Days Gone, l’apocalisse zombie arriva su PS4

Days Gone, l’apocalisse zombie arriva su PS4

Le aspettative sono uno dei pochi risvolti negativi del successo. Tanto più elevate quanto più alti sono i picchi raggiunti, non lasciano spazio (e non giustificano) nient’altro che nuovi successi, in un circolo virtuoso che per forza di cose non può durare in eterno. Ecco perché dopo esclusive come The Last of Us, Horizon, Detroit, God of War e Spider-Man, solo per citare le più recenti, bisogna mettere in conto che prima o poi arrivi anche un Days Gone.
OPEN WORLD AMERICANO – Ci sono due aspetti che emergono prepotenti in Days Gone. La sua impostazione open world alla Red Dead Redemption, e lo spirito a stelle e strisce che trasuda da ogni poro. Ci muoveremo infatti nell’Oregon, stato americano poco sfruttato dall’immaginario videoludico eppure piuttosto appagante coi suoi picchi innevati, la sua fitta vegetazione e le larghe zone di natura incontaminata. A dispetto del capolavoro targato Rockstar, però, non ci sposteremo in sella al nostro fido destriero bensì in moto. D’altronde il protagonista, Deacon St. John, viene tratteggiato come un ‘harleyista’ duro e puro alla Sons of Anarchy, e a ben guardare le due ruote sono i cavalli dei tempi moderni. Chi però s’aspettasse da questa descrizione le atmosfere e le suggestioni di Red Dead Redemption 2, farà bene a ricredersi: il mondo di Days Gone è flagellato da un’invasione di Furiosi, uomini tra sformati in zombie da un misterioso virus, e noi dovremo prima di tutto sopravvivere alla violenza e al caos di un’umanità tornata alla barbarie.
Il gioco è ambientato in Oregon e offre visuali davvero incantevoli, come questa.

Il gioco è ambientato in Oregon e offre visuali davvero incantevoli, come questa.

LA FORZA DELL’AMORE – Di fronte a un simili premesse verrebbe da pensare che l’unico movente ad animare il protagonista sia la semplice sopravvivenza. Ma inaspettatamente è l’amore. Deacon St. John, prima dell’apocalisse, apparteneva sì alla banda di motociclisti dei Mongrels. E sì, nel gioco è un cacciatore di taglie, un girovago che si tiene accuratamente alla larga dalla civiltà o da quel che ne è rimasto. Ma i moventi di tutto ciò che fa sono da cercarsi solamente nell’amore verso il fratello, che viene gravemente ferito nella prima missione, e verso la sua compagna, data inizialmente per morta ma che forse, chissà, potrebbe essere ancora viva.
Nel gioco dovremo affrontare anche i Furiosi, uomini tra sformati in zombie da un misterioso virus.

Nel gioco dovremo affrontare anche i Furiosi, uomini tra sformati in zombie da un misterioso virus.

QUESTIONE D’INTELLIGENZA – Riprendendo le parole con cui Sony ha presentato il gioco, Days Gone indaga sul modo in cui ognuno di noi reagirebbe a condizioni estreme ed esplora la perdita dell’amore, dell’amicizia, la vendetta e la disperazione, in un mondo in cui s’impara presto che vivere e sopravvivere sono due cose ben diverse. Ed è un vero peccato che un gioco dalle ambizioni così grandi vada poi a cadere in veniali sbavature che inficiano il risultato finale. La più evidente riguarda l’intelligenza artificiale: pazienza se affligge gli zombie, che non hanno mai brillato per sagacia, ma purtroppo capita di vedere umani che stanno fermi a farsi sparare. È anche davvero facile aggirare i nemici per abbatterli con attacchi furtivi alle spalle, ma questo potrebbe essere voluto per evitare di trasformare Days Gone in uno stealth game. È pur vero però che la scarsità di munizioni, unita alla ridotta efficacia iniziale delle pistole e dei fucili, porta a giocare la proposta dei Bend Studio come un Assassin’s Creed. L’immancabile spruzzatina ruolistica permette comunque di piegare il gioco alle proprie inclinazioni, mettendo a disposizione talenti pensati per il corpo a corpo, la sopravvivenza e le armi da fuoco.
La moto e il suo potenziamento rivestiranno un ruolo cruciale nel gioco.

La moto e il suo potenziamento rivestiranno un ruolo cruciale nel gioco.

SBAVATURE – Purtroppo Days Gone presta il fianco anche ad altre critiche. Il gioco non pare tenere conto, negli intermezzi, del mondo circostante. Col risultato che le missioni iniziano in un mondo che pare resettarsi ogni volta, azzerando i cambiamenti che vi abbiamo apportato. Alle volte poi capita che si sovrappongano dei dialoghi, come quando stiamo ascoltando un memo su un registratore e nel frattempo veniamo chiamati via radio da nostro fratello o iniziano le trasmissioni di Radio Oregon. Accade anche che un dialogo del protagonista di fine missione, peraltro splendidamente doppiato in Italiano, sia interrotto bruscamente dalla schermata conclusiva. Mettiamoci anche che una volta abbiamo fatto un incidente in moto vedendola letteralmente scomparire dentro il terreno, e il quadro che ne emerge non è dei più lusinghieri. Ma bisogna essere obiettivi: gli sviluppatori hanno al loro attivo solamente i capitoli della serie Syphon Filter per la prima e seconda PlayStation, e un paio di Uncharted per PlayStation Vita. Days Gone segna il loro (tardivo) esordio su PlayStation 4 e l’inesperienza con la macchina traspare anche dal fatto che il prodotto sarebbe dovuto uscire lo scorso 22 febbraio. Il ritardo di due mesi doveva servire proprio a rifinire il software, segno di una gestazione non facile.
Alle volte ci si troverà dinnanzi a orde di Furiosi e in tal caso sarà consigliabile darsela a gambe!

Alle volte ci si troverà dinnanzi a orde di Furiosi e in tal caso sarà consigliabile darsela a gambe!

CONCLUSIONE – Torniamo così a quanto scritto in apertura. Days Gone rappresenta per Sony un passo indietro rispetto ai suoi illustri predecessori e per molti ciò equivarrà a un fallimento. Ma non è così. Sia perché fortunatamente alcune delle mancanze illustrate potranno essere risolte tramite aggiornamenti, sia perché anche così il gioco è piacevole. La meccanica open world non è quella dei titoli Rockstar ma non è neanche schematica e ripetitiva come ad esempio in Spider-Man. La guida della moto non è curata come lo era il cavallo di Red Dead Redemption 2, ma ci si fa presto la mano. E sebbene la grafica non sia quella di un Horizon, l’Unreal Engine 4 fa comunque il suo dovere anche se i Bend Studio non paiono essere stati in grado di piegarlo ai propri voleri. Days Gone dunque non è il nuovo capolavoro di Sony ma più semplicemente un gioco che diverte e intrattiene, e che rappresenta una valida base di partenza per un seguito che, ci auguriamo, sarà stavolta curato e rifinito come merita.

L’articolo Days Gone, l’apocalisse zombie arriva su PS4 sembra essere il primo su eSports.



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: