AMD chiude la questione sulle CPU Bulldozer, pagherà 12 milioni di dollari

AMD chiude la questione sulle CPU Bulldozer, pagherà 12 milioni di dollari

AMD ha finalmente posto la parola fine sulla vicenda che la vedeva accusata di pubblicità ingannevole in merito al lancio dei processori FX 8000 “Bulldozer” annunciati nel lontano 2011. L’azienda di Sunnyvale ha accettato di pagare 12,1 milioni di dollari che, tolte le parcelle degli avvocati (si parla del 30%), scenderanno a circa 8,5 milioni di dollari.


Per capire la vicenda dobbiamo fare un piccolo passo indietro. Nel 2011 AMD presentò al pubblico la linea di processori FX con architettura Bulldozer, pubblicizzando la serie 8000 (modelli FX 8150 ed FX 8120) come i primi processori desktop a 8 core nativi. Successivamente, analizzando l’architettura dei processori AMD Bulldozer, emerse che in realtà non si trattava di 8 core indipendenti, bensì di quattro moduli a due core con hardware condiviso (unità floating point, cache L2 in primis). In sostanza, i processori AMD FX 8000 avevano solo 8 unità integer indipendenti, caratteristica che non li rende degli octa-core nativi.

Tom Dickey, uno dei tanti utenti statunitensi di AMD, sollevò per primo la questione nel 2015 | AMD citata in giudizio per i Processori Bulldozer | e insieme a Paul Parmer ha portato avanti le proprie ragioni fino a giungere a una vera e propria class action contro AMD.


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