Il Coronavirus costringe la Cina a rinviare diversi tornei di eSports

Il Coronavirus costringe la Cina a rinviare diversi tornei di eSports

La diffusione del Coronavirus sta mettendo in crisi l’intero pianeta e condizionando le abitudini di molti di noi. E mentre gli stati riducono la libera circolazione dei cittadini, anche le organizzazioni di eSports prendono le contromisure.

Coronavirus

RINVII – Alibaba Sports, per esempio, ha annunciato di aver cancellato le finali di Macau del World Electronic Sports Games di febbraio. Tencent ha rinviato le finali di CrossFire e CrossFire Mobile a data da destinarsi. Anche il campionato primaverile di League of Legends (LPL) sarà posposto, così come l’inizio della Development League. Anche la controparte coreana, la League of Legends Champions Korea (LCK) subirà delle modifiche per paura del virus: le partite saranno giocate senza pubblico dal vivo. Ed è infine notizia di oggi che sono saltate anche le Playerunknown’s Battlegrounds Global Series (PGS).

BENEFICENZA – Contemporaneamente le grandi aziende di videogiochi stanno organizzando anche campagne di aiuti davvero importanti. Il colosso Tencent (Arena of Valor, Clash Royale, PUBG Mobile) ha donato l’enorme somma di 43,5 milioni di dollari per aiutare le organizzazioni mediche operanti a Wuhan, la città dalla quale si è diffuso il virus. Il publisher NetEase (Pokémon Quest, Fantasy Westward Journey) ha donato 14,5 milioni di dollari a fondazioni dedite a combattere il virus. Le piattaforme di livestream DouYu e Huya investiranno rispettivamente 1,45 milioni e 1 milione di dollari. Anche il Team Aster, i Liquid e il giocatore professionista Zihao “Uzi” Jian hanno donato in base alle loro disponibilità alle diverse associazioni operanti a Wuhan.

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