Recensione Kobo Libra H20: un nuovo punto di riferimento per gli ebook reader (foto)

Recensione Kobo Libra H20: un nuovo punto di riferimento per gli ebook reader (foto)

Quando ho iniziato a leggere ebook con il vecchissimo Kindle di 5a generazione,  i tasti fisici per avanzare di pagina erano lo standard su ogni ebook reader. Con gli anni, ho visto cedere il passo a schermi touch e tecnologie sempre più avanzate, ma ho sempre rimpianto il feedback del clic di un pulsante: adesso, i tasti per cambiare pagina sono un’esclusiva dei modelli top di gamma (come Kindle Oasis e Kobo Forma), che hanno prezzi che spesso sforano i 250€, davvero troppo per la maggior parte degli utenti. Ma ora Rakuten Kobo ha lanciato un nuovo modello, Kobo Libra H20: un dispositivo di fascia alta ma dal prezzo onesto, che ha tutte le caratteristiche per diventare il punto di riferimento dei lettori più esigenti che non vogliono spendere un accidente per un ebook reader.

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Costruzione ed ergonomia

Il nuovissimo Kobo Libra H20 riprende in tutto il design di Kobo Forma, con qualche piccola variazione. Il cambiamento più evidente rispetto al top di gamma dello scorso anno è il display (e, di conseguenza, le dimensioni): Kobo fa un passo indietro e passa a uno schermo e-Ink da 7″ (contro i precedenti 8), pari a quanto già visto anche su Kindle Oasis.

Il form factor è quello che ormai potremmo definire il solito: un design asimmetrico, con un’estremità leggermente ricurva che funge da impugnatura, dove si trovano due pulsanti per cambiare pagina, comodamente a portata di pollice. Si tratta senza dubbio di un formato vincente, che permette di utilizzare agevolmente l’ebook reader con una sola mano, anche in situazioni non esattamente confortevoli. Ad esempio, ho letto in un’affollatissima metropolitana di Milano mentre cercavo di mantenermi in piedi, reggendomi al supporto con l’altra mano.

Kobo Libra H20 ha dimensioni e peso del tutto paragonabili a quelli dell’ultimo Kindle Oasis: 144 x 159 x 5 (7,8 nell’impugnatura) mm, con un peso di 192 grammi. In termini costruttivi, la più grande differenza rispetto al top di gamma di Amazon sono i materiali utilizzati: così come il Forma, anche questo Kobo Libra H20 ha un corpo in plastica. La percezione al tatto (e alla vista) è ovviamente molto diversa rispetto all’alluminio anodizzato del Kindle Oasis: il metallo è pregevole e più gradevole della plastica, tanto in mano quanto guardandolo. Ma questo giustifica i 70€ di differenza? Assolutamente no, almeno per me.

Il display di Kobo Libra H20 è leggermente incassato rispetto alla scocca: anche questa è una piccola differenza rispetto al Kindle Oasis, che col suo schermo a filo con la scocca vanta un aspetto decisamente più accattivante. Ancora una volta, questo giustifica la differenza di prezzo? Non credo proprio.

Kindle Oasis 2019 a sinistra, Kobo Libra H20 a destra

Tenendo a mente questi piccoli nei, complessivamente il Kobo Libra H20 è ottimo dal punto di vista costruttivo e vanta un’invidiabile ergonomia. Ci sono tante piccole accortezze che meritano una menzione: lo spazio tra i due tasti, leggermente incavato, è perfetto per poggiare il pollice in attesa del prossimo clic. La scocca sul retro ha una trama forata che migliora la presa e il pulsante d’accensione è nell’angolo in alto a destra, ben lontano dall’impugnatura e da eventuali pressioni accidentali.

Ovviamente, come ogni top di gamma che si rispetti, questo nuovo Kobo è impermeabile: per l’occasione l’azienda canadese ha riesumeato il marchio H20, lanciato con il vecchio Kobo Aura H20 per evidenziare la protezione HzO, un rivestimento che avvolge i componenti interni e li rende impermeabili. Questa tecnologia rispetta le specifiche dello standard IPX8, che significa resistenza all’acqua anche per immersioni complete fino a 60 minuti e fino a 2 metri di profondità.

In termini di (s)comodità, c’è ancora un aspetto da evidenziare: considerate le dimensioni generose del display, ovviamente questo Kobo Libra H20 è meno portatile di altri modelli (come ad esempio Kobo Clara HD). Entra nelle tasche interne di alcune giacche o nelle tasche laterali dei pantaloni cargo, ma di certo non potrete potrete infilarlo in qualsiasi jeans come si fa con i modelli da 6″.

