Roland Garros Eseries: com’è stato, come sarà

Roland Garros Eseries: com’è stato, come sarà

È stato una delle grandi novità, l’anno scorso, nel mondo degli eSports: l’esordio, per la prima volta nella storia, di un torneo di tennis virtuale disputato sul celebre simulatore Tennis World Tour di Bigben Interactive. Il successo ottenuto dalle “Roland-Garros eSeries by BNP Paribas” nella loro prima edizione ha convinto gli organizzatori a bissare l’evento. A vincere, l’anno scorso, è stato lo spagnolo Carlos Che. In finale contro il nostro connazionale Lorenzo “Isniper” Cioffi (del team Mkers), si è imposto con un netto 6 a 1. Le fasi finali del torneo si svolgeranno come da tradizione a Parigi, in concomitanza con l’Open di Francia, appunto sui campi di Roland Garros il prossimo 26 maggio, mentre la finale italiana, valida per l’accesso, avrà luogo durante gli internazionali di Tennis di Roma, il 18.
È ancora presto per fare dei pronostici ma per saperne un po’ di più, la Gazzetta ha deciso di incontrare i protagonisti della passata e presente edizione: il campione in carica, Carlos Che, e Norman Chatrier, ex-gamer professionista (con Tekken), nonché uno degli organizzatori del torneo. Chartrier, che porta un cognome importante essendo il nipote di Philippe Chatrier (leggenda del tennis francese, cui è dedicato il campo centrale di Roland Garros), è una delle menti, degli sponsor che maggiormente hanno creduto all’iniziativa al punto da riuscire a concretizzarla. Ecco cosa ci ha raccontato.
Ex gamer professionista e sponsor delle Roland Garros eSeries, Norman Chatrier è il nipote di Philippe Chatrier (1926 – 2000), leggenda del tennis francese.

Ex gamer professionista e sponsor delle Roland Garros eSeries, Norman Chatrier è il nipote di Philippe Chatrier (1926 – 2000), leggenda del tennis francese.

Norman, tu sei, e sei stato, un grande campione di Tekken, una disciplina radicalmente differente da quella di Tennis World Tour, perciò ci chiediamo: a parte la “tradizione di famiglia”, cos’è che ti ha portato ad avvicinarti al mondo del tennis virtuale?
È stata essenzialmente una concatenazione di eventi e circostanze perlopiù causali: il tennis mancava da un po’ di anni nel mondo dei videogiochi, poi l’anno scorso c’è stato un ritorno con alcuni videogame dedicati, tra i quali Tennis World Tour. Questo mi ha invogliato a diventare l’ambasciatore del primo torneo di eSports dedicato al tennis. Perciò, insieme a Bigben Interactive (sviluppatore del gioco), alla Federazione Francese di Tennis (l’ente organizzatore del torneo di Roland Garros) e a BNP Paribas (banca da sempre vicina al mondo del tennis), ci siamo incontrati. Abbiamo ritenuto l’idea interessante e condiviso un progetto per realizzare un torneo di eSports totalmente nuovo e “griffato” da un brand storico e molto importante. Da tutto ciò è nata l’idea di realizzare un torneo internazionale, con le finali da disputarsi a Roland Garros durante il “French Open” e insieme abbiamo creato le “Roland-Garros eSeries by BNP Paribas”. Sono molto orgoglioso e felice di avere giocato una parte importate in questa storia.
Il primo videogioco della storia è stato un gioco di tennis; nonostante ciò, il tennis non sembra avere una grande diffusione o popolarità nel mondo degli eSports. Perché secondo te questo accade? Forse i videogiochi oggi disponibili non sono all’altezza? Tu cosa ne pensi?
Non saprei dire il perché, ma sono assolutamente convinto che nei prossimi anni i videogiochi sportivi, e quelli di tennis in particolare, subiranno un’evoluzione incredibile.
Il torneo si disputa, anche quest’anno, su Tennis World Tour di Bigben Interactive.

Il torneo si disputa, anche quest’anno, su Tennis World Tour di Bigben Interactive.

