Il punto su Stadia, 3 mesi dopo: ho finito tutto Red Dead Redemption 2, e poi? (video)

Il punto su Stadia, 3 mesi dopo: ho finito tutto Red Dead Redemption 2, e poi? (video)

Red Dead Redemption 2 è un gioco che non ha certo bisogno di presentazioni. Abbiamo già recensito sia la versione console, che quella PC, ed oggi chiudiamo idealmente il cerchio con quella per Stadia. Non faremo però l’ennesima recensione di un titolo che già conoscerete, bensì ne approfittiamo per una piccola riflessione sullo stato attuale (e futuro) di Stadia.

Negli ultimi 2 mesi circa ho infatti giocato tutto RDR2 su Stadia, dall’inizio alla fine. Una piccola “impresa” per il sottoscritto, che non ha mai tempo per giocare; un’impresa possibile solo grazie al cloud gaming, che mi ha permesso di catapultarmi nel vecchio west ovunque fossi: in bagno, a letto, in ufficio (di nascosto!), su dispositivi diversi, passando da uno all’altro in un clic. Può sembrare una banalità, ma questa differenza è uno dei più grandi punti forti di Stadia.

Per giocare a Stadia, nella maggior parte dei casi, non dovrete nemmeno installare nulla su PC, perché ci sono già buone probabilità che abbiate un browser basato su Chromium da utilizzare. Ed al contrario di GeForce Now, che ha un’interfaccia ed un sistema di accesso ai giochi ben poco trasparente, su Stadia è tutto banalissimo. Vi collegate al sito, in home avete i giochi in vostro possesso, cliccate sul quadratone di RDR2 e siete online. Non dovete preoccuparvi di aggiornare nulla, di installare nulla (e se pensate che Read Dead occupa oltre 100 GB su PC, capirete il non indifferente vantaggio).

Ho avuto vari portatili diversi tra le mani in questo periodo, ed ogni volta mi è bastato avviare il browser e giocare, per godere della stessa, medesima esperienza. E quella volta in cui la batteria di un dispositivo mi ha abbandonato all’improvviso, ne avevo un altro lì vicino nel quale mi è bastato far partire Stadia per ritrovare il gioco esattamente dove lo avevo lasciato, prima che il device precedente si spegnesse.

Giochi dove vuoi e “in silenzio”: la potenza del cloud gaming

In tutto questo c’è un altro aspetto importante da considerare, almeno per me: il silenzio. PC gaming è sinonimo di rumorose ventole, cloud gaming no. Potevo giocare a Stadia senza bisogno di collegare il PC all’alimentatore e soprattutto senza che partisse alcuna ventola, con mio figlio piccolo che magari dormiva lì a fianco. Se il gioco fosse stato in locale sul mio notebook, non avrei mai potuto fare una cosa del genere.

E sto sottolineando quelle che possono sembrare delle banalità, perché si sono rivelate proprio il contrario. Sono ciò che mi ha permesso di finire Red Dead Redemption 2, laddove con un sistema di gioco tradizionale (PC o console che sia) non avrei avuto la possibilità di giocarci con la libertà di cui ho invece goduto. E per chi abbia poco tempo e modo di giocare, poterlo fare con meno condizioni possibile fa una grande differenza. Detto questo però, c’è purtroppo ancora un rovescio della medaglia.

Anzitutto la cosa più penalizzante: lag, ritardi, scatti, rallentamenti. Chiamateli come volete, ma sono una cosa che dovrete mettere in conto. Se siete sotto una buona connessione (ci vogliono 20 Mbps per il full HD e circa 35 Mbps per il 4K), se non avete altri servizi che possano rallentarvi, se tutta la vostra linea è dedicata solo e soltanto a Stadia, godrete di un’ottima esperienza di gioco. Peccato che, anche in queste condizioni ideali, in qualsiasi momento e senza alcuna avvisaglia potrebbero comunque esserci degli scatti imprevisti.

È una cosa che ho sperimentato più e più volte: mezz’ora di gioco liscia, perfetta, e poi quei 2-3 scatti che mi hanno fatto mancare il bersaglio. Tollerabili? In giochi come RDR2 sì, ma se steste giocando una competitiva ad Overwatch magari non la prendereste altrettanto con filosofia. Dipende insomma anche dal gioco, e dalla vostra pazienza.

