I 10 eSports dai montepremi più ricchi di sempre

I 10 eSports dai montepremi più ricchi di sempre

Utilizzare i montepremi come metrica del benessere di un esport è una pratica molto diffusa. Certo, non si tratta assolutamente di una scienza esatta: la formula della Overwatch League ideata da Activision-Blizzard, giusto per citarne una, mira a garantire alle squadre fonti di guadagno più vicine a quelle dello sport tradizionale, come ad esempio il merchandising e la vendita di biglietti per assistere alle partite. Ma nonostante le nuove inclinazioni del mercato, fin dagli albori degli eSports la ricchezza del montepremi ha sempre alimentato l’aura di prestigio attorno alle discipline, ed è stato proprio questo elemento a foraggiare il grande successo di progenitori come Quake e il fenomeno Starcraft, titoli che hanno spianato la strada alla prima ascesa del gigante Counter-Strike. Dalle decine di migliaia di dollari messe in palio durante i primi tornei dedicati agli sparatutto siamo arrivati fino ai 30 milioni che hanno caratterizzato la recente Fortnite World Cup. Ma quali sono i videogiochi competitivi che, nel corso della storia, hanno messo sul piatto il maggior numero di ricchezze?

TOP 10 – Nonostante questa sia una top 10 inizieremo dalla posizione numero 9, e il perché di questa decisione lo sveleremo solo in seguito. Fanalino di coda della classifica è Heroes of the Storm di Blizzard Entertainment, MOBA pensato per competere direttamente con colossi del calibro di DotA 2 e League of Legends. Ironicamente il suddetto titolo ha recentemente abbandonato i palchi competitivi nonostante i 19 milioni di dollari distribuiti nel corso del suo ciclo vitale: secondo il produttore, infatti, l’investimento non stava rendendo come sperato.

BLIZZARD – Blizzard domina la parte bassa della classifica: immediatamente al di sopra di HotS si collocano Hearthstone, card game forte di 19.200.000 dollari di montepremi, ed il sopracitato Overwatch, che nonostante la virata nella strategia di monetizzazione ha messo in palio ben 21 milioni nell’arco di soli quattro anni.

TUTTI CONTRO TUTTI – Ed ecco che iniziano a fare capolino i celebri “Battle Royale”. In sesta posizione troviamo proprio Playerunknown’s Battlegrounds, che sta tutt’ora riscuotendo un immenso successo in gran parte dell’Asia. Lo sparatutto di Bluehole merita un’analisi particolare, non tanto per i suoi 21.700.000 dollari di montepremi, bensì per il numero di tornei che li hanno messi in palio. Basti pensare che i sopracitati titoli di Blizzard hanno raggiunto le cifre succitate con oltre 500 tornei ciascuno, mentre PUBG è riuscito a batterne i risultati con sole 200 competizioni all’attivo.

STARCRAFT – Blizzard, tuttavia, è una vera e propria corazzata nel campo degli eSports, e torna subito a farsi sentire con Starcraft II. Sono 32 i milioni messi in palio dallo strategico in questione, che fra i suoi 2000 giocatori professionisti annovera il nostro Riccardo “Reynor” Romiti, ragazzo che ha tutte le carte in regola per conquistarne una grande fetta nel prossimo futuro.

SOLO QUARTO – A custodire i cancelli del podio, inaspettatamente, incontriamo League of Legends. Nonostante il MOBA di Riot Games sia di gran lunga l’eSport più seguito del pianeta e possa contare su leghe più che mai consolidate, i suoi 73.500.000 dollari di montepremi non sono stati sufficienti per piazzarlo nella top 3, neppure a fronte dei recenti Worlds.

TERZO – A scalzarlo dalla selezione finale è stato un nuovo arrivato: si tratta di Fortnite di Epic Games, il fenomeno globale che ha catalizzato l’attenzione mediatica attraverso il suo buco nero. Fortnite può vantare risultati incredibili: in poco più di due anni, ha messo in palio oltre 84 milioni di dollari, raccogliendo consensi e spaventando la concorrenza.

SECONDO (E DECIMO) – Ma c’è chi ha fatto meglio, e qui vi sveliamo come mai l’analisi abbia avuto inizio dalla nona posizione in classifica. Counter-Strike: Global Offensive di Valve, infatti, ha raccolto lo scettro del suo predecessore, Counter-Strike, piazzando di fatto entrambe le versioni nella top 10. Con 90 milioni di dollari di montepremi e 12000 professionisti vincenti, più del doppio rispetto a quelli di LoL, la filosofia “zero to hero” degli organizzatori di tornei ha senza dubbio premiato la crescita di CS:GO.

PRIMO – La prima posizione, senza alcuna sorpresa, rimane saldamente nelle mani di DotA 2. Il MOBA di Valve, vero e proprio capostipite del genere, è storicamente noto per le enormi cifre che spettano a chiunque riesca ad imporsi nelle massime competizioni. Con oltre 280 milioni di dollari distribuiti nella sua storia, non si limita a vincere di poche lunghezze ma si conferma di gran lunga l’eSport dai montepremi più nutriti in assoluto. Com’è possibile che abbia raggiunto una somma tanto importante? Da anni Valve immette buona parte dei proventi delle microtransazioni nel montepremi del The International, il campionato mondiale. Una prassi che ha trasformato il consueto appuntamento estivo nella competizione più ricca nel mondo del gaming competitivo. Basti pensare che, solamente nel 2019, la cifra messa in palio è ammontata a 34 milioni di dollari.

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