Jarvis Kaye di FaZe squalificato a vita da Fortnite per aver usato i cheat

Jarvis Kaye di FaZe squalificato a vita da Fortnite per aver usato i cheat

“Ho pensato solo a quanto fossero divertenti quei video”. Così Jarvis Kaye, atleta per i brasiliani FaZe, ha commentato l’uso di un bot per la mira automatica durante alcune partite di Fortnite. Una scelta che ha avuto una conseguenza molto pesante: Epic Games, il produttore del gioco, lo ha bandito a vita. L’uso di tale cheat rappresenta, infatti, una violazione dei termini e delle condizioni d’uso di Fortnite. Per Kaye è un duro colpo: è come se a un calciatore professionista non fosse più concesso scendere in campo.

Jarvis Kaye nel suo video di scuse apparso online subito dopo la squalifica.DIFESA – “Non mi è nemmeno passato per la mente che avrei potuto essere bandito a vita”, ha commentato Jarvis in un video pubblicato sul suo canale YouTube. Pur avendo usando un secondo account per produrre i video in cui usava il cosiddetto “aimbot”, a causa del ban Jarvis non potrà più competere in alcun torneo o altro evento ufficiale di Fortnite. “Ovviamente non ho mai fatto niente del genere in una modalità di gioco competitiva”, ha assicurato. Nonostante ciò, l’atleta di FaZe dovrà affrontare la conseguenza della pena inflitta dal produttore di Fortnite.

NINJA – Secondo altri streamer, però, sebbene giusta e doverosa la sanzione impartita è stata eccessiva. Tra questi c’è Tyler Blevins, in arte Ninja, che pur definendo l’azione di Kaye una “decisione stupida”, ha giustificato il giocatore perché molto giovane. Pur accogliendo l’impegno di Epic Games per arginare il fenomeno del cheating, secondo Blevins, “non era un torneo, non era nemmeno una cash-up, avrebbe potuto magari essere un ban di sei mesi dalle competizioni” e non a vita. Ninja ha infatti evidenziato che un simile atto da parte di Epic Games implica che per proseguire la sua carriera negli eSports, Kaye dovrà trovare un altro gioco su cui investire tantissimo tempo e in cui diventare molto abile. Per Blevins, inoltre, figure come Kaye sono vitali per Fortnite: “Senza i content creator c’è un impatto negativo sul tuo gioco”. Jarvis non ha potuto in ogni caso fare altro che ammettere che usare l’aimbot sia stato “un grosso errore” e che “i cheat sono una cosa terribile”.

ESEMPIO – Recentemente abbiamo raccontato il ban di Chung “Blitzchung” Ng Wai, atleta di Hearthstone reo di aver toccato il delicato tema delle proteste a Hong Kong dopo una vittoria in un torneo ufficiale. Inizialmente sospeso dalle competizioni per un anno da Blizzard, il suo ban è poi stato ridotto a sei mesi. Difficile pensare, vista la differente situazione, che anche per l’atleta di FaZe possa prospettarsi una “riduzione della pena”. Molti utenti si stanno comunque mobilitando, soprattutto su Twitter e YouTube, per supportare Kaye con l’hashtag #FreeJarvis. Considerata la popolarità di Kaye (il suo canale YouTube ha oltre 2 milioni di iscritti), inoltre, è possibile che il produttore di Fortnite abbia voluto fare del giocatore un esempio, per far sì che questo genere di furbizie si allontanino dai riflettori.

 

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