7 giorni con Google Stadia: il futuro sarà così, qualunque sarà il suo nome (video)

7 giorni con Google Stadia: il futuro sarà così, qualunque sarà il suo nome (video)

Google Stadia è il futuro del gaming. Frase un po’ forte, ma datemi un attimo per argomentare. Anzitutto il senso è che lo streaming di videogiochi prenderà sempre più piede. È un processo quasi inesorabile, pur considerando la resistenza che potrà incontrare. Ci siamo passati con la musica, poi i film/serie TV, e ci arriveremo anche con il gaming, è solo questione di tempo.

Sì perché per il casual gamer una piattaforma come Stadia è manna dal cielo. Non ci vogliono né console né PC, non c’è nulla da scaricare, non ci sono aggiornamenti da fare. E quando un giorno l’accesso a Stadia sarà gratuito, basterà comprare un gioco per poterci giocare ovunque: a casa, in ufficio, in vacanza, in viaggio; letteralmente ovunque. E la cosa più bella è che se ad un certo punto voleste passare da un dispositivo all’altro, vi basterà avviare Stadia su un nuovo device ed il gioco proseguirà esattamente dove lo avevate lasciato sul precedente. Questo è il futuro del gaming.

Se si chiamerà Stadia sarà probabilmente un bene, perché Google ha la potenza per sostenere un servizio del genere e per mantenerlo gratuito (acquisto dei giochi a parte), il che non è affatto poco se ci pensate bene; ma se anche non si chiamasse Stadia, ci arriverà qualcun altro. Google ha infatti anche le carte in regola per farlo naufragare miseramente, ed al momento i bookmakers sono (quasi) contro di lui. Basta vedere com’è stato accolto male il lancio di Stadia; male in tutti i sensi. La critica ha criticato, ed in parte lo ha fatto anche infierendo, segno appunto della sfiducia di cui sopra.

E se devo essere sincero, in tutto questo faccio il tifo per Google. Non per simpatia o legame alcuno (abbiamo comprato la Founder’s edition di Stadia il giorno del suo annuncio) ma perché Stadia ha delle potenzialità che non ho mai intravisto in altri servizi di streaming simili, e nel corso degli anni ne ho provati diversi. La semplicità di accesso, il fatto di poterci giocare praticamente su qualsiasi sistema desktop con Chrome, ed in futuro su tutti gli Android; e per passare alla TV basteranno un Chromecast Ultra o una Android TV. Ancora siamo ben lontani da tutta questa universalità, ma se c’è qualcuno che può arrivarci è appunto Google, e per il casual gamer cui si rivolge Stadia, questa trasparenza e questa semplicità sono impagabili.

E poi diciamocelo: non sarà 4K@60fps come doveva essere, ma Stadia funziona bene. Meglio di altri concorrenti al momento del lancio in passato. Non c’è il tanto temuto input lag, ed i giochi partono velocemente e girano fluidamente. A casa, con una fibra 100Mbit (circa 70 in download effettivi), non ho mai avuto mezzo tentennamento. Provandolo in ufficio, in una rete più veloce ma con decine di persone connesse, qualche scatto invece c’è stato, più di una volta. Mai tanto da rendere ingiocabile il tutto, ma in ogni caso lontano da un’esperienza ideale.

Del resto lo streaming di questo tipo di contenuti richiede una banda dedicata che non solo non sia veloce, ma che soprattutto sia costante. È questo il più indubbio svantaggio rispetto a soluzioni di rendering in real-time via hardware dedicato (ovvero console e PC), ma sono altresì convinto che i vantaggi di Stadia possano facilmente superare gli svantaggi, quantomeno agli occhi del “giocatore qualunque”, cui il servizio è rivolto.

Avremo comunque occasione di riparlarne senz’altro, dato che siamo appena all’inizio. Qui sotto trovate il video con i “momenti salienti” della mia settimana con Stadia, ma Lorenzo sta già lavorando ad una recensione più tecnica e completa, che arriverà a breve. Restate sintonizzati e intanto raccontateci pure la vostra esperienza con Stadia (e non) nei commenti.

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