Cloud gaming: Nvidia sfida Stadia con GeForce Now

Cloud gaming: Nvidia sfida Stadia con GeForce Now

Il cloud gaming è una tecnologia che ha visto i suoi albori all’inizio del decennio scorso ma che solo ultimamente è tornata sulla cresta dell’onda. Merito della diffusione della banda larga e del concetto di cloud basato su enormi server che permettono a chiunque di connettersi con qualsiasi dispositivo in grado di ricevere video in alta definizione. In questo modo è possibile giocare da remoto a titoli che richiederebbero la potenza di calcolo dei PC o delle console che normalmente abbiamo in casa.

ESPERTI DI MARKETING – Google Stadia ha lanciato il suo servizio due mesi fa mentre Nvidia ha concluso giusto l’altro ieri la beta di GeForce Now. È stato un lungo periodo, servito a rimodulare la sua proposta per proporla al pubblico europeo e americano. Non serve essere esperti di marketing per capire che l’obiettivo di Nvidia è quello di aggredire il mercato con un offerta che, sulla carta, pare avere una serie di vantaggi non di poco conto rispetto a quella di Google. Si parte dal prezzo di 5,49 euro per i primi dodici mesi di abbonamento: un’offerta irresistibile per la Founder Edition che prevede anche accesso prioritario, la possibilità di attivare il Ray Tracing nei giochi che lo supportano, fino a sei ore di gioco giornaliere e un periodo di prova gratuito di tre mesi. 

TEMPI DI ATTESA Da non sottovalutare è anche la possibilità di accedere all’abbonamento gratuito ,che permette di giocare per un’ora al giorno senza particolari differenze dal punto di vista qualitativo rispetto alla versione a pagamento. A creare qualche grattacapo potrebbero essere i tempi di attesa visto che la priorità della sessione, com’è logico attendersi, sarà data al pubblico pagante. Ma il vero punto di forza dell’offerta di Nvidia riguarderà la consistenza del catalogo dei giochi utilizzabili sulla piattaforma.

PARTITA A TRE – Sottoscrivendo l’abbonamento, come per Stadia, saranno disponibili un numero consistente di titoli gratuiti, ma il grosso dell’offerta deriverà dalla possibilità di giocare da remoto i titoli già posseduti sui più comuni servizi di digital delivery come Steam di Valve, Uplay di Ubisoft e Battle.net di Activision Blizzard. È su questo campo che si giocherà la partita tra i due colossi americani per il predominio del gioco in streaming dei prossimi anni. Una partita a cui anche Microsoft, con il suo Project xCloud, ha dimostrato di voler partecipare.

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