Huawei annuncia ufficialmente HarmonyOS, il sistema operativo universale che le garantirà l’indipendenza da chiunque

Huawei annuncia ufficialmente HarmonyOS, il sistema operativo universale che le garantirà l’indipendenza da chiunque

Per mesi ci sono state tante speculazioni su HongmengOS, il fantomatico sistema operativo cui Huawei starebbe lavorando da anni, ed oggi, alla propria developer conference, l’azienda cinese l’ha finalmente presentato ufficialmente. Si chiama HarmonyOS, è open-source, e supporta praticamente qualsiasi tipo di dispositivo vi venga in mente: smartphones, tablet, smartwatch, PC, smart speaker, cuffie, auto ecc. Sì, detta così sembra molto un’alternativa a Google Fuchsia, per quanto quest’ultimo non sia mai stato annunciato ufficialmente.

I lavori su HarmonyOS sono iniziati circa 2 anni fa, con la versione 1.0 del suo microkernel, ma sono stati bruscamente accelerati nel 2019, in modo da estenderne la compatibilità. La versione 2.0 è prevista per il 2020, seguita l’anno successivo dalla versione 3.0. È molto difficile dire ora con precisione a che livello di funzionalità sia il suo sviluppo.

Richard Yu, CEO di Huawei, ha comunque ribadito che la sua azienda vuole restare con Android, ma che se in futuro non sarà possibile, HarmonyOS sarà pronto all’avvicendamento in qualsiasi momento (in 1-2 giorni, secondo l’azienda). Il primo dispositivo con HarmonyOS sarà invece una smart TV, la Honor Vision TV.

Ma le ambizioni di HarmonyOS non finiscono qui. Il sistema operativo di Huawei supporterà infatti non solo le app Android, ma anche quelle Linux, oltre alle web-app. Notate però l’uso del tempo futuro, perché al momento non dovrebbe essere così. Inoltre, l’ARK Compiler per lo sviluppo di HarmonyOS supporta anche Kotlin, Java, Javascript, C, e C++. Tutto ciò per ribadire non solo la facilità per gli sviluppatori nel creare contenuti per il nuovo OS, ma anche il fatto che che questo sarà straordinariamente fluido, con la latenza ridotta al minimo, e con la sicurezza al centro del suo sviluppo (a questo proposito, non supporterà l’accesso come root), dato che sarà in grado di interconnettere sistemi molto diversi tra loro e quindi sarà potenzialmente più esposto ad attacchi di varia natura.

I dettagli al momento sono molto generici, ma l’intento di Huawei è invece chiaro: dimostrare agli USA ed ai competitor che l’azienda cinese è più forte che mai. Se ci sia l’arrosto sotto al fumo è una cosa che solo il tempo ci dirà, ma la fumata che arriva dalla developer conference sembra molto densa.

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