Il Gran Turismo World Tour ricomincia da Takuma Miyazono

Il Gran Turismo World Tour ricomincia da Takuma Miyazono

Dopo Europa, Stati Uniti e Giappone, è toccato al continente australiano fare da cornice all’inizio della nuova stagione del Gran Turismo World Tour, secondo la consolidatissima formula delle due competizioni separate: Ka Manufacturers Cup il sabato e Nations Cup la domenica. Ecco come si sono svolte le gare (commentate anche quest’anno da Emilio Cozzi e Andrea Facchinetti), che hanno visto i migliori piloti virtuali del mondo impegnarsi per staccare un biglietto per la finalissima di fine anno a Monaco.

PARTENZA COL BOTTO – Si è iniziato col sabato dedicato al costruttori e la BMW è sembrato voler mettere le cose in chiaro su chi voglia portarsi a casa il titolo quest’anno. Forte di piloti di alto livello come Nicolas Rubilar, Coque Lopez e Randall Haywood, la marca tedesca ha regolato Audi e Porsche durante le semifinali e la finale, sfruttando la grande abilità dei suoi piloti nell’uso delle gomme soft. Nel primo caso è partita con gomme dure e poi ha rimontato grazie a una guida alla dinamite di Coque Lopez. Nel secondo, invece, ha fatto tutto Nicolas Rubilar: con una mossa che non aveva convinto piloti e addetti ai lavori, BMW era stata l’unica a usare gomme soft su una pista che non permetteva il minimo errore quale Mount Panorama. Il cileno ha stracciato la concorrenza con un primo stint in grado di rifilare 22 secondi ai diretti inseguitori, lasciando a Lopez e Halwood una passeggiata sulle gomme medie per portare casa l’evento australiano.

IDOLO DI CASA– Altrettanto bella è stata la sfida per la Nations Cup ma qui il risultato è stato tirato allo spasimo in una finalissima che verrà ricordata tra le più combattute di sempre. Il nostro Salvatore Maraglino ha fatto molto bene in semifinale con piloti del calibro di Baptiste Beauvois, Rayan Derrouiche, Coque Lopez, Adam Suswillo, Jonathan Wong, Daniel Solis e Tatsuya Sugawara. Ma sono stati Takuma Miyazono e Cody Latkovski a dare spettacolo con strategie diverse che prevedevano comunque le tre soste per tutti a bordo di quel missile aerodinamico che è la X2019. Alla fine ha avuto ragione proprio il giapponese Miyazono, che con i suoi due stint con gomme soft ha passato Latkovski a tre giri dalla fine, dopo aver montato tutte le mescole. Il vantaggio del pilota giapponese si è rivelato risicatissimo, visto che nel finale Cody si è rifatto sotto con un arrivo al fotofinish da 32 millesimi di secondo (e una toccatina) che non gli hanno permesso di portare a casa né la prima vittoria stagionale, né la tranquillità di arrivare di diritto alla finalissima.

PIRATA RITROVATO – Poco male: dal 22 al 23 maggio ci sarà ancora l’occasione per brillare in quel del Nurburgring in occasione della 24 ore tedesca. Noi stiamo già incrociando le dita per i nostri portacolori: a Sidney c’erano un ritrovato Salvatore Maraglino (pareva prossimo al ritiro alla fine della scorsa stagione e invece…) e Valerio Gallo. Ma siamo sicuri che anche Giorgio Mangano, assente da Sidney per motivi personali, vorrà tornare al più presto su un palcoscenico così prestigioso.

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