Infine, una brutta notizia per tutti quelli che ci speravano: ancora niente USB-C. Purtroppo il connettore è il solito, vecchio microUSB. Un’altra occasione persa: gli ebook reader sono dispositivi che durano per anni e anni, continuare ad utilizzare un connettore microUSB quando tutto il mondo tecnologico si sta spostando verso l’USB-C è una scelta davvero anacronistica, specialmente se parliamo di un top di gamma.

Hardware e software

Sul fronte dell’hardware, Kobo è del partito squadra che vince non si cambia. Sotto la scocca, infatti, il nuovo Libra H20 ha un hardware del tutto simile ai precedenti Kobo Forma e Kobo Aura H20: processore NXP i.MX 6SLL da 1GHz e 512 MB di RAM.

Il display è un consueto e-ink Carta da 7″, con risoluzione 1680 x 1264 pixel, pari ad una densità di pixel di 300 ppi, ossia il massimo standard del settore, mentre la memoria è da 8 GB, il che permette di portare con sé oltre 6.000 ebook. La batteria è da 1.200 mAh, pari a quella del Kobo Forma dello scorso anno (che, però, aveva un display più ampio): è impossibile dire con certezza quanto duri una ricarica poiché i tempi variano moltissimo a seconda dell’utilizzo, ma con una buona approssimazione direi che con utilizzo moderato (circa un’ora di lettura al giorno in modalità aereo, con luce a metà) potrebbe avere un’autonomia di circa 4-5 settimane.

Rispetto al processore dual core di Kindle Oasis, si nota qualche piccolissima incertezza navigando tra i menu, ma con questo nuovo Libra H20 debutta il nuovo firmware Kobo, che fa miracoli nella gestione degli ebook ottimizzati per Kobo.

Mai come questa volta, infatti, ho notato così tanta differenza nel leggere un libro acquistato sullo store di Kobo e un ebook acquistato su uno store di terze parti e successivamente trasferito sul dispositivo. Come tutti gli altri modelli dell’azienda, anche questo Kobo Libra H20 supporta tutti i soliti formati (EPUB, EPUB3, PDF e MOBI per i libri e CBZ e CBR per i fumetti), ma dà il meglio di sé con i libri ottimizzati per Kobo. Leggendo un libro in ePub ho notato fastidiosi rallentamenti, nello scorrere rapidamente le pagine e, soprattutto, nel sottolineare.

Per non parlare poi della rotazione dell’interfaccia: la possibilità di ruotare il Kobo e leggere in orizzontale è sempre una funzione molto apprezzata, ma con gli ebook in formato ePub l’esperienza utente è piuttosto frustrante. La rotazione dell’interfaccia presenta qualche lag e, soprattutto, ci vogliono diversi secondi perché riappaia tutto il testo della pagina.

Non nego che i primi giorni di utilizzo, quando avevo provato solo ePub acquistati altrove, ero rimasto molto deluso dalle prestazioni di questo dispositivo. Poi, provando a leggere un libro tra quelli inclusi nel mio device di test, mi sono reso conto che l’esperienza utente era radicalmente diversa: una grande fluidità in tutte le operazioni, probabilmente ancor più che nei precedenti modelli, con un’esperienza d’uso del tutto paragonabile al top di gamma Amazon.

Quindi per godere appieno di questo Kobo è quindi necessario acquistare titoli esclusivamente dal Kobo Store? No, non c’è nulla da temere, basta smanettare un po’: è possibile avere dei kepub (ossia dei Kobo ePub) tramite una semplice conversione. Come sempre, viene in nostro aiuto il buon Calibre e un suo plugin, KePub Output (sul forum di MobileRead suggeriscono di installare anche KePub Metadata Reader e KePub Metadata Writer). Per i più smanettoni, poi, c’è anche kepubify, un semplice tool utilizzabile da riga di comando.

Tuttavia, c’è da tenere a mente una cosa: convertendo gli ebook con il plugin di Calibre, viene applicata l’estensione kepub (ad esempio, IlSignoreDegliAnelli.kepub) che curiosamente non viene rilevata dal software di Kobo: copiando un libro in memoria con questo formato, non verrà indicizzato dall’ebook reader. Per risolvere questo fastidioso problema è sufficiente aggiungere in fondo l’estensione .epub (ottenendo quindi qualcosa come IlSignoreDegliAnelli.kepub.epub): in questo modo, il libro viene correttamente visto dal dispositivo come un Kobo ePub, funziona perfettamente e gode di tutte le funzioni aggiuntive offerte da Kobo.

