In Cina il mercato degli smartphone piange, in India ride, ma Apple gongola ovunque grazie a iPhone 11 (foto)

In Cina il mercato degli smartphone piange, in India ride, ma Apple gongola ovunque grazie a iPhone 11 (foto)

Canalsys, la nota azienda specializzata in analisi di mercato, ha pubblicato i risultati dei due dei mercati internazionali più grandi e importanti al di fuori di USA e UE. Cina e India riportano due tendenze opposte anche se in tutti e due i Paesi l’ormai prossimo avvento del 5G ha avuto una pesante influenza sull’andamento delle spedizioni. Ma vediamo i numeri in dettaglio.

In Cina l’ultimo trimestre del 2019 (ottobre-dicembre) ha visto i numeri crollare del 15% attestandosi a 85,3 milioni di telefoni spediti. Questa tendenza sembra ormai consolidata, visto che è stata registrata per l’undicesimo trimestre consecutivo, segnando quindi una saturazione analoga a quella dell’Occidente soprattutto nei segmenti dei dispositivi di fascia media e dei top di gamma.

L’intero 2019 ha registrato 369 milioni di unità spedite in diminuzione del 7% rispetto al 2018. Le spedizioni sono andate male anche nella stagione delle feste principalmente a causa della bassa richiesta di telefoni 4G (in vista dell’avvento dei modelli di prossima generazione). In quest’ottica è esemplare la situazione di Huawei: possiede il 78% del mercato 5G, ma i ricavi dei telefoni 4G rappresentano ancora la fetta più importante.

La classifica dei produttori è tutta in negativo: Huawei mantiene il primo posto (da sola rappresenta il 39% del mercato) pur passando da +11% a fine 2018 a -20%. Il resto del podio è occupato da Oppo (-25%) e Vivo (-29%), seguite da Xiaomi quinta. Apple invece ha registrato il suo miglior risultato degli ultimi 2 anni con un moderato -12% e 10 milioni di pezzi spediti, soprattutto grazie ad iPhone 11 che è stato il top seller tra i telefoni 4G.

Per il futuro gli analisti Canalsys vedono determinante la sfida del 5G: la competizione tra i produttori è già molto agguerrita e lo sarà ancora di più nel 2020. Per l’anno in corso è prevista la spedizione di circa 150 milioni di unità 5G, ma il coronavirus rappresenta una grande incognita e potrebbe avere un impatto profondo sull’industria e sul mercato.

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Anche il mercato indiano risente di un certo calo, ma al contrario di quanto avviene in Cina, i suoi numeri rimangono parecchio positivi: l’ultimo trimestre del 2019 ha segnato un bel +14% e 39 milioni di unità spedite, mentre nel corso di tutto l’anno le spedizioni sono aumentate dell’8% raggiungendo 148 milioni di unità.

Xiaomi risulta il primo produttore con 42,9 milioni di pezzi spediti (+13% nel Q4), Samsung è secondo e in netto calo a -7% a 8,1 milioni di unità nell’ultimo trimestre (32,3 milioni di pezzi spediti nel 2019 contro 35,4 nel 2018). Terza, quarta e quinta posizione sono occupate da un terzetto di aziende del gruppo BBK: Vivo (+72% con 24,7 milioni di spedizioni), Realme quarto (con una crescita da record nell’ultimo trimestre: +473%) e Oppo  (+44% con 16,1 milioni di unità spedite).

Vivo in particolare sta insidiando sempre più da vicino Samsung e, se la tendenza dovesse continuare, presto potrebbe effettuare uno storico sorpasso. In sesta posizione troviamo Apple con 2 milioni di telefoni spediti, il suo miglio risultato di sempre nel subcontinente. Anche qui la famiglia iPhone 11 ha venduto benissimo segnando un +200% con 925.000 unità.

iPhone 11 in particolare è stato il nuovo modello più economico di iPhone in vendita nel Paese e, anche grazie a partnership mirate, è riuscito a fare concorrenza a Samsung e OnePlus come valida alternativa nella stessa fascia di prezzo. In generale le aziende cinesi sono state spinte dai canali online che però sono una lama a doppio taglio: così come crescono rapidamente, possono calare improvvisamente.

Per il futuro gli analisti di Canalys stimano crescita attesa di +8% e 160 milioni di unità spedite. Le prospettive sembrerebbero quindi rosee, ma in realtà sono le più basse degli ultimi sei anni. In India uno dei fattori chiave sarà l’atteso, ma ancora incerto, abbassamento delle tasse statali sugli smartphone. Tra le altre questioni determinanti c’è da tenere conto anche della necessità da parte delle compagnie telefoniche di denaro per finanziare il passaggio al 5G e l’avvento di possibili dazi sulle importazioni.

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