mai, o, alternativamente, granate congelanti utilissime a paralizzare quasi ogni tipo di nemico.

Abbiamo fatto anche cenno al fuoco alternato. Si trovano varie mod lungo la campagna che permettono di dotare ogni arma di due tipologie di fuoco alternato. Ognuna può essere a sua volta potenziata con dei punti arma che guadagniamo portando a termine obiettivi che dipendono dal livello che stiamo affrontando. Portando a termine ulteriori sfide si sbloccano ulteriori potenziamenti finali che di solito abbattono i tempi di ricarica dei fuochi secondari. But wait, there’s more! Sempre affrontando i vari livelli che compongono la storia si guadagnano punti armatura, spendibili per migliorare 4 diverse aree di specializzazione. Vi serviranno ovviamente per migliorare le fasi di esplorazione, la resistenza e anche la potenza del lanciagranate da spalle. Ci sono poi le rune, che si sbloccano ad appositi totem sempre sparsi qua e là: se ne porta in battaglia 3 a scelta fra 9, e offrono ovviamente ulteriori vantaggi come ad esempio un rallentamento del tempo mentre siete in volo per mirare al meglio delle possibilità. E anche i cristalli, che vanno a potenziare vita, armatura e munizioni massime regalandovi anche ulteriori vantaggi legati all’utilizzo del lanciafiamme e di altre abilità.

Il DOOM Slayer si potenzia quindi con l’avanzare del gioco, il problema è che si può dire la stessa cosa dei nemici. Ci sono nuove sorprese ad attendervi (come i fastidiosi gargoyle), ma il vero problema è che alcuni dei demoni più grandi si dotano via via di armatura ed altri gadget ben poco piacevoli. Molti di questi demoni maggiori sono modulari, nel senso che è possibile prendere di mira punti specifici della loro struttura per rimuovere armi o eventuali protezioni. E come se non bastasse, alcuni dei boss che affronterete, non senza una certa difficoltà, diventeranno via via incontri casuali al pari degli altri demoni. I potenziamenti elencati finora poi non sempre vi salveranno la vita. Le risorse a vostra disposizione, ovvero le munizioni, risultano di fatto un bene incredibilmente prezioso. Rimanere a secco durante i combattimenti più concitati è fonte di ingiurie e parole poco carine lanciate verso lo schermo. Anche perché i momenti concitati, come già accennato, sono all’ordine del giorno. A dirla tutta alcuni combattimenti risultano quasi più ostici dei boss fight, se affrontati in modo troppo sconclusionato.

E oltre alle risorse dovrete imparare a sfruttare il campo di battaglia a vostro favore. Quasi ogni punto del gioco offre pedane di salto, portali istantanei e appigli con cui concatenare salti e scatti ed allontanarsi da eventuali avversari tendenti al corpo a corpo. Piano piano si impara a sfruttare i demoni più deboli come fucina di risorse (armatura, vita, munizioni) e ad usare i fuochi alternativi sui più grandi, il tutto mantenendoci sempre in movimento. Il che ci porta al level design, una delle caratteristiche più bastarde del gioco. Non fraintendeteci, non lo stiamo assolutamente criticando, anzi! Lo schema di ogni livello è sopraffino. Ci sono segreti nascosti in ogni dove, e i fan del completamento dovranno in molti casi ripercorrere interi livelli a caccia delle zone nascoste che si erano persi per strada. L’auto-mappa in tal senso aiuta, ma ogni tanto si fatica comunque a trovare la strada da percorrere. Anche in questo caso si impara procedendo nel gioco a leggere i livelli, a capire gli indizi che gli sviluppatori hanno disseminato qua e là (una torcia piuttosto che una pedana fuori posto). Ci sono delle vere e proprie fasi platform che spezzano il ritmo dell’azione, anche per darvi il tempo di riprendervi dalle scariche di adrenalina dettate da certi combattimenti. Il tutto, comprese le zone in cui si combatte, si sviluppa in orizzontale e in verticale e comprende anche puzzle ambientali e sequenze di salti che richiederanno la stessa dose di riflessi che applichereste in combattimento. Oltre al doppio salto potremo sfruttare anche gli scatti, utili in combattimento e soprattutto durante l’esplorazione per raggiungere luoghi altrimenti troppo distanti.

