Creative Outlier Air: la più grande sorpresa di quest’anno (foto)

Creative Outlier Air: la più grande sorpresa di quest’anno (foto)

Recensione Creative Outlier Air • Quando scrivi recensioni da anni, da alcuni prodotti sai già cosa aspettarti. Prendi gli AirPods Pro, per esempio: costano 280€ e sono i nuovi auricolari di punta di Apple, per forza sono impeccabili.

Ma quando ho iniziato a provare le Creative Outlier Air, sinceramente non sapevo proprio cosa aspettarmi. Creative è un marchio storico del settore audio: per un po’ era uscito dalla scena consumer, ma recentemente ha tirato fuori due prodotti che mi sono piaciuti molto (uno e due). Però dai, cosa ci si può aspettare da auricolari true wireless da 69€?

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Ve lo dico io cosa potete aspettarvi: un audio incredibile, paragonabile a modelli che costano almeno il triplo, e un’autonomia che è semplicemente la migliore mai provata su auricolari true wireless. Hanno anche dei difetti, ovviamente, ma le premesse sono invitanti, no?

Creative Outlier Gold a sinistra, Creative Outlier Air a destra

NOTA: questa recensione è incentrata su Creative Outlier Air, ma occasionalemnte parlerò anche delle Creative Outlier Gold. Queste ultime sono una versione leggermente migliore del modello base: costano 10€ in più, sono dorate invece che nere, hanno due coppie di gommini in più nella confezione, autonomia ancora maggiore ma soprattutto supportano la tecnologia Super X-Fi, cavallo di battaglia di Creative. Se non sapete cos’è la tecnologia Super X-Fi, vi suggerisco di andare a guardare la videorecensione delle Creative SXFI Air.

Confezione

La confezione non riserva grandi sorprese, anzi. All’interno della scatola, oltre gli auricolari e il relativo case di ricarica, troviamo un po’ di manualistica, un paio di gommini aggiuntivi (che dovrebbero essere di dimensione diversa, ma sinceramente sembrano uguali) e un cavo di ricarica USB – USB-C, corto ma non cortissimo.

NOTA: I Creative Outlier Gold hanno due coppie di gommini in più, per un totale di quattro. Tuttavia, non si tratta di quattro dimensioni diverse: ci sono due coppie di misura S e due di misura M.

Costruzione e comodità

Partiamo come sempre dal case di ricarica, che ha un form factor diverso dal solito: si presenta come un cilindro ellittico, con la sezione interna che contiene le cuffie e scorre verso l’esterno. La custodia è in plastica, ma ha un rivestimento esterno metallico su cui è impresso il logo Creative. Contro ogni mia aspettativa, il case non si è rigato nelle settimane di utilizzo, nonostante non lo abbia trattato esattamente con i guanti.

Su una delle due basi del cilindro troviamo la porta di ricarica USB-C (finalmente la Type-C ovunque!) e quattro LED, di cui uno si accende quando il case è in carica e gli altri tre indicano lo stato della batteria di custodia e cuffie: LED blu indica batteria superiore al 30%, LED rosso inferiore al 30%.

Custodie di ricarica a confronto. Dall’alto: Jabra Elite 75t, Sony WF-100XM3, Creative Outlier Air, Samsung Galaxy Buds, AirPods Pro, Huawei FreeBuds 2

La custodia è abbastanza grande, decisamente più ingombrante di quelle di altri modelli, come AirPods/AirPods Pro o Jabra Elite 75t. I due auricolari si agganciano alla base di ricarica tramite un magnete che, a differenza del solito, è ben visibile sulle cuffiette, accanto ai pin per la ricarica.

Gli auricolari stanno ben saldi alle orecchie e dovrebbero andar bene anche per una corsa ma, esattamente come il case, sono un po’ grandicelli, più ingrombranti rispetto ad altri modelli. Niente di drammatico, ma è un aspetto che potrebbe influire sulla comodità: dopo alcune ore di utilizzo, potreste sentire la necessità di “liberare” le orecchie. Tuttavia, credo che la sensazione di affaticamento dipenda anche dai gommini in silicone, che trovo troppo sottili, tanto da non riuscire ad “ammorbidire” la parte finale delle cuffiette, la protuberanza che si infila nel canale uditivo. Mi sono trovato decisamente meglio utilizzando altri gommini pescati da un cassetto, che hanno anche migliorato l’isolamento acustico. La ricerca per trovarne un paio che stesse comodamente nella custodia è stata lunga, ma può valere la pena provare (il supporto Creative su reddit dice che dovrebbero andar bene quelli per Galaxy Buds e per Jabra Elite 65t/75t).

Il vero problema in termini di comodità sono i tasti, incredibilmente duri da premere. Non escludo che possano allentarsi un po’ col tempo, ma dopo due settimane d’uso è ancora impossibile cliccare normalmente senza spingere le cuffiette a fondo nelle orecchie, causando un discreto fastidio.

Un buon workournd che ho trovato è quello di prendere la cuffia tra indice e pollice, in modo che l’indice sia tra l’auricolare e l’orecchio e il pollice prema il pulsante. È un workaround e richiede un po’ di abitudine, ma è una soluzione comoda e praticabile: da quando ho iniziato a fare così, ho iniziato ad usare davvero i pulsanti (mentre prima controllavo tutto da smartphone).