Non è solo un fatto di velocità di connessione, purtroppo

E se poi la connessione dovesse “fare le bizze” per qualsiasi ragione (succede più spesso di quanto si potrebbe pensare, soltanto che normalmente non è detto che ve ne accorgiate), le cose peggioreranno di conseguenza. Pensateci un attimo: quando guardate un contenuto in streaming, state in realtà guardando un buffer, che prima di svuotarsi impiegherà svariati secondi; buffer che nel cloud gaming non esiste. Ed anche quando state giocando ad un MMORPG, la quantità di dati che scambiate è talmente esigua, che se anche la vostra fibra fosse un po’ congestionata, è possibile che non notiate la differenza. Con Stadia tutto ciò non vale: non ci sono buffer/cuscinetto e la connessione stessa non può permettersi pause, altrimenti non riuscirà più a stare dietro al gioco. E purtroppo questo aspetto è indipendente da Google e da Stadia, e di non facile risoluzione.

Riguardo la qualità grafica, anche senza volersi addentrare nel discorso 4K (che al momento annoveriamo ancora tra le promesse non mantenute di Stadia), siamo di fronte ad una soluzione altalenante. In condizioni ideali (vedi sopra) e “diurne”, abbiamo apprezzato l’enorme dettaglio sui volti dei protagonisti e la cura nel paesaggio, a tratti quasi foto-realistica. Però gli artefatti da compressione ci sono, e sono qualcosa da mettere in conto, perché non ci sarete abituati. Non vedrete artefatti da compressione giocando normalmente su PC o console; li vedrete guardando un filmato su YouTube, e dato che Stadia è di fatto uno streaming video, li troverete anche su Stadia, in particolare in notturna o comunque in scene molto buie, dove sono più evidenti.

La qualità c’è, ma non sempre si vede

Lo stesso dettaglio di cui abbiamo parlato prima non è poi una costante immutabile; ed anche questa è una differenza importante rispetto al gioco in locale. Quando giocate su PC e console, una volta fissate risoluzione e impostazioni grafiche, la qualità di ciò che vedrete sarà quella, immutabile per tutto il gioco; su Stadia no. In alcuni casi, anche senza scomodare rallentamenti, scatti o lag, la grafica del gioco stesso è diventata più impastata, meno pulita e definita. Non c’è un indicatore di risoluzione, qualcosa che vi dica, istante per istante, a che risoluzione/framerate sta girando Stadia, però la differenza si percepisce, soprattutto andando a rivedere le sessioni di gioco che ho registrato. Tra alcune scene ed altre c’è infatti una chiara differenza nella resa dei personaggi, un downscaling più o meno evidente, che non ha compromesso l’esperienza di gioco in quel momento, rendendola però ancora più lontana da quello che sarebbe il traguardo ideale.

A chi serve davvero Stadia Pro?

E questo è il principale motivo per il quale, al momento, l’abbonamento a Stadia Pro perde appeal. Al di là dei giochi in omaggio e degli sconti che di volta in volta si trovano sullo store per i soli utenti Pro, doveva essere la qualità grafica a fare la differenza; ma così non è. Già adesso restare stabili sul full HD a 60 fps non è scontato, alla luce di quanto descritto sopra, e per di più non tutti i titoli per Stadia sono comunque in grado di girare in 4K (Google ha sbolognato la patata ai publisher, ma non è così che si fa, non quando tu stesso avevi promesso questa risoluzione prima del lancio). Inoltre, al momento, potete giocare in 4K solo con Chromecast Ultra, mentre il supporto a Chrome è in lento arrivo

Stando così le cose, al momento Stadia free ha praticamente lo stesso appeal della versione Pro (o viceversa), ed è due volte un peccato: significa che la formula scelta non si è rivelata efficace né all’altezza del suo costo. Detto questo, è pur vero che di alternative al momento se ne contano ben poche, pertanto continueremo a tenere sott’occhio l’evoluzione di Stadia, e dei suoi concorrenti, per capire se il 2020 sarà o meno l’anno di consacrazione del cloud gaming. Del resto non sarebbe la prima volta che l’industria sembra pronta ad una rivoluzione, senza poi riuscire a giungerci davvero nei tempi previsti (vedi realtà virtuale, pieghevoli, ecc.).



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