E sì, in definitiva il level design risulta bastardo, opera di una congrega di sadici che hanno deciso di rendervi la vita più difficile del previsto. A parte gli scherzi, proprio il level design stavolta gioca un ruolo ancora più incisivo aggiungendo ulteriore difficoltà al tutto. Niente di trascendentale, visto che si riesce benissimo a superare il tutto sia con controller che con mouse e tastiera, ma ogni tanto potreste ritrovarvi a girellare in stato confusionale senza capire cosa diavolo fare per andare avanti. E non pensiate che stiamo esagerando: è la stessa Bethesda a definirlo un combat puzzle! Il giocatore deve riuscire a combinare abilità, rune, potenziamenti, fuochi secondari e capacità di movimento alternando riflessi, ragionamenti e attenzione ai dettagli. A riguardo del livello di difficoltà generale abbiamo già anticipato qualche considerazione. Sta di fatto che anche a quello base (il buon vecchio Troppo giovane per morire) i combattimenti sanno darvi filo da torcere. Considerate che ci sono 4 livelli di difficoltà classici e 2 modalità extra. Tra l’altro, tra i segreti sparsi per i livelli, ci sono anche i cheat code. Questi ultimi possono essere usati per rigiocare livelli già portati a termine in modo magari da faticare meno per trovare quella pagina del codex che vi eravate persi per strada.

E a livello tecnico? Avevamo già tessuto le lodi dell’idTech 7, il motore grafico di nuova generazione sfruttato per DOOM Eternal. Su PC la situazione si fa pesante, nel senso che le specifiche minime richieste sono ben più esose del 2016 (d’altronde sono passati un po’ di anni). L’attuale generazione di console invece si difende particolarmente bene. Su PS4 Pro e Xbox One X il gioco è riprodotto a 60 fps praticamente granitici e in upscaling in 4K. PS4 Pro spinge fino a 1440p (per poi upscalare), mentre Xbox One X addirittura a 1800p. Su PS4 classica il gioco gira a 1080p@60 fps, mentre Xbox One e One S a 900p (upscalato fino a 1080p) sempre a 60 fps. Tutte le versioni, tranne quella per Xbox One classica, supportano anche l’HDR. Tutto questo elenco per dire che anche stavolta Bethesda ha svolto un gran bel lavoro per quanto riguarda il port per console. 60 fps per un gioco del genere sono veramente il minimo sindacale, e non era poi così scontato visto l’utilizzo di un nuovo engine ancora più ricco di effetti. Da lodare anche il modo in cui il gioco è progettato per essere goduto appieno anche in compagnia di un controller. Non sentire la mancanza di mouse e tastiera, che con un fps non è poi così scontato. Siamo a questo punto curiosi di provarlo anche su Stadia, magari su uno smartphone. Alla colonna sonora troviamo ancora Mick Gordon, che si è nuovamente superato sfornando un’altra super colonna sonora metal che calza a pennello con ogni singolo istante di gioco. Il tutto poi è completamente tradotto in italiano, dai testi alle voci doppiate dai soliti professionisti del settore.

9.5

Giudizio Finale

DOOM Eternal è il nuovo punto di riferimento per gli FPS. Possiamo riassumere così quanto detto nei precedenti paragrafi. id Software e Bethesda sono riusciti nell’impresa di sfornare un seguito senza rivali, che amplia il gameplay e che arricchisce enormemente la storia e tutta la lore che gravita attorno all’universo di DOOM. Uno sparatutto, come già accennato, con un’anima e con un suo perché, che continua da dove eravamo rimasti nel 2016 dando sempre più un senso di continuità al tutto.

La longevità più alta del primo capitolo e la presenza di una rinnovata e, sulla carta, divertentissima modalità multiplayer sono la ciliegina finale sulla torta che dovrebbe convincervi della bontà del prodotto. In tutto questo infatti non abbiamo fatto cenno alla modalità multigiocatore denominata Battlemode. Per il momento i server sono chiusi, apriranno al lancio del gioco previsto per il 20 marzo. I giocatori si sfideranno in sei diverse arene: uno si calerà nei panni del DOOM Slayer, gli altri in quelli di alcuni demoni maggiori (a scelta). Il tutto si svolge su più round, offrendo anche la possibilità di comprare upgrade di vario genere al termine di ognuno di essi. E i demoni potranno anche evocare loro simili e piazzare ostacoli ambientali di vario genere. Insomma, non possiamo che consigliarvene caldamente l’acquisto!

PRO CONTRO
  • Ancora più frenetico
  • Un sacco di novità a livello gameplay e di personalizzazione
  • Svolta inaspettata della trama
  • Perfetto anche su console
  • Saprà mettervi in difficoltà
  • Inizio un po’ drastico a livello di trama

Screenshot

Trailer



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