Dal Konami Code agli esports, addio a Kazuhisa Hashimoto

Dal Konami Code agli esports, addio a Kazuhisa Hashimoto

Uno dei fattori che hanno portato allo sviluppo di molti titoli esports è l’abilità con cui i player utilizzano le varie combinazioni di tasti facendone strategie. Sequenze di comandi che conferiscono al proprio avatar delle abilità speciali, o consentono giochi di abilità utili a superare l’avversario. Tra queste ve ne sono alcune che donano aiuti, diciamo… “non convenzionali”. I cosiddetti “cheat”, oggi ottenibili peraltro con modalità anche molto più complesse. Una notizia di cronaca di qualche ora fa ci fa tuttavia tornare a quello che viene ricordato come il più famoso “cheat” della storia videoludica, se non proprio il primo.

A inventare le combinazioni di tasti capaci di regalare prestazioni extra è stato infatti, nel 1986, Kazuhisa Hashimoto, sviluppatore di videogame che all’epoca lavorava alla Konami. A lui, scomparso in settimana ad appena 61 anni (lo ha reso noto Konami tramite la sua pagina Facebook, che riportiamo qui sotto, e più sotto una delle poche immagini di Hashimoto), resterà sempre legata l’idea geniale che fu poi battezzata Konami Code, l’intuizione di una “combinazione” nascosta dietro una sequenza di tasti che inizialmente creava apprezzatissime scorciatoie nella versione da sala giochi di Gradius (titolo sviluppato per il Nintendo Entertainment System, conosciuto come Nemesis fuori dal Giappone), un futuristico sparatutto a scorrimento orizzontale prodotto appunto da Konami nel 1985.

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We are saddened to hear about the passing of Kazuhisa Hashimoto, a deeply talented producer who first introduced the…

Gepostet von Konami am Mittwoch, 26. Februar 2020

In Gradius la sequenza di tasti (su, su, giù, giù, sinistra, destra, sinistra, destra, B, A, Start) permetteva all’astronave “protagonista” del gioco di ottenere qualche decina di vite in più (da 3 a 30), ma la sequenza divenne popolarissima solo con Contra, altro sparatutto pubblicato nel 1987. Da queste prime applicazioni al mondo videoludico lo sviluppo fu di fatto ampissimo, applicato in modo diverso a moltissimi titoli. Sull’abilità di ricordarsi e mettere in pratica sequenze di tasti si basano anche molti titoli esports, e i più abili anche su questo riescono a costruirci una carriera.

Ma questa sequenza di tasti, in particolare, è ricordata forse più per essere il “cheat” più famoso della storia videoludica. La scorciatoia che ti fa vincere in modo non “anticonvenzionale”, infastidendo che prova a mettercela tutta seguendo le regole. La combinazione oggi è ancora presente in molti giochi, utilizzata come easter egg in siti web, così popolare che talvolta è stata citata al cinema e in qualche canzone. Addirittura Google ha ricordato il Konami Code inserendo la famosa sequenza sul retro del controller di Stadia.

Ormai per noi queste cose sono la normalità, ma non era certo così negli anni ’80 del secolo scorso. Le sequenze di tasti sono una forma di linguaggio che combinando elementi semplici (i tasti, in tal caso) consentono di aumentare le possibilità offerte da un insieme di simboli finito (la tastiera, un joypad, come l’alfabeto…). Utilizzando lo stesso principio l’informatica si è riempita di questi “aiutini” talvolta utilissimi. Come il copia/incolla, ad esempio, il cui inventore peraltro, l’informatico Larry Tesler, è mancato a 75 anni proprio alcuni giorni prima di Hashimoto. Un altra piccola/grande mente, la sua, che con curiosità e inventiva, ha reso più semplice e fruibile la tecnologia, cambiando in meglio le nostre vite.

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