9(+1) anime che vi terranno incollati allo schermo [Netflix e Prime Video]

9(+1) anime che vi terranno incollati allo schermo [Netflix e Prime Video]

A casa, sul divano, TV accesa sull’enorme catalogo di Netflix e/o Prime Video, e non sapete cosa guardare in queste lunghe giornate chiusi (giustamente!) in casa. Ecco quindi alcuni consigli su degli anime particolarmente avvincenti, e spesso anche molto lunghi, che vi terranno incollati allo schermo per ore ed ore. Abbiamo cercato di spaziare per gusti e generi diversi, ma se siete appassionati di animazione (nipponica e non solo) vorrete senz’altro recuperarli tutti.

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Death Note

Iniziamo con un’anime dalle tinte un po’ forti, ma è tra i più avvincenti che ci siano. La storia verte intorno a Light Yagami (luce, Dio, notte: sono i significati del suo nome, e se pensate a Lucifero, forse il salto non è così azzardato), geniale ragazzo con un senso della giustizia che potremmo definire “estremo”, che si ritrova in possesso di un’arma soprannaturale: il quaderno della morte, in grado di uccidere chiunque. Light lo usa per portare giustizia a suo modo, diventando giudice, giuria e boia. Sulle sue tracce si mette però l’altrettanto brillante quanto evanescente detective “L”, ed è nella sfida mentale e psicologica tra i due che la storia dà il suo meglio. Ma quindi se i protagonisti sono due ragazzi, chi è la biondina qui sopra?

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G.T.O. – Great Teacher Onizuka

In un momento di assenza da scuola, cosa c’è di meglio di una bella serie a sfondo studentesco, in cui l’insegnate sembra egli stesso uno studente? Onizuka è una delle serie che più “trasuda giappone”: ci sono tantissimi riferimenti alla cultura pop nipponica, così tanti che è praticamente impossibile coglierli tutti, a meno di non essere degli otaku sfegatati. In mezzo a tutto questo c’è una trama sempre molto divertente, situazioni paradossali e gag a non finire. La critica? Personaggi un po’ stereotipati ed alcuni situazioni un po’ ripetute, che non vanno comunque a minare la portata di una serie unica nel suo genere, che vi farà non solo appassionare alla trama, ma anche ai tantissimi protagonisti.

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Assassination Classroom

Rimaniamo sempre sul tema studentesco, ma con un approccio decisamente diverso da quello di GTO. Che ne direste infatti se il vostro insegnante fosse una specie di alieno (almeno in apparenza) giallo e tentacoloso, dotato di super poteri, in grado di distruggere il mondo, e lo scopo di voi studenti fosse invece quello di ucciderlo (per intascare anche una ghiotta ricompensa)? Questa è, in breve, la trama di Assassination Classroom, una serie decisamente fuori dal comune, che fin dalle prime battute lascia intendere che ci sia sotto più di quanto non sembri, ma non saremo noi a svelarvi che cosa. In ogni caso qualche affinità con Onizuka c’è, soprattutto nel modo in cui Koro-sensei instaura un legame inaspettato con i suoi studenti, e quel velo di mistero di fondo vi farà divorare una puntata dopo l’altra.

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Fullmetal Alchemist: Brotherhood

Esistono vari anime di Full Metal Alchemist, ma Brotherhood è quello più fedele al manga, e pertanto quello che vi consigliamo. Edward ed Alphonse Elric sono due fratelli alchimisti, in grado cioè di manipolare la materia con una sorta di magia. Nulla si crea, e nulla si distrugge, ma tutto trasmuta: potremmo sintetizzare così la cosa. La storia è ambientata agli inizi di un ‘900 ucronico, e fin dall’inizio è chiaro che qualcosa è andato storto, perché ad Edward mancano il braccio destro e la gamba sinistra (sostituiti da una sorta di arti bionici, chiamati automail, che in questo mondo sono piuttosto comuni), mentre Alphonse è un’armatura vuota. L’unico modo per sovvertire la legge di cui sopra, è l’uso della pietra filosofale, grazie alla quale è possibile è possibile creare, senza trasmutare. Ovviamente ottenerla non sarà affatto facile, e nei loro viaggi i due fratelli scopriranno molto più di quanto avrebbero voluto sulla loro stessa famiglia e sul destino della nazione in cui vivono, che sono in qualche modo legati a doppio filo. Avventura, “magia” e tanta azione, ed una trama che non è sempre così scontata come si potrebbe pensare: guardare per credere!

