Soundcore Liberty 2 e Liberty 2 Pro: il salto di Anker?

Soundcore Liberty 2 e Liberty 2 Pro: il salto di Anker?

Soundcore è un brand di Anker che ho letteralmente visto crescere: recensisco auricolari e speaker di quest’azienda da anni e, col passare del tempo, ho apprezzato i costanti miglioramenti dei dispositivi che portano qussto marchio.

I nuovi Soundcore Liberty 2 e soprattutto Soundcore Liberty 2 Pro sembrano essere il salto in avanti dell’azienda. Sarà davvero così? Scopriamolo in questa recensione.

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Confezione

Il contenuto delle confezioni di Soundcore Liberty 2 e Soundcore Liberty 2 Pro è praticamente identico, ed è qualcosa da cui molti produttori avrebbero da imparare. All’interno della scatola, oltre agli auricolari, il case di ricarica e un cavetto USB – USB-C, troviamo ben 6 paia di gommini aggiuntivi (per un totale di 7 dimensioni: XS, S, M, M+, L, L+, XL) e 2 paia di alette aggiuntive (per un totale di 3 dimensioni: S, M, L).

Con tutta questa scelta, è praticamente impossibile non trovare gli adattatori più indicati per le proprie orecchie.

Costruzione e comodità

Liberty 2 a sinistra, Liberty 2 Pro a destra

Partiamo come sempre analizzando il case: le due custodie di ricarica di Soundcore Liberty 2 e Liberty 2 Pro sono letteralmente identiche per dimensioni e formato. L’unica differenza tra le due è la colorazione: le Liberty 2 sono di colore nero lucido e vagamente brillante, liscio e scivoloso al tatto; al contrario, le Liberty 2 Pro sono di un grigio scuro opaco.

Tra i due preferisco decisamente il case delle Liberty 2 Pro, che risulta più gradevole al tatto e trattiene meno le impronte.

Le dimensioni non sono contenute, anzi: la custodia è tra le più grandi che ci sia mai capitate tra le mani (solo Creative Outlier Air e Sony WF-1000XM3 la battono per ingombranza).

Mi è piaciuto molto il sistema di apertura, che sembra ben solido: basta un tocco col pollice per far scorrere il coperchio e svelare l’interno, mostrando gli auricolari e la ricarica residua della custodia (tramite i tre LED frontali).

Proprio come il case, anche le cuffiette sono piuttosto grosse, ma nonostante tutto non le ho trovate scomode. Nonostante ad una occhiata i due modelli possano sembrare identici, in realtà le Liberty 2 sono impercettibilmente più spesse (questione di mezzo millimetro): online c’è chi si lamenta della comodità di queste ultime rispetto alla variante Pro, ma sinceramente non ho notato grosse differenze in termini di comfort. Entrambe risultano più comode di quanto non si potrebbe immaginare guardandole,  ma dopo una manciata d’ore di ascolto continuo viene voglia di toglierle per liberare un po’ le orecchie (come qualsiasi altro modello di auricolari in-ear).

Inoltre, le alette in gomma conferiscono una grande stabilità, che permette di utilizzarle senza problemi anche per correrere o allenarsi in palestra.

A proposito di allenamenti, non dovete temere il sudore: entrambe le cuffie, infatti, sono certificate per resistere ai liquidi. Curiosamente, le Liberty 2 (modello più economico) hanno certificazione IPX5, mentre le Liberty 2 Pro hanno “solo” certificazione IPX4.

Funzioni e qualità audio

Liberty 2 a sinistra, Liberty 2 Pro a destra

Il rapporto tra qualità audio e prezzo è sicuramente uno dei punti forti per entrambi i modelli: tanto sulle Liberty 2 che sulle Liberty 2 Pro, l’audio è davvero notevole in relazione al costo (specialmente considerando il prezzo promozionale a cui si trovano spesso questi due modelli di auricolari).

Le Liberty 2 (99€ di listino, 69€ in promozione) suonano abbastanza bene, direi meglio della maggior parte della concorrenza nella fascia di prezzo: spiccano certamente i bassi, vibranti ma puliti, che riescono a reggere anche il difficile intro di Hyper-ballad di Björk. Si poteva fare qualcosa in più sulle frequenze medie, che risultano poco brillanti. Nel complesso, comunque, un suono più che dignitoso.

Ma la vera sorpresa sul fronte sonoro sono le Liberty 2 Pro: con questo modello Anker fa davvero il salto di qualità per la resa dell’audio.

Le Liberty 2 Pro hanno un suono davvero notevole, pieno di dettagli e con un soundstage che non è facile trovare su degli auricolari true wireless, ampio e gradevole. Un altro dettaglio che sottolinea la bontà di queste cuffie: anche in pezzi molto rumorosi, come ad esempio il ritornello (minuto 1.00 circa) di  That’s when I reach for my revolver di Moby, si riesce facilmente a seprarare il suono dei vari strumenti.

D’altra parte, per questi auricolari Soundcore ha scommesso tutto sulla qualità sonora. Per questo modello, l’azienda ha adottato la cosiddetta Astria Coaxial Acoustic Architecture: si tratta di un driver ibrido, composto da un driver dinamico per la riproduzione delle basse frequenze e un driver con struttura bilanciata per i medi e gli alti. Intendiamoci, non è certo una novità assoluto nel campo degli auricolari, ma è comunque un buon accorgimento.