L’esordio di un torneo di eSports in contemporanea con il tradizionale evento sportivo è stato una delle grandi novità dell’edizione 2018 di Roland Garros. È stato il tentativo di supportare un nuovo torneo di eSports affiancandolo ad un “brand” storico oppure, al contrario, è una naturale evoluzione che prima o poi sarebbe dovuta accadere? In altre parole: è il Roland Garros “virtuale” che ha bisogno di quello reale o è viceversa?
Non credo che nessuno dei due settori abbia “approfittato” dell’altro. Credo anzi che entrambi i tornei abbiano tratto dei mutui benefici. Gli eSports stanno enormemente crescendo in diffusione e popolarità e il “vecchio” Roland Garros ha ritenuto di supportare ulteriormente tale evento volendo giocare un ruolo pionieristico nella storia degli sport elettronici. Il pubblico ha accolto questa novità con grande entusiasmo e curiosità, e la cosa non potrà che migliorare. L’anno scorso hanno partecipato al torneo 240 giocatori, all’edizione di quest’anno ci sono già 400 iscritti. Abbiamo dato un’occhiata all’elenco dei partecipanti dell’anno scorso e ci siamo resi conto che circa la metà degli iscritti erano già gamer professionisti, ovviamente specialisti per altre discipline, e si erano iscritti al Roland Garros attratti dalla curiosità di partecipare al primo torneo eSports di tennis della storia. Questo però significa anche che l’altra metà era composta da semplici appassionati di videogiochi e di tennis, una metà che cercava soltanto un nuovo modo, alternativo e divertente, di interagire con il loro sport preferito. Finora un appassionato di sport aveva due soli modi per interagire con la disciplina che ama: praticarlo in prima persona, oppure seguirlo come tifoso. Io credo che gli eSports abbiano proprio questa capacità: offrire un terzo modo, totalmente nuovo, di mettere in contatto gli sportivi con le loro discipline favorite, e sono convinto che questo trend avrà in futuro un grande sviluppo.
Tuo nonno cosa avrebbe pensato di tutto ciò?
Mio nonno era un visionario, una persona con una mentalità molto aperta. Era un entusiasta dell’innovazione e incoraggiava qualsiasi forma di progresso, in ogni campo, e ha avuto un ruolo di primo piano nella diffusione mediatica del tennis, riuscendo a renderlo popolare in ogni casa. Credo che sarebbe stato molto orgoglioso di vedermi giocare in un nuovo ambito sportivo, anche se elettronico e non fisico. Ci troviamo all’alba di una nuova era per lo sport: tutto dev’essere ancora costruito, sviluppato, organizzato; io spero di riuscire a dare il mio contributo, un po’ come ha fatto lui per il tennis tradizionale.
Di diverso tenore è stato l’incontro con Carlos Che, peraltro compagno di squadra di Lorenzo “Isniper” Cioffi: entrambi i giocatori militano nel team romano dei Mkers.
Carlos, quali sono le tue aspettative, i tuoi obiettivi per la seconda edizione delle Roland Garros eSeries?
Essere di nuovo a Parigi ad un anno di distanza, per me, è già un sogno che si avvera! Naturalmente il mio obiettivo è difendere il titolo e riconfermarmi campione per la seconda volta. Come sempre, cerco di dare il massimo e ottenere il massimo per ogni singola competizione cui ho la fortuna, o l’opportunità, di partecipare.
Come molti appassionati di eSports sanno già, tu non sei solo un giocatore di tennis “virtuale”, sei anche un giocatore di tennis “tradizionale”. Quanto ti ha aiutato, negli eSports, l’esperienza che hai ottenuto sui campi “veri”?
Una fase della finalissima dell’anno scorso che ha visto il confronto tra il nostro connazionale Lorenzo “Isniper” Cioffi contro lo spagnolo Carlos Che, che ha avuto la meglio.

Una fase della finalissima dell’anno scorso che ha visto il confronto tra il nostro connazionale Lorenzo “Isniper” Cioffi contro lo spagnolo Carlos Che, che ha avuto la meglio.

Per certi versi è il mio asso nella manica! Nel gioco io utilizzo esattamente le stesse tecniche e strategie che ho imparato sul campo, e funzionano: credo che, per me, stia tutta lì la differenza tra vincere e perdere.
Quali sono, a tuo giudizio, i migliori giocatori del mondo a “World Tour Tennis”? Quali i favoriti per le eSeries di quest’anno?
Credo che sarei un pazzo a rivelare ai miei avversari ciò che penso di loro o a svelare i nomi dei partecipanti che temo di più. Come avevo già detto al termine della finale spagnola dello scorso anno, dovrebbero essere loro a temermi! In fondo, abbiamo tutti bisogno di migliorarci e imparare ad affrontare senza timore i nostri avversari più competitivi. Per questo non intendo rendere più facile la vita ai miei avversari indicando loro da cosa o da chi trarre ispirazione. Quello che posso dire è che quest’anno ci sono tantissimi giocatori molto, molto forti. Va anche detto che io non ho una conoscenza diretta dei partecipanti più forti del torneo perché, da Campione, sono stato affrancato dal passaggio alle fasi di qualificazione, che ho potuto seguire solo a distanza. Io gioco per un team italiano, i Mkers, e spero tanto che il mio compagno di squadra, Lorenzo Isniper, vinca la finale italiana.
Le due semifinali dell’anno scorso: a sinistra Carlos Che, a destra si può vedere Lorenzo Cioffi impegnato contro il brasiliano Rogerio Correa.

Le due semifinali dell’anno scorso: a sinistra Carlos Che, a destra si può vedere Lorenzo Cioffi impegnato contro il brasiliano Rogerio Correa.

Come ci si prepara ad un torneo come le Roland Garros eSeries?
Quando mi alleno cerco di farlo simulando il più possibile le condizioni in cui mi troverò a giocare a Parigi, sforzandomi di individuare e di concentrarmi su tutte le cose che sono sotto il mio controllo. Giocatori differenti adottano ovviamente stili differenti, per questo, nell’allenarmi, cerco di far pratica sempre con avversari diversi, variando il più possibile stili e tattiche.

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