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Daitarn III

Cosa dire di una delle serie cult degli anni ’80? (per essere pignoli risale addirittura alla fine degli anni ’70). Certo, se la paragonate a tutti gli anime citati finora la differenza (non solo grafica) è abissale, ma se vuoi comprendere il presente devi anche conoscere il passato, no? E allora lasciatevi trasportare in un mondo fatto di pantaloni a campana e robot umanoidi (e meganoidi) in pose plastiche, con un’atmosfera di fondo a metà tra 007 e Charlie’s Angels. Nel corso della trama averete modo di conoscere con calma i vari protagonisti, e soprattutto di scoprire il passato di Haran Banjo ed il suo legame con i meganoidi che tanto vuole sconfiggere. 40 episodi di pura nostalgia.

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Neon Genesis Evangelion

Continuiamo con un altro cult, seppure di genere completamente diverso dal Daitarn. È difficile dire qualcosa di Evangelion che non sia già stato detto. Scontri tra mecha (e “angeli”), misticismo, religione, filosofia e tanto altro: c’è un po’ tutto in questa serie, che non manca ancora oggi di far discutere e riflettere. Del resto si parla dell’origine e della fine dell’uomo, tra le tante altre cose. Gustatevela quindi tutta d’un fiato, e poi guardatela di nuovo: siamo convinti che noterete cose che non avevate colto ad una prima visione. Bonus: ci sono anche i due film su Netflix. Il primo è un riadattamento di Death e Rebirth, che a sua volta include spezzoni tratti dagli episodi della serie) e The End of Evangelion, che presenta invece una sorta di finale alternativo.

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Le bizzarre avventure di JoJo

Continuiamo con le serie cult, e con una che è particolarmente difficile descrivere. Iniziamo dicendo che JoJo è immenso: pensate che la pubblicazione del manga è iniziata nel 1987, ed ogni serie dello stesso è dedicata ad un diverso membro della famiglia Joestar, mentre l’ambientazione ed il tempo cambiano di conseguenza. JoJo è quindi il nomignolo dato ai membri di questo “casato”, piuttosto che il nome di un singolo personaggio. Antagonista principale della storia è Dio Brando, un vampiro immortale (originariamente umano, adottato dal padre del protagonista Jonathan Joestar). Questi due assomigliano ad altri personaggi arcinoti dei fumetti nipponici: Ken Shiro (JoJo) e Shin (Dio Brando). La somiglianza è in realtà solo una sorta di tributo/idealizzazione, senza alcuna altra pretesa. La stagione 1, presente su Netflix, si concentra quindi sul legame tra questi due personaggi, ma se volete conoscere tutta la storia della famiglia Joestar, sappiate che questa è solo la punta dell’iceberg. Oltre a questa, c’è anche la terza serie, che segue personaggi e vicissitudini differenti.

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L’ospite indesiderato

Cambiamo genere per spostarci su qualcosa di più adulto, non tanto nel senso erotico quanto violento del termine. In questa serie infatti un gruppo di alieni parassiti invade la terra, inserendosi letteralmente nel corpo di ignari uomini che vengono quindi da essi controllati e mutati in spaventose creature. Shinichi, un giovane ragazzo, ha però la fortuna di scampare questa “possessione”, ma l’alieno che aveva cercato di controllarlo riesce comunque a possedere il suo braccio destro. Shinichi e “Destry” iniziano quindi una simbiotica convivenza, che li porterà anche a lottare contro gli altri alieni, desiderosi solo di eliminare gli umani. Aspettatevi quindi tanto sangue ed un po’ di scene più forti, anche se il manga è decisamente più crudo dell’anime, che invece addolcisce molto anche il rapporto tra i 2 protagonisti.

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Tokyo Ghoul

A Tokyo ci sono i Ghoul, dei non-morti che si nutrono di esseri umani. Il ragazzo protagonista lo scopre a sue spese, quando uno di questi cerca di ucciderlo. Ironia della sorte, saranno gli organi della Ghoul assassina a salvargli la vita, trasformandolo però al contempo in uno di loro, almeno in parte. Le tematiche qui non sono solo quelle dell’horror, ma dell’accettazione del diverso, ovviamente tutto sotto forma metaforica. È un’opera riflessiva, e non solo action, adatta comunque ad un pubblico un minimo maturo.

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South Park

Non è un’anime, ma… è South Park, e su Prime Video ci sono ben 20 stagioni! (Netflix è più pigro: ha un best-of e alcune sporadiche stagioni) Divertente, volgare, “schifoso” ed anche riflessivo a suo modo. South Park è un cartone per adulti, con tematiche molto moderne, che spaziano dall’attualità fino a Scientology (tanto per dirne una). È inutile presentarvelo, dovete solo guardarlo, senza bambini vicino, e sospendendo per un attimo il giudizio sui toni e le situazioni volgari, per vedere cosa c’è al di là di queste.

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