I ricavi miliardari di YouTube cosa ci dicono sul futuro degli eSports?

I ricavi miliardari di YouTube cosa ci dicono sul futuro degli eSports?

YouTube ha ricavato oltre 15,2 miliardi di dollari nel 2019, soprattutto grazie alla pubblicità e all’enorme base di utenti in tutto il mondo. Una cifra importante, che può dare una forte indicazione su come evolveranno i diritti televisivi degli eSports. Come l’accordo tra Activision Blizzard e Google ha mostrato (si parla di una stretta di mano da 160 milioni di dollari), i diritti di trasmissione saranno un importante veicolo di remunerazione per gli sport elettronici, esattamente come oggigiorno lo sono per gli sport tradizionali. Ma fino a che punto?

RICAVI – “I diritti televisivi sono di gran lunga la più promettente fonte di ricavi per la maggior parte degli attori dell’ecosistema degli eSports”, commenta Michael Heina, a capo della divisione eSports di Nielsen per Europa e Medio Oriente. I margini di crescita sono elevatissimi poiché attualmente i diritti di trasmissione “non rappresentano una grande porzione dei ricavi di un editore o di un’organizzatore di tornei”. Parlando di sport elettronici, il pensiero va a piattaforme come YouTube, Twitch e Mixer, ma la verità è che la TV tradizionale è dietro l’angolo. È rimasta a guardare gli eSports a lungo e presto potrebbe attaccare. “Specialmente con la TV tradizionale che entrerà sempre di più in questo settore, la concorrenza aumenterà. Il che probabilmente porterà a un aumento dei costi per i diritti”, secondo Heina.

SCENARIO – Ciò che sta accadendo negli eSports non è diverso da quanto accaduto molti anni fa per gli sport tradizionali. Molto tempo prima che le pay TV comprassero in esclusiva i diritti e li concedessero agli spettatori solo dietro il pagamento di un abbonamento mensile, le trasmissioni sportive in diretta erano gratuite. “Ciò è cambiato con le pay TV e le persone si sono adattate all’idea di dover pagare per guardare i contenuti sportivi e di avere un panorama televisivo frammentato rispetto a prima” ricorda Heina. Il risultato, almeno per i detentori dei diritti, è stato scontato: i ricavi per i diritti di trasmissioni sono aumentati. Basti pensare alla cifra mostruosa che hanno dovuto pagare Sky e DAZN per i diritti triennali della Serie A: 973 milioni di euro. E alla successiva asta potrebbe superare il miliardo di euro. Anche per alzare il valore dei diritti esportivi, Heina prevede che ulteriori accordi di trasmissione esclusivi, come quello tra Activision Blizzard e YouTube, “saranno necessari”.

FUTURO – Sembra praticamente inevitabile. Man mano che l’industria degli eSports crescerà, anche l’idea di una trasmissione frammentata diventerà normale: la Call of Duty League su YouTube e, magari, il torneo di League of Legends su Twitch e il circuito di Counter-Strike: Global Offensive su un canale sportivo statunitense. Oggi invece le trasmissioni degli eventi di eSports avvengono per lo più gratuitamente sulle principali piattaforme video senza grosse restrizioni, salvo sporadici accordi. “L’idea che un torneo sia trasmesso unicamente su Mixer, YouTube, Twitch o in TV, potrebbe essere qualcosa a cui gli appassionati dovranno abituarsi” prevede Heina.

 

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