WT2 Plus, la nostra prova dei traduttori universali

WT2 Plus, la nostra prova dei traduttori universali

Uno dei principali pregi della tecnologia è stato sicuramente abbattere le barriere linguistiche: con un po’ di fatica, grazie alle app e i traduttori, è molto più facile comunicare con le altre persone, anche quando ci si trova in paesi di cui ignoriamo completamente la lingua.

Tuttavia, nonostante tutte le innovazioni sul campo, ci sono ancora ampi margini di miglioramento per rendere la comunicazione tra due persone di lingue diverse più fluida: tra i tanti, ci ha provato anche la cinese Timekettle, con il suo traduttore universale WT2 Plus.

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Com’è fatto

Il WT2 Plus segue un po’ filosofia degli auricolari true wireless, almeno in apparenza: due cuffiette, che si conservano e si ricaricano in un case che funge da power Bank.

La custodia è davvero peculiare: le due metà reggono insieme grazie ad un magnete e, quando si separano, svelano al loro interno gli auricolari. Le calamite sono potenti e il sistema di chiusura regge davvero bene, ma si apre con grande facilità.

Il case ha dimensioni piuttosto generose, ma in questo caso le dimensioni non sono un problema: d’altra parte, le WT2 non sono certo auricolari che si portano con sé ogni giorno, ma piuttosto uno strumento da tenere nello zaino con cui si va in vacanza.

Una volta aperto il case, in ogni metà troviamo uno dei due auricolari, segnalati da due loghi leggermente diversi (uno dei due ha un trattino sopra il ballon, l’altro no). Proprio come la custodia, anche gli auricolari hanno dimensioni decisamente generose e l’ergonomia non è particolarmente curata. Questo potrbebe essere un problema: gli auricolari non stanno ben saldi alle orecchie e bisogna indossarli con un po’ di attenzione per trovare l’angolazione giusta ed evitare che cadano. Fortunatamente, nella confezione di vendita si trovano un gran numero di gommini diversi, oltre che una custodia in tessuto e degli archetti con cui fissare gli auricolari alle orecchie (peccato che questi ultimi non entrino nel case!).

Gli auricolari WT2 utilizzano Bluetooth 4.2 e integrano un sistema di cancellazione del rumore che permette ai microfoni di captare meglio la voce.

Come funziona

Prima di tutto, per utilizzare le WT2 è necessario scaricare l’apposita app per Android o iOS. L’idea di base è che ognuno dei due interlocutori indossi un auricolare: in questo modo, si evita di dover utilizzare continuamente lo smartphone ed è possibile chiacchierare mantenendo il contatto visivo e la gestualità del corpo.

Dall’applicazione è possibile impostare una delle tre modalità di traduzione; ognuna di queste richiede più o meno interazione degli utenti, ed è pensata per contesti particolari:

  • Modalità simultanea: non richiede nessuna interazione da parte degli utenti. Gli auricolari capiscono automaticamente quando la frase è conclusa e traducono all’interlocutore. Questa modalità è adatta per ambienti silenziosi e senza troppe interferenze
  • Modalità manuale: bisogna specificare manualmente (con un tap) l’inizio e la fine della frase da tradurre, in modo che gli auricolari sappiano cosa ascoltare. È la modalità che dà meno problemi ed è indicata anche per i luoghi aperti e affollati
  • Modalità altoparlante: un utente usa l’auricolare, l’altro usa i microfoni del telefono. È la modalità più indicata per comunicare al volo con persone che non conoscete (e ai quali sarebbe strano chiedere di indossare degli auricolari!), magari per chiedere indicazioni o ordinare al ristorante.

Dall’applicazione si specificano le lingue che vogliamo utilizzare: WT2 supporta ben 36 lingue e 84 accenti diversi, in modo che chi parla spagnolo e viene dal Perù possa comunicare al meglio con chi parla inglese e viene dalla Nuova Zelanda.

I tempi di latenza sono buoni (grazie ai 12 data center in giro per il mondo) e le traduzioni tutto sommato affidabili: ovviamente c’è ampio margine di miglioramento, ma complessivamente si riesce a sostenere una conversazione (almeno con le lingue testate, ossia inglese, italiano, spagnolo, portoghese, russo e tedesco).
Anche il riconoscimento vocale è piuttosto accurato: ovviamente capitano degli strafalcioni (che rischiano di stravolgere l’intera conversazione), ma un madrelingua che parla senza correre non avrà troppi problemi a far riconoscere tutte le parole.

Nel complesso, i WT2 funzionano discretamente, anche se richiedono un po’ di praticità per utilizzarli al meglio.

Peccato però che per utilizzarli sia necessario essere connessi ad internet: questo è un grosso impedimento per chi vorrebbe utilizzarli come sostituti a Google Translate, magari al di fuori dell’Europa, in aree del mondo dove è meno facile comunicare in inglese e dove, verosimilmente, è più difficile avere una connessione dati attiva.

Prezzo

Il prezzo è piuttosto esoso: su Amazon si trovano a 299€. Nonostante il funzionamento sia tutto sommato soddisfacente, è difficile consigliarli a chi li utilizzerebbe semplicemente per viaggiare, anche considerando che esistono tante app (Google Translate su tutte) che sono gratis e svolgerebbero la stessa funzione. Potrebbero avere un senso in ambiente business, magari per pranzi di lavoro con partner commerciali dall’altra parte del mondo.

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