Da Mondragone all’Olimpo virtuale, il Gazzetta Esports Award a Jiizuke Di Mauro

Da Mondragone all’Olimpo virtuale, il Gazzetta Esports Award a Jiizuke Di Mauro

«Quando vuoi mettere pepe alla tua squadra, prendi un italian god». Un dio italiano, il suo nuovo team qualche giorno fa l’ha presentato così. E non è mica un team comune: gli Evil Geniuses, fondati 20 anni fa a Seattle, sono una delle realtà esportive più strutturati al mondo. Ma nemmeno Daniele Di Mauro, in arte Jiizuke, è un giocatore comune. In League of Legends non ha rivali nel nostro paese e ne vanta pochissimi anche al mondo. È stato il primo e unico italiano a giocare ai massimi livelli mondiali della sua disciplina, che sta ai videogames competitivi come i 100 metri stanno all’atletica, e negli ultimi due anni si è consolidato come player di altissimo livello in una delle posizioni più difficili del gioco, la mid-line. Un’eccellenza italiana del settore, che la Gazzetta premierà con il suo primo Esports Award insieme alle altre stelle dello sport.

EMIGRATO Jiizuke, classe 1996, è un talento naturale che ha iniziato nella sua cameretta a Mondragone (Caserta) e da lì ha iniziato a girare e a espandersi per far valere il suo talento: prima in Sardegna con i Forge, poi in Spagna con i Giants e a Berlino con il team Vitality. Jiizuke giocava a World of Warcraft, poi ha scoperto League of Legends e ci si è votato anima e corpo, sacrificando tanto per la sua passione. Perché un professionista di League of Legends si allena fino a 8-9 ore al giorno con la squadra, anche di più se vuole dedicare tempo al miglioramento individuale. «Ho sempre cercato di essere il migliore e di divertirmi», ha ripetuto più volte a chi gli ha chiesto il segreto della sua scalata. A soli 23 anni, ci sta riuscendo.

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