Recensione Logitech G PRO X cuffie gaming: la buon vecchia soluzione cablata (foto)

Recensione Logitech G PRO X cuffie gaming: la buon vecchia soluzione cablata (foto)

Si chiamano Logitech G PRO X, un nome che potrebbe causare un po’ di confusione considerato che c’è una tastiera meccanica che abbiamo recensito di recente con lo stesso identico nome. Sul resto però è difficile fare confusione: le G PRO X sono uno tra i più completi modelli di cuffie gaming che abbiamo avuto modo di testare. Ve le avevamo suggerite anche nella nostra rubrica dedicata ai regali di Natale, e dopo diverse settimane di utilizzo siamo pronti a darvi il nostro giudizio finale.

Confezione

Possiamo dire senza troppi giri di parole che non manca davvero nulla. Cuffie, padiglioni di riserva ricoperti in tessuto traspirante, custodia per trasportarle, cavo aux con telecomando, altro cavo aux per mobile con microfono e pulsante per rispondere al telefono, DAC USB per l’utilizzo su PC, microfono removibile e uno sdoppiatore aux. Ci sono in commercio cuffie anche molto più costose che non possono dire di vantare una dotazione del genere. Tanto di cappello a Logitech.

Costruzione ed ergonomia

Da un punto di vista costruttivo si tratta di un modello particolarmente solido. Il telaio è realizzato con un mix di alluminio e acciaio. Non mancano parti in plastica (gommata), ma la qualità è comunque molto alta. I padiglioni sono ancorati direttamente al telaio metallico. Si muovono solo in due direzioni, ma si adattano comunque bene alla forma della testa. Sulla parte esterna i padiglioni presentano un elegante disco metallico con zigrinature concentriche e il logo G. I cuscinetti, come già accennato, sono disponibili in due diversi materiali. Quelli già montati sulle cuffie sono ricoperti in simil-pelle, mentre quelli sostitutivi sono in velour traspirante. Al loro interno nascondono un’imbottitura in memory foam che si è dimostrata ottima anche per sessioni di gioco/lavoro prolungate. Anche l’archetto vanta abbondante imbottitura in memory foam e una copertura in simil-pelle.

I padiglioni sono sprovvisti di comandi di alcun tipo. Su quello sinistro troviamo però i due jack, uno per l’inserimento del cavo aux, l’altro per il microfono removibile. Da questo punto di vista si tratta di un modello molto classico, senza troppi fronzoli ma comunque sufficientemente elegante e vistoso al punto giusto. C’è da dire che sono più “stringenti” di altri modelli: una volta indossate si sentono saldamente ancorate alla testa, e calandole all’altezza del collo si può sentire la pressione dei padiglioni dettata probabilmente dalla rigidità della struttura in acciaio e alluminio. Qualche specifica fisica prima di continuare:

  • Lunghezza: 138 mm
  • Larghezza: 94 mm
  • Altezza: 195 mm
  • Peso (senza cavo): 320 g
  • Lunghezza cavo PC: 2 m
  • Lunghezza cavo per dispositivi portatili: 1,5 m
  • Sdoppiatore per PC: 120 mm

Il peso non è così elevato (ci sono modelli che sfiorano i 500 grammi) e come già detto, grazie anche alle imbottiture, le cuffie risultano comode anche dopo sessioni prolungate di utilizzo. Come di consueto le abbiamo utilizzate giornalmente sia in ambito lavorativo che videoludico per diverse settimane. I cavi sono sufficientemente lunghi ed entrambe le varianti (PC, mobile) vantano un telecomandino dotato di bilanciere del volume e pulsante per mutare il microfono. Quest’ultimo presenta una struttura piuttosto classica con un paravento ed un cavo protetto da una struttura metallica flessibile che permette di angolarlo a piacimento. Molto buono l’isolamento sonoro offerto dai padiglioni, complice anche la struttura metallica che tende a tenerli premuti alle orecchie.

Funzionalità e qualità audio

Cosa hanno di particolare le G PRO X di Logitech? Una delle tante caratteristiche potreste averla intuita dal contenuto della confezione. Per l’utilizzo su PC è infatti possibile sfruttare un DAC USB che, sulla carta, offre un’elaborazione dei segnali ben diversa da quella offerta con un utilizzo standard. Utilizzandole senza il DAC, su piattaforme diverse dal PC quindi (noi le abbiamo testate su ASUS ROG Phone 2, PS4 e Nintendo Switch), il volume massimo risulta più basso, la tridimensionalità del suono è molto meno accennata (quasi del tutto assente) e i bassi sono molto meno accentuati. Il suono risulta sicuramente più bilanciato e comunque di alta qualità, ma si perde quel vantaggio lato gaming (e multimediale) che si avrebbe sfruttando appunto il DAC.

