Un piacere da sentire e da guardare: ma a che prezzo? (Recensione JBL Pulse 4)

Un piacere da sentire e da guardare: ma a che prezzo? (Recensione JBL Pulse 4)

Recensione JBL Pulse 4 – Una delle tradizioni di casa JBL è quella degli speaker luminosi, racchiusi sotto il marchio Pulse: nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di provare l’ultimo arrivato della serie e adesso possiamo raccontarvi tutto su JBL Pulse 4.

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Costruzione

Guardando per la prima volta il JBL Pulse 4, mi sono venute in mente le vecchie lava lamp che andavano di moda negli anni ’70. Questo perché, anche se parliamo di uno speaker, è innegabile che la componente luminosa abbia una certa importanza: il Pulse 4 si presenta infatti come un cilindro trasparente da cui ammirare i giochi di luce dei LED al suo interno.

La griglia della cassa è in cima, circondata da un rivestimento gommato che ospita tutti i tasti del dispositivo: quelli per il controllo multimediale (Volume-, Play, Volume+ ), per accensione e accoppiamento Bluetooth, ma anche il tasto JBL Partyboost per collegare pià speaker tra loro e un pulsante per cambiare i giochi di luci.

Sul retro troviamo il connettore USB-C per la ricarica e, subito sopra, una striscia LED che si accende durante la ricarica. Purtroppo non c’è il jack audio e non è previsto alcun metodo di connessione analogica: solo Bluetooht.

Infine, sul fondo troviamo un woofer passivo, che balla a tempo di bassi.

Il rivestimento esterno sembra vetro: non sono sicuro che lo sia davvero, ma in ogni caso trattiene molto le impronte, anche se questo non si nota quando lo speaker è in funzione e le luci celano le ditate.

JBL Pulse 4 è particolarmente pesante: 1,26 kg, decisamente di più della maggior parte dei rivali.

Infine, anche se non si direbbe, il JBL Pulse 4 è completamente impermeabile (IPX7): portatelo pure in piscina senza pensieri, ma attenzione a quando lo tirate fuori, perché è già abbastanza scivoloso di suo e temo non vada molto d’accordo con le cadute.

Funzioni e qualità audio

Il suono di questo JBL Pulse 4 è decisamente gradevole: la qualità è buona e il profilo sonoro tende alle frequenze calde, con medi e bassi al centro della scena. Il volume massimo è davvero altissimo, ma attenzione perché superato l’85%-90% i bassi sembrano perdere qualche colpo. D’altra parte, tranne che per una festa, è difficile che vogliate tenere il volume così alto: personalmente, durante i test, lo avevo sempre intorno al 30%.

Purtroppo manca un equalizzatore: l’app JBL Connect si focalizza sul collegare più casse JBL (in modalità Stereo o Party) e, ovviamente, sui giochi di luci, tratto distintivo di questo particolarissimo speaker. È possibile scegliere tra 4 animazioni (Spirituale, Focolare, Equalizzatore e Onda), più una quinta modalità personalizzata, in cui selezionare tre pattern che vengono ripetuti ciclicamente. Inoltre, per ogni animazione è possibile scegliere il colore, selezionando la tonalità da una tavolozza o aprendo la fotocamera ed inquadrando qualcosa: quest’ultima modalità può essere utile per abbinare il colore delle luci a quello dell’arredamento di casa. Una piccola chicca in merito alle luci: vengono utilizzate anche per indicare il volume, con la barra che si riempie di colore man mano che alziamo.

L’autonomia di JBL Pulse 4 si attesta sulle 12 ore: sicuramente non la migliore del mercato, ma una cifra dignitosa considerando le luci che caratterizzano questo speaker.

Purtroppo questo Pulse 4 non è dotato di microfono: non si può quindi utilizzare per rispondere alle chiamate o per controllare gli assistenti vocali, a differenza del suo predecessore.

Prezzo

JBL Pulse 4 ha un costo di listino di 229€, ma su Amazon si può risparmiare qualche decina di euro e portarselo a casa a circa 195€ (versione nera).

In ogni caso, non si può dire che il costo sia proprio economico: si paga ovviamente la particolarità del prodotto, perché avere uno speaker che illumina anche l’ambienta non è cosa da tutti.

Foto



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