“Don’t Whack Your Teacher”, polemiche per il videogame che insegna a torturare i docenti

“Don’t Whack Your Teacher”, polemiche per il videogame che insegna a torturare i docenti

“Don’t Whack Your Teacher”: è questo lo scioccante titolo del videogame che insegna agli studenti a picchiare a sangue i docenti. Il macabro gioco è stato portato all’attenzione del Senato dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Bianca Laura Granato, che ha pubblicato l’appello per la sua rimozione dalla Rete anche sul suo profilo Facebook. In realtà il discusso videogame esiste già da un po’ di tempo: è nato come flash game più di cinque anni fa e, solo in seguito, è stato convertito in formato mobile su Android.

“Don’t Whack Your Teacher” vede uno studente picchiare il proprio insegnante all’interno di una stanza, scegliendo lo strumento di tortura preferito. L’alunno infierisce senza pietà sul professore: gli rompe una sedia in testa, prende un vaso pieno d’api e lo riversa sull’insegnante, che corre verso la finestra per ricevere poi una pedata nel sedere dal ragazzo.

La Senatrice ha chiesto il supporto dei cittadini per segnalare tutti i siti che permettono di scaricarlo e giocarvi. “La tentazione di relegare questo fatto a una questione di scarsa importanza deve essere assolutamente respinta. Le aggressioni di docenti da parte di genitori e alunni non sono episodi derubricabili a fatti isolati ma rappresentano un fenomeno crescente nella nostra società”, ha affermato la senatrice pentastellata.

“La discrasia che si evidenzia nel rapporto tra il modello di formazione scolastica e le forme di socializzazione extrascolastica è evidente e allarmante e riversa i suoi effetti, in modo sempre più marcato, nel mancato rispetto delle regole e dei ruoli di ciascuno”, ha concluso Granato.

Sebbene il fatto in sé sia esecrabile, di certo i docenti non saranno né i primi, né gli ultimi a essere scelti come bersaglio di giochi di questo tipo. Qualche tempo fa, negli Stati Uniti, scoppiò la polemica per il videogame America Sniper 3D Assassin che, tra le sue missioni, ne prevedeva una in cui il giocatore doveva sparare a un giornalista corrotto. E anche quella volta vi fu una mobilitazione collettiva partita in seguito alla segnalazione di un cronista del New York Times, che portò all’eliminazione della contestata missione dal gioco.

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⚠L’ODIO CONTRO GLI INSEGNANTI INVADE LA RETE. URGE INTERVENTO INDEROGABILE!⚠È entrato nella rete un gioco macabro:…

Gepostet von Bianca Laura Granato am Mittwoch, 19. Juni 2019

 

 

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