Con questo genere di libri ottimizzati, infatti, è possibile visualizzare le statistiche di lettura e beneficiare delle ultime novità del sistema Kobo, che includono un nuovo menu di navigazione del libro e la possibilità di spostarsi rapidamente tra le pagine, dando un’occhiata veloce all’anteprima delle pagine per poi tornare con un clic a dove eravamo rimasti (vedi immagine su).

Un piccolo plauso anche alla gestione dei PDF, non perché sia di per sé migliore della concorrenza ma perché Kobo ha avuto un’interessante intuizione, che avevamo già visto su Kobo Forma: ruotando il lettore in orizzontale, il PDF viene “spezzato” e una spingola pagina viene divisa in due (vedi immagine sotto). È una scelta semplice ma funzionale, che evita il problema dello zooom e permette di scorrere agilmente di metà pagina in metà pagina. Per quanto si tratti di un approccio rustico all’annoso problema della gestione dei PDF, è abbastanza per permettere una fruizione decente di questo formato, per la gioia di tutti gli universitari e chiunque si ritrovi a consultare file di questo tipo. Questo approccio, però, funziona solo con alcuni PDF: nei miei test ha sempre funzionato con manuali (composti da testo) ma mai con fumetti (composti da immagini).

Dal punto di vista hardware, è doverosa una menzione all’ormai consolidato sistema di illuminazione ComfortLight PRO, che impiega LED bianchi e gialli per modificare la temperatura dell’illuminazione a seconda dell’ora del giorno. La luce fredda, infatti, affatica maggiormente la vista: per questo, nelle ore serali sarebbe meglio adottare una luce dai toni più caldi, al fine di migliorare la qualità del sonno. Il sistema di sovrailluminazione di Kobo permette quindi di regolare l’intensità e la temperatura della luce e, impostando su Auto, l’illuminazione vira su toni caldi man mano che viene la sera. A proposito di illuminazione, una piccola chicca: scorrendo il dito sul lato sinistro del display è possibile regolarne il livello.

Tornando a parlare di software, è bene tener presente che Kobo supporta i libri protetti da Adobe DRM e, quindi, permette di leggere i libri presi in prestito dalle biblioteche digitali. Inoltre, una cosa che apprezzo moltissimo degli ebook reader di questa azienda è l’integrazione con Pocket, che permette di portarsi dietro (scaricati in locale) tutti gli articoli che non avete il tempo di leggere online e che avete salvato su questo fantastico servizio. Per chi – come me – utilizza abbastanza Pocket, questo potrebbe essere un buon motivo per preferire un Kobo ad un Kindle.

Infine, ovviamente non mancano tutte le funzioni canoniche che ormai ci si aspetta da un ebook reader: possibilità di sottolineare, aggiungere segnalibri e note, modificare il carattere, cercare parole sui dizionari e tradurre vocaboli dall’inglese.

Esperienza di lettura

Leggere su Kobo Libra H20 è un vero piacere. Grazie all’impugnatura, si tiene comodamente con una sola mano e i tasti fisici rendono il cambio pagina immediato e impeccabile: questo permette al lettore di immergersi completamente nella storia, finendo per dimenticarsi del dispositivo, esattamente come ci si dimentica della fisicità di un libro cartaceo. Un ebook reader funziona davvero quando è invisibile, quando ci si dimentica di star utilizzando un concentrato di tecnologia e non si pensa che al protagonista del romanzo.

In quest’ottica, il Libra H20 fa benissimo, come ci si aspetterebbe da un qualsiasi ebook reader di ultima generaizone, pur con i dovuti distinguo tra semplici ePub e kePub. Inoltre, l’interfaccia ruota, e questo rende questo Kobo adatto a destorsi e mancini, oltre che a chi vuol leggere in orizzontale.

Il display da 7″ abbinato al supporto a CBR e CBZ lo rendono particolarmente indicato anche per chi legge fumetti, a patto di tener presente che – per quanto migliarato – lo zoom sulle singole vignette rimane un’operazione macchinosa e tendenzialmente frustrante.

Prezzo

Il Kobo Libra H20 viene venduto al prezzo di 179€, ben 100€ in meno rispetto al Kobo Forma (279€) dello scorso anno e ben 71€ in meno rispetto al Kindle Oasis (250€).

Si tratta in assoluto di uno dei prezzi più bassi mai visti per un ebook reader top di gamma, che lo rendono una scelta caldamente consigliata per i lettori più esigenti che vogliono comunque mantenersi entro i duecento euro.

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