Con il DAC inserito si apre un mondo di possibilità. Serve obbligatoriamente G Hub, il software proprietario di Logitech, per gestire il tutto, ma è davvero male di poco. Dal software è possibile accedere ad una serie di profili audio EQ ottimizzati in collaborazione con alcuni dei più importanti atleti eSport del mondo o, ovviamente, realizzarne di propri con un classico editor di equalizzatori. Tramite il tasto Sfoglia è anche possibile provare e scaricare i profili audio degli utenti Logitech di tutto il mondo. Ce ne sono vari realizzati per giochi specifici (CS:GO, Apex Legends, Rainbow Six), o altrimenti potete andare sul semplice e selezionare ad esempio quello per gli FPS o quello per i MOBA. Il vantaggio di avere il DAC è che è anche possibile memorizzare tali impostazioni in modo da averle sempre con sé portandosi cuffie e DAC in trasferta.

Nel sotto menù acustica troviamo invece tutte le impostazioni relative all’audio tridimensionale. Le cuffie di Logitech possono contare su DTS HEADPHONE:X 2.0: è quindi possibile attivare l’audio surround a 7.1 canali che, tra le altre cose, va a potenziare i bassi. È persino possibile potenziare o indebolire il suono in arrivo da una delle sette direzioni. Anche senza scomodare appositi motori di vibrazione, con file video o con determinati giochi, i bassi al volume massimo fanno leggermente vibrare la struttura delle cuffie. Si tratta di una vibrazione lieve, non appunto a livello di modelli dotati di soluzioni specifiche per la vibrazione come ad esempio le MSI Immerse GH50.

La spinta sui bassi, come specifichiamo sempre, è ovviamente pensata per favorire il pubblico gaming. In ogni caso, sia tale favoritismo sui bassi che l’audio 3D sono perfetti anche per la fruizione di contenuti multimediali, musica esclusa. In ogni caso, con la spunta Audio Surround attiva le cuffie suonano proprio in modo diverso. La direzionalità del suono è davvero incredibile, e si apprezza facilmente anche grazie al test integrato in G Hub. Per sentire la differenza il test va ripetuto con e senza DAC e con la spunta attivata e disattivata. I nostri altri test, oltre che con vari videogiochi, sono stati effettuati con i file video Dolby_Amaze_Lossless-ATMOS-thedigitaltheaterIMAX Countdown – Sonic Anthem (Celebrate 1000 Theaters) LOSSLESS. Se vi interessano altri test simili sul sito linkato ne trovate molti altri.

Il volume massimo con il DAC inserito aumenta davvero molto. Il suono non distorce neanche spingendosi al massimo (o quasi). Come già accennato in generale il suono propende verso i bassi, senza però risultare così sbilanciato da compromettere l’ascolto. Per la musica è sufficiente disabilitare l’audio surround: la resa è più che discreta anche in questo campo. Anzi, proprio con il DAC anche l’audio derivante dalla riproduzione di musica risulta più corposo e avvolgente. In generale se le usate su PC è preferibile non fare a meno del DAC in qualsiasi contesto di ascolto. A facilitare la resa audio delle cuffie ci sono anche i driver da 50 mm realizzati con un esclusivo sistema di costruzione a rete ibrida di casa Logitech. Ecco le caratteristiche tecniche delle cuffie:

  • Driver: PRO-G da 50 mm con materiali ibridi intrecciati
  • Magnete: neodimio
  • Risposta in frequenza: da 20 Hz a 20 kHz
  • Impedenza: 35 ohm
  • Sensibilità: 91,7 dB SPL a 1 mW e 1 cm

In generale quindi l’audio è piacevole anche senza DAC, ma è proprio con questo accessorio che dà il meglio di sé. Con l’audio surround attivo si sente molto la differenza in ambito gaming o multimediali. Un accessorio davvero gradito, specialmente considerato che memorizza anche i profili audio al suo interno.

Microfono

Il microfono merita menzione a sé stante. Quello presente nelle G PRO X sfrutta infatti tecnologia BLUE VO!CE. In questo modo si hanno a disposizione vari filtri vocali in tempo reale pensati per ridurre il rumore e per fornire maggior dettaglio alla voce. Provare per credere: è proprio G Hub, nell’apposito pannello dedicato al microfono, che permette di registrare e riascoltare clip audio per testare tutte le varie impostazioni e i loro effetti sulla resa del dispositivo.

  • Rilevamento microfono: Cardioide (unidirezionale)
  • Tipo: condensatore a elettrete
  • Dimensione: 6 mm
  • Risposta in frequenza: da 100 Hz a 10 kHz

Anche in questo caso vengono in nostro soccorso vari preset realizzati in collaborazione con squadre esport. Se invece amate personalizzare al massimo l’esperienza c’è di che impazzirci. Si va dalle regolazioni del guadagno in ingresso e del livello di uscita fino alla regolazione di compressore, limitatore e riduzione del rumore.

La voce risulta davvero cristallina come promesso dalla scheda tecnica, anche in caso di caos derivante da match online particolarmente concitati. Se cercate un modello di cuffie gaming dotato di un microfono (e di un software) ad alti livelli potreste aver trovato quello che fa per voi.

Prezzo

Il prezzo di listino ammonterebbe a 134,99€, ma su Amazon, come vi segnalammo anche a Natale, si trovano da tempo a 106,99€. Ci viene quindi da valutarle con questo ultimo prezzo in mente. E a questo prezzo, considerato il contenuto della confezione, la qualità audio, del microfono, la comodità e tutte le caratteristiche evidenziate finora, ci sembrano un ottimo affare.

Acquisto

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