Peccato che la qualità audio venga un po’ penalizzata da quello che per me è l’unico vero difetto di questi auricolari: un leggero ma costante fruscio di fondo. Cercando un po’ online, ho visto che è un problema assolutamente comune: un gran numero di persone se ne lamentavano e Anker ha prodotto una seconda versione (che dovrebbe essere quella che sto testando io) per eliminare questo rumore di fondo. In realtà il fruscio c’è ancora, ma non è così drammatico come qualcuno online vorrebbe dipingerlo. Si percepisce decisamente di più quando si ascoltano i podcast, mentre con musica in riproduzione è molto più difficile notarlo. In ogni caso, si sente chiaramente per uno o due secondi dopo aver messo la musica in pausa. Inoltre, questo fruscio si percepisce molto meno attivando la funzione HearID.

Nonostante inizialmente fossi convinto che questa tecnologia fosse sostanzialmente fuffa, dopo averla provata mi sono ricreduto. HearID è una funzione che permette di personalizzare l’equalizzazione dell’audio in base alle proprie orecchie: il test dura circa 3 minuti, durante i quali bisogna tener premuto un tasto quando riusciamo a sentire i suoni che vengono riprodotti negli auricolari e rilasciarlo quando non sentiamo nulla.

In questo modo, l’app Soundcore crea automaticamente un profilo di equalizzazione per ogni orecchio e il risultato è davvero notevole. Prima di attivarlo l’audio di questi auricolari mi aveva già convinto, ma dopo aver attivato HearID sono rimasto sorpreso di come il suono ne abbia guadagnato in limpidezza.

Precisiamo che HearID è disponibile sia per Liberty 2 che per Liberty 2 Pro e che il profilo di equalizzazione così creato viene salvato negli auricolari (e quindi viene mantenuto anche collegando le cuffiette ad un’altra sorgente).

In ogni caso, oltre HearID, è possibile scegliere uno dei moltissimi preset di equalizzazione, oppure personalizzare completamente il profilo sonoro tramite un equalizzatore a 8 bande. Ogni profilo creato può essere salvato e riutilizzato.

Ho apprezzato molto anche i controlli: due piccoli tasti fisici, posti nella parte superiore degli auricolari. Leggendo opinioni online, c’è chi si lamenta dell’assenza di controlli touch, ma personalmente sono in controtendenza: preferisco la comodità del feedback meccanico alla sciccheria di avere un pannello touch.

Dall’applicazione è possibile personalizzare il comportamento dei tasti, selezionando il comportamento del doppio clic e della pressione prolungata (scegliendo tra Traccia precedente, Traccia successiva, Assistente vocale, Volume+ e Volume -).

L’autonomia è ottima: per entrambi i modelli, Anker dichiara 8 ore con una singola ricarica e ben 32 ore considerando anche le ricariche fornite dal case. Personalmente le ho indossate per quasi 7 ore di fila e posso testimoniare che la batteria ha retto senza problemi. Inoltre, grazie alla ricarica rapida, bastano dieci minuti di carica per 2 ore di autonomia.

Una delle differenze tra i due modelli è che la custodia delle Liberty 2 Pro supporta anche la ricarica wireless: basta quindi poggiarla su un qualsiasi pad che supporta lo standard Qi per avviare la ricarica.

Entrambi i modelli sono dotati di 4 microfoni con sistema di riduzione del rumore cVc 8.0: la qualità in chiamata è ok, ma con tanti rumori di fondo l’interlocutore non vi sentirà più così bene. Di seguito due test di registrazione.

Test di registrazione Soundcore Liberty 2

Test di registrazione Soundcore Liberty 2 Pro

Il Bluetooth è in versione 5.0, la connessione è stabile e non mi ha mai dato particolari problemi. Inoltre, entrambi i modelli supportano i codec aptX.

Non c’è alcun sistema di cancellazione del rumore, ma l’isolamento acustico è davvero molto buono, abbastanza da non farvi sentire più nulla di un rumoroso ufficio.

Purtroppo manca un sistema di trasparenza, che permetta di sentire quel che succede nel mondo esterno attraverso i microfoni. Considerando la fascia di prezzo dei 150€, qualche chicca in più del genere sarebbe stata apprezzata sul modello Pro (così come la messa in pausa automatica).

Prezzo

Il costo di listino è di 99€ per le Soundcore Liberty 2 e 149€ per le Soundcore Liberty 2 Pro.

Considerando la qualità sonora e l’affidabilità sono prezzi accettabili, ma questi due modelli diventano decisamente più ghiottti quando li si trova in offerta, rispettivamente a 69€ (Soundcore Liberty 2) e 99€ (Soundcore Liberty 2 Pro).

Foto

Giudizio Finale


Soundcore Liberty 2 Pro


8.0

Soundcore Liberty 2

Le Soundcore Liberty 2 sono cuffie oneste e funzionali: non suonano così bene come le loro “sorelle maggiori”, ma hanno comunque un audio discreto, che migliora sensibilmente con HearID. Consigliate specialmente a prezzo scontato, considerando anche un piccolo fruscio di fondo.


di Giuseppe Tripodi

Pro
  • HearID funziona davvero
  • Autonomia molto buona
  • Equalizzatore e controlli personalizzabili
Contro
  • Fruscio di fondo
  • Nessuna funzione “trasparenza” o pausa automatica
  • Scomode dopo lungo utilizzo



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