Prendendo le cuffiette tra indice e pollice e sfilandole leggermente, si evita di premere l’auricolare verso l’orecchio schiacciando il tasto

I tasti sono circondati LED circolari, che indicano quando gli auricolari sono in carica (LED rosso), quando sono in fase di associazione con lo smartphone (LED blu) e quando sono in modalità di accoppiamento Bluetooth (LED rosso e blu).

Nel complesso, tanto gli auricolari quanto la custodia di ricarica risultano solidi: la qualità costruttiva è discreta, specialmente considerando il prezzo veramente esiguo. Dulcis in fundo, non manca la resistenza dagli schizzi: la certificazione IPX5 indica che non dovete temere il sudore o le giornate di pioggia.

Funzioni e qualità audio

I Creative Outlier Air sono auricolari concreti,  senza particolari funzioni smart: dimenticatevi tutte le sciccherie che potreste vedere su modelli più costosi, e dimenticatevi pure un’app dedicata perché non c’è nulla del genere.

In compenso, i diffusori da 5,6 mm di queste cuffiette di Creative offrono una qualità audio davvero sorprendente per la fascia di prezzo: i bassi sono leggermente esaltati ma non così tanto da risultare eccessivi. Occasionalmente i medi (le voci, soprattutto) soffrono un po’ di questa preponderanza dei bassi, ma in compenso gli alti sono precisi e squillanti.

In ogni caso, la qualità sonora è decisamente il punto forte di questi auricolari: non solo hanno una buona resa delle varie frequenze, ma vantano anche una discreta spazialità (un aspetto tutt’altro che facile da trovare nei modelli true wireless) e un audio pulito, dove è facile distinguere il suono dei vari strumenti.

Il Bluetooth è aggiornato alla versione 5.0 e la connessione allo smartphone è sempre stata rapida e stabile. Purtroppo i Creative Outlier Air non possono essere connessione simultaneamente a più dispositivi, ma in compenso supportano tutti i codec più richiesti: non solo SBC, ma anche AAC e aptX.

La connessione allo smartphone avvieene tramite un sistema master/slave, ossia il dispositivo si collega ad una delle due cuffie, che fa da ponte verso l’altra. Tuttavia, a differenza di quanto avviene di solito, entrambi gli auricolari possono fare da master: infatti, il primo dei due che sfilate dalla custodia sarà il principale, mentre l’altro sarà lo slave. D’altra parte, entrambe le cuffie possono essere utilizzate singolarmente, per ascoltare musica o chiamare.

A proposito di chiamate, anche i microfoni funzionano piuttosto bene: non siamo ai livelli di top di gamma come FreeBuds 3 o AirPods Pro, ma ho fatto un po’ di chiamate senza troppe lamentele da parte degli interlocutori. Di seguito un esempio di registrazione all’esterno (la voce nasale non è da imputare alle cuffie, ma al raffreddore).

 

 

Parliamo un po’ di controlli. Nel paragrafo precedente ho già spiegato i problemi nel cliccare i tasti, ma di seguito un riassunto delle funzioni disponibili.

  • 1 clic (SX o DX): Play/Pausa o rispondi alla chiamata
  • 2 clic (SX): traccia precedente
  • 2 clic (DX) traccia successiva
  • 2 clic (DX o SX, con musica in pausa): Google Assistant / Siri
  • clic prolungato (SX): abbassa volume
  • clic prolungato (DX): alza volume
  • clic prolungato (SX o DX): rifiuta chiamata

Dulcis in fundo, l’autonomia è incredibile: 10 ore con una singola ricarica, a cui si aggiungono altre 20 ore fornite dalla custodia. Trenta ore di autonomia complessiva sono un risultato davvero notevole: nessun altro modello di auricolare true wireless tra tutti quelli provati finora può vantare un simile risultato.

NOTA: Le Creative Outlier Gold hanno un’autonomia persino maggiore (pur manetenendo dimensioni identiche): 14 ore con una singola ricarica e fino a 39 ore con le ricariche aggiuntive fornite dal case. Un risultato davvero sorprendente. Inoltre, integrano la tecnologia Super X-Fi di Creative, che permette di simulare un impianto surround: tuttavia, questa funzione è disponibile solo con brani salvati in locale sullo smartphone e riprodotti tramite l’app SXFI di Creative.

Per maggiori informazioni su come funziona la tecnologia Super X-Fi, vi rimando alla recensione delle Creative SXFI Air.

Prezzo

Il prezzo di listino delle Creative Outlier Air è di 79,99€, ma nel momento in cui scrivo si trovano su Amazon a 69,99€ e sul sito ufficiale di Creative a soli 59,99€.

Per le Creative Outlier Gold, dovete aggiungere qualche euro: 99,99€ di listino ma attualmente a 79,99€ su Amazon, oppure a 74,99€ sul sito ufficiale.

In entrambi i casi, il prezzo è ottimo in relazione all’esperienza d’uso complessiva offerta dalle Creative Outlier Air o Gold. In particolare, le Outlier Air a 59,99€ sono un best buy assoluto.

Foto



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