Il codice dell’app di Google Stadia contiene tanti indizi su presente e futuro: ecco cosa aspettarci

Il codice dell’app di Google Stadia contiene tanti indizi su presente e futuro: ecco cosa aspettarci

Il debutto ufficiale di Google Stadia è distante ormai soltanto 10 giorni, con l’attesa degli appassionati che continua a salire man mano che il conto alla rovescia si avvicina alla sua conclusione. Un paio di giorni fa, la notizia della pubblicazione dell’app ufficiale Android di Stadia ha fatto ribollire i fan, nonostante l’impossibilità di utilizzarla in alcun modo, a causa della necessità di inserire un codice che Big G inizierà a distribuire probabilmente il 19 novembre stesso agli utenti Founder e Premiere. Tuttavia, scavando un po’ nel codice dell’app, è possibile scovare qualche indizio in più sull’imminente futuro di Stadia.

Integrazione con Google Assistant

Non è un segreto che anche Stadia – come tutti i vecchi e nuovi servizi Google – godrà del supporto e dell’integrazione con Assistant, tanto che il controller ufficiale vanterà un tasto fisico dedicato. Nella fase di lancio però, tale integrazione potrebbe essere molto limitata o persino assente, come intuibile da un riferimento nel codice che recita esplicitamente «Google Assistant on Stadia is coming soon».

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Ciò che appare certo è che Assistant imparerà a dare il meglio di sé su Stadia soltanto nel tempo. Inizialmente infatti, le funzionalità potrebbero essere limitate al noto lancio del dado e alla possibilità di lanciare rapidamente un gioco chiedendo ad esempio Ehi Google, giochiamo a Destiny 2.

Si potranno sfidare videogiocatori su PC e console?

Un altro indizio reperibile nel codice dell’app dedicata a Stadia riguarda le possibili potenzialità cross-play della piattaforma di gioco. Fin qui infatti, Google non si è mai espressa esplicitamente sull’eventuale possibilità di sfidare (o cooperare con) videogiocatori che giocano allo stesso titolo su PC e console, funzionalità molto diffusa e apprezzata, soprattutto per titoli che fanno dell’online multiplayer la propria peculiarità, come Fortnite.

Nel codice dell’app è possibile imbattersi su questo riferimento: «Games that allows players to play on different video game hardware simultaneously». In particolare, la parte che parla di ‘hardware di gioco diversi‘ potrebbe essere interpretata in molti modi, conoscendo la versatilità di Stadia, per potrà essere usato su smartphone, PC, TV e altro ancora. Tuttavia, sperare che Google si riferisca proprio al cross-play è lecito.

Limite all’uso dei dati e… di accesso ai server?

È noto a tutti che Stadia sarà un servizio particolarmente esoso per quanto riguarda il traffico dati impiegato, dato che permetterà di giocare anche in 4K. Sempre nel codice dell’app ufficiale per Android, si trova un riferimento che stima in 20 GB ogni ora il traffico consumato da Stadia in 4K, un problema per quelle connessioni che impongono un tetto mensile all’utilizzo di internet. Non dovrebbe essere il caso delle connessioni italiane (anche se vedremo se gli operatori imporranno limiti alla luce di tali sollecitazioni), ma Stadia potrebbe anche consentire di impostare un tetto al traffico dati da usare, scalando le sessioni di gioco a risoluzioni più basse, per estendere il tempo di gioco a parità di consumo (passando a 720p, il risparmio di traffico dovrebbe aggirarsi attorno al 75%).

Inoltre, anche l’intasamento dei server potrebbe diventare un problema, nelle ore più caotiche. Google si sarà sicuramente cautelata per essere sicura di riuscire a fronteggiare senza patemi la richiesta dei videogiocatori da tutto il mondo, ma qualche picco anomalo potrebbe comunque capitare, mandando in crisi la gestione dei server. Ecco dunque che, di tanto in tanto, potremmo imbatterci in messaggi di questo tipo: «Our servers in your area can’t support any more players at the moment. Please try again in a few minutes.»

Demo di giochi, badge per i Founder e supporto ai controller

Stadia sarà, almeno inizialmente, un servizio esclusivo e a pagamento, ma in futuro offrirà anche una sottoscrizione gratuita, con la possibilità di acquistare singoli giochi e riprodurli in modo illimitato, senza dover possedere hardware di ultima generazione. Ecco dunque che, in futuro, Stadia potrebbe popolarsi di demo di giochi, in modo che gli utenti possano farsi un’idea se un titolo possa fare al caso loro, prima di acquistarlo.

Dicevamo poi che, inizialmente, Stadia sarà disponibile soltanto a chi si è accaparrato la Founder Edition, oppure la Premiere Edition. Soltanto i primi però godranno della possibilità di scegliere il proprio nickname esclusivo, oltre ad essere riconoscibili grazie ad un apposito badge, che comparirà a fianco del loro nome.

Nella Founder Edition è compreso anche il controller ufficiale di Stadia, ma Google ha da sempre specificato che non sarà l’unica periferica supportata dal servizio. Anzi, la compatibilità sarà molto ampia, tanto che nel codice dell’app ci si può imbattere in riferimenti a controller Sony, Nintendo, Yeti, oppure anche Generic, ovvero di altre marche non riconosciute, ma comunque supportate.

Un firmware esclusivo per Chromecast Ultra

Nella Founder Edition di Google Stadia sarà inclusa anche una Chromecast Ultra, che tuttavia sarà un po’ diversa rispetto a quelle già in commercio. Non dal punto di vista hardware, dato che le specifiche saranno le medesime, bensì per il software. Google infatti integrerà nelle Chromecast Ultra incluse nella Founder Edition un nuovo firmware, capace di supportare il gioco in streaming su Stadia. Questo firmware inizialmente non sarà reso disponibile anche per le altre Chromecast Ultra, che dovranno attendere un aggiornamento futuro, a data da destinarsi.



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