Pagano: “Ecco gli errori da evitare per investire negli eSports”

Pagano: “Ecco gli errori da evitare per investire negli eSports”

Occhi puntati anche sugli eSports all’iGB Live di Amsterdam, l’evento di riferimento del settore iGaming e l’ultimo nato tra i “prodotti” espositivi del colosso Clarion Gaming. La prima giornata dell’evento ha visto tra gli appuntamenti clou la conferenza ‘Learn from Esports pioneers – Assume your position!”, che aveva tra i relatori anche un volto noto dell’eSports italiano: Luca Pagano, Ad e fondatore di QLASH.

Un intervento in ottica prettamente business, quello di Pagano, che ha posto l’accento sull’importanza dell’audience e dell’approccio con i fan, nuova generazione di utenti che parla una lingua diversa. Ma come partire? “L’obiettivo è far capire alle aziende che vogliono investire nel settore a quale audience si rivolgono – ha esordito Pagano – e quali sono le novità e le difficoltà nell’approcciare questo settore”. tra le difficoltà “c’è quella di conoscere la differenza e le caratteristiche tra questa nuova audience di giocatori e quella tradizionale”.

Quali sono gli errori che le aziende di marketing possono compiere? Prima di tutto “applicare agli eSports le stesse iniziative di marketing e di sales tradizionali. In realtà siamo di fronte a una nuova generazione di utenti che parla una lingua diversa, utilizza piattaforme diverse e vuole avere un ruolo attivo. Oggi il giocatore vuole dire la sua ed essere partecipe e questo stato di cose cambia anche le strategie di marketing e di sales usate fino ad ora”.
L’opportunità per chi fa business “è colmare e riempire quel gap che c’è tra la star e la base degli appassionati. Questo si può fare creando eventi, far incontrare i propri appassionati, far vivere l’esperienza eSports. Il tutto quindi si traduce in experience usata per fare engagement. Solo così si riesce a parlare dell’audience che vuole vivere gli eSports attraverso una serie di esperienze ed iniziative”. Questa realtà “si va a stagliare in un settore frammentato e non regolamentato, ma anche molto segmentato. Il fatto che non sia stato regolamentato fino ad ora può anche essere stato un bene, perché ha permesso all’industria di crescere e sperimentare. Ora però occorre una normativa chiara per creare i presupposti per l’ingresso di grandi operatori che possa essere vicino al mondo del gambling, ma non solo”.
Un’azienda, però, oltre a conoscere bene l’audience “deve capire bene come è organizzata l’industry. Ogni gioco, ad esempio, ha una audience diversa e delle caratteristiche specifiche. Solo così si può essere davvero efficaci”. Insomma la eSports industry “è una grandissima opportunità, ma bisogna conoscere bene la propria audience e cambiare le strategie di vendita e marketing. Questo è valido anche per il mercato italiano. Chi decide di entrare in questa industria deve farlo con cognizione, affidandosi a realtà che hanno già fatto esperienza nel settore e consolidato una serie di